La spedizione Galapagos Deep 2023 ha scoperto una barriera corallina del tutto incontaminata, situata a 600 metri di profondità nei mari delle isole Galapagos. Si tratta dell’unica sopravvissuta, insieme alla barriera Wellington, al fenomeno El Niño del 1982-83. Il 50% degli organismi che la compongono è vivo e si stima abbia diverse migliaia di anni.

La scoperta della nuova barriera corallina

La notizia della scoperta è stata data dal tweet del ministro dell’Ambiente ecuadoriano, José Antonio Dalavos, che ha scritto: “Le isole Galapagos ci sorprendono di nuovo”. Nel tweet il ministro riafferma la volontà di estendere le aree oceaniche protette in Ecuador.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

Nella zona del Pacifico sud-orientale, infatti, l’Ecuador sta allargando le proprie “Marine protected Area” (MPA), l’equivalente oceanico delle riserve naturali. Dal 2021, è impegnato con Panama, Costa Rica e Colombia nella creazione di un’enorme MPA comune.

La spedizione scientifica “Deep Galapagos 2023” si propone diversi obiettivi esplorativi nell’area delle isole vulcaniche. Il team vuole migliorare la conoscenza della biodiversità nelle profondità delle isole, analizzare fossili di corallo per comprendere il passato climatico e prospettare futuri scenari, ed esplorare e mappare meglio i bordi della piattaforma su cui emergono le isole.

Per portarli a termine, la spedizione si avvale del sottomarino Alvin, capace di scendere a 6500 metri di profondità con due scienziati a bordo.

Isole Galapagos, dense di vita, scoperte e geologia

Michelle Taylor, biologa marina e co-leader della spedizione, descrive la scoperta come un “sollievo”. Dimostra infatti che le barriere coralline possono sopravvivere al surriscaldamento degli oceani. Oltre ciò, la barriera corallina è sopravvissuta al fenomeno El Niño del 1982-83.

El Niño consiste in un riscaldamento periodico delle acque del Pacifico in quelle zone. Questo surriscaldamento si ripresenta in media ogni 5 anni, alternato al corrispettivo raffreddamento (detto La Niña). Questi fenomeni sono capaci di influenzare il clima a livello globale, ma interessano in particolare le nazioni come l’Ecuador e l’area indo-pacifica, dove molte economie vivono di pesca.

El Niño nel biennio in questione è stato particolarmente inclemente, uccidendo tutte le barriere coralline delle isole Galapagos, eccetto Wellington e la barriera recentemente scoperta.

Le Galapagos sono un arcipelago di origine vulcanica, che sorge su una dorsale continentale unica nel suo genere. Infatti le isole sono la cima di materiale vulcanico sedimentato che si innalza di 3000 metri sul resto del pavimento oceanico. Il crepaccio che lo separa dal resto del Pacifico è di 1,1 chilometri più profondo del Gran Canyon. Per questo risulta in parte inesplorato e contenitore di ecosistemi unici.

L’osservazione di questi ecosistemi permise a Darwin di formulare la sua teoria sull’evoluzione delle specie. Lo studio dei fondali ha permesso al naturalista di formulare teorie valide ancora oggi sulla formazione delle isole.

Leggi anche:

COP 15 di Montréal: passi avanti per difendere la biodiversità

Biodiversità: scoperte 139 nuove specie più 3 che credevamo estinte

La biodiversità marina: salvaguardia del nostro oro blu

Condividi su:
Avatar photo

Giovanni D'Auria

Laureato in Lettere Moderne, ha da poco iniziato un percorso formativo per diventare pubblicista con diventaregiornalista.it.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici