Alluvioni, allerte meteo, precipitazioni intense e improvvise, ma anche scarsità di piogge, perdite delle reti acquedottistiche, consumi sregolati e scarsa consapevolezza del valore della risorsa idrica. Sviluppare progetti di raccolta e recupero delle acque è sempre più urgente.

Secondo quanto riportato da Legambiente nel report realizzato per la Giornata mondiale dell’acqua 2023, tale accelerazione è ancor più necessaria nell’area del Mediterraneo. “A livello europeo, come evidenziato dal Joint Research Centre della Commissione Europea, sono circa 52 milioni le persone che vivono in aree considerate sotto stress idrico per almeno un mese all’anno ed entro il 2050 è previsto che la richiesta di acqua raddoppierà o triplicherà”.

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Benefici della raccolta di acque piovane e trattamento acque grigie

La raccolta delle acque piovane ha molteplici vantaggi, tra questi la mitigazione degli effetti di piena della rete urbana di drenaggio, la riduzione dell’impatto ambientale degli inquinanti presenti, l’abbattimento dei costi del trattamento depurativo delle acque che finiscono nella rete di raccolta acque nere e, pensando al riutilizzo ad esempio sotto forma di reti duali, la riduzione del consumo idrico potabile.

Anche le acque grigie, una volta trattate, sono potenziali fonti alternative di acqua, adatte a diversi utilizzi, quali l’irrigazione, il lavaggio delle strade, le cassette dei WC, le lavatrici, i rubinetti di acqua non potabile.

In Europa, 1 miliardo di m3 di acque reflue urbane trattate viene riutilizzato annualmente, numero che potrebbe però aumentare di 6 volte rispetto ai livelli attuali.

Progetti virtuosi in Europa

Già attorno agli anni ‘80 il Regno Unito ha introdotto il SuDS, “Sistemi di Drenaggio urbano Sostenibile” per ridurre le inondazioni delle acque superficiali e allineare i moderni sistemi di drenaggio con i processi idrici naturali. Tra i SuDS ci sono ad esempio le aree di ritenuta, le vasche di prima pioggia e i bacini di ritenzione dell’acqua piovana.

Anche le NBS, “Soluzioni Basate sulla Natura”, sono un utile strumento per ripristinare la vegetazione nelle aree urbane. Tra queste, le pavimentazioni permeabili, le pareti e i tetti verdi e i giardini pluviali. Come riportato da Legambiente, un progetto virtuoso è quello di Copenaghen con la trasformazione dello storico parco cittadino Enghavepark. “Con un bacino idrico di 22.600 m3, il parco rientra in uno dei 300 progetti che la città prevede di completare per proteggerla da future inondazioni e dall’assenza di precipitazioni”.

Un altro progetto che sta prendendo piede è quello delle Sponge City (città spugna, modello nato in Cina). A Manchester, lo “Sponge Park” di West Gorton Community ha le dimensioni di tre campi da calcio ed è stato progettato per catturare l’acqua in eccesso dalle strade vicine e rallentare la velocità con cui defluisce negli scarichi.

A livello europeo, ha riscosso interesse anche il progetto CWC – City Water Circles nato nel 2019 e conclusosi nel 2022 finanziato dall’UE nell’ambito del programma Interreg Central Europe, per facilitare l’adozione della circular economy e volto a “promuovere e diffondere la cultura del risparmio idrico, pratiche e politiche di raccolta e utilizzo di acque meteoriche, di recupero delle acque grigie e soluzioni naturali per la gestione della risorsa idrica in cinque città europee (Budapest, Torino, Maribor, Bygdoszcz e Spalato)” (fonte: Interreg Central Eu).

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Giulia Angelon

Mi piace esplorare l’esistenza, osservandone i misteri e sperimentando la forza creatrice che genera l'atto di comunicare quando nasce dall’ascolto e dal dialogo. Per BuoneNotizie.it scrivo di benessere e innovazione in chiave culturale, imparando l’arte di esserci nelle cose con intensa leggerezza.

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