Il mare del nord si candida a diventare il primo grande Hub energetico, ovvero una serie di impianti eolici in mare aperto messi in rete per sommare la produzione.

Lunedì 24 aprile, a Ostenda, in Belgio, nove Paesi europei si sono riuniti per discutere il potenziamento della produzione di energia eolica offshore nel Mare del Nord, stimolati dalle conseguenze della guerra in Ucraina. L’obiettivo è quello di potenziare l’attuale produzione di energia rinnovabile, ampliando e potenziando i parchi eolici offshore europei affinché la produzione raggiunga i 300 gigawatt entro il 2050.

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Puntare sull’indipendenza energetica europea

Al vertice hanno partecipato i leader dei membri dell’UE: Francia, Germania, Irlanda, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo, insieme al capo della Commissione europea Ursula von der Leyen. Hanno partecipato anche la Norvegia e la Gran Bretagna, questa rappresentanta dal segretario per la sicurezza energetica del Regno Unito, Grant Shapps. I leader delle nove nazioni hanno sottolineato la necessità di aumentare l’eolico offshore: «per raggiungere i nostri obiettivi climatici e liberarci del gas russo, garantendo un’Europa più sicura e indipendente», spiega il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Il presidente francese Macron ha sottolineato l’importanza che la catena di produzione degli impianti offshore sia prodotta in Europa per l’Europa, «perché è importante distribuire questa energia eolica offshore, ma non vogliamo ripetere gli errori che a volte abbiamo commesso in passato, di distribuire apparecchiature prodotte dall’altra parte del mondo».

Potenziare l’eolico offshore, l’obiettivo: 120 gigawatt entro il 2030 e 300 entro il 2050

L’eolico offshore è un impianto di turbine eoliche installate in mare aperto, piuttosto che onshore, ovvero sulla terra ferma. Dall’incontro emerge la necessità di arrivare ad una produzione di 120 gigawatt entro il 2030 e di portarla a 300 entro il 2050. La WindEurope, gruppo di imprese operanti nel settore delle energie rinnovabili, ritiene che l’obiettivo sia raggiungibile.

Secondo la WindEurope, l’Europa ha bisogno di costruire l’infrastruttura offshore per aggiungere 20 GW di produzione all’anno, ma il settore può contare su una capacità di appena 7 GW all’anno. L’UE ha calcolato che il costo per raggiungere 300 GW di produzione di energia eolica offshore entro il 2050 in 800 miliardi di euro. Sarà necessario standardizzare l’infrastruttura e le apparecchiature per ridurre costi e tempi di lavoro.

Eolico offshore, la prima fonte di generazione elettrica in Europa tra 20 anni

Il potenziale globale dell’energia eolica offshore è enorme e la sua diffusione nel lungo periodo sarà molto ampia. Secondo IEA (International Energy Agency) l’eolico in mare potrebbe diventare la principale fonte di produzione di energia elettrica in Europa entro una ventina di anni.

Il desiderio del settore di espandersi c’è. Il Belgio, ad esempio, nell’ultimo decennio ha costruito quattro parchi eolici offshore, in grado di fornire quasi il 10% della domanda energetica dell’intero paese. Ad oggi il Belgio è uno dei cinque leader al mondo per progetti eolici offshore. «Ogni anno produciamo energia sufficiente al fabbisogno di circa 750-800.000 famiglie», afferma Vedran Horvat, responsabile della Parkwind, la società gestore dei parchi eolici.

Anche la Germania vanta una forte produzione di energia pulita attraverso impianti eolici offshore. Il 20 gennaio l’Agenzia federale marittima e idrografica ha pubblicato il nuovo Piano di Sviluppo dell’Area, il documento che attua le misure di accelerazione adottate nella legge sull’energia eolica in mare. Il piano, sviluppato dalla Germania, punta al raggiungimento della soglia dei 40 GW entro il 2035 con la possibilità di mettere in rete i vari parchi eolici presenti e da costruire nel Mare del Nord per la realizzazione dell’Hub Energetico più grande al mondo.

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Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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