Sono 110.000 in Italia gli stabilimenti e i capannoni industriali con tetti idonei ad ospitare impianti fotovoltaici. Lo rivela uno studio del Cerved che ha utilizzato dati satellitari e tecnologie di Image Detection basate sull’intelligenza artificiale per mappare le strutture più adatte e per ospitare degli impianti fotovoltaici per grandezza e geografia. Lo studio è in linea con la strategia energetica europea che prevede impianti fotovoltaici obbligatori sui tetti dei nuovi edifici commerciali dal 2026 e per le nuove case a partire dal 2029.

Impianti fotovoltaici: le potenzialità dei tetti italiani

Lo studio del Cerved è stato condotto utilizzando tecnologie satellitari e l’intelligenza artificiale, l’analisi ha rilevato che sono 110.000 i tetti idonei all’installazione di impianti fotovoltaici. In tutto sarebbero circa 300 km quadrati di superfice, sufficienti a realizzare 30 Gw di nuove installazione che coprirebbero il 75% dell’obiettivo previsto per il 2030 secondo l’accordo europeo Fit-for-55. Si tratta di un intervento in grado di attivare tra i 30 e i 36 miliardi di euro di investimenti e che porterebbe a un risparmio di emissioni di CO2 di circa 9.000 tonn/anno. «Molte aziende potrebbero produrre energia dal fotovoltaico ma non hanno idea del loro potenziale di produzione – spiega Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved – le imprese energivore, ad esempio, che in questo momento stanno sostenendo degli elevati costi di approvvigionamento, potrebbero avere grandi benefici dall’installazione di impianti propri».

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Per le aziende italiane l’installazione di impianti fotovoltaici comporterebbe un notevole risparmio in termini di approvvigionamento energetico. Inoltre le aziende – investendo sul solare – sarebbero in grado di rifornire una rete più o meno vasta di abitazioni. Lo sviluppo dell’autoconsumo diffuso, infatti, è un’opportunità per il settore industriale, in particolare per le PMI, che possono partecipare alle Comunità energetiche rinnovabili (Cer). Si tratta di realizzare 5 GW di potenza entro il 2027: questo permetterebbe incentivi in tariffa per energia condivisa tra i 60-120 €/kWh (fino a 5 GW per 20 anni) e incentivi in conto capitale (fondo perduto PNRR) pari a 2,2 miliardi di euro, destinati alle Comunità energetiche rinnovabili per Comuni sotto i 5 mila abitanti.

Repower Eu: la strategia energetica dell’UE che potenzia il Fit-for-55

Il piano RePower EU (Nuova energia per l’Europa) che la Commissione ha firmato il 18 maggio propone di ridurre a zero l’apporto energetico dalla Russia entro il 2027 favorendo la transizione verde del “Nuovo patto verde” (New green deal) messa a punto con il pacchetto “Pronti per il 55” (Fit for 55). La Commissione ha previsto investimenti per 210 miliardi e una serie di misure volte a:

  • la riduzione dei comuni,
  • l’aumento della produzione di energia pulita (impianti fotovoltaici, idrogeno, ecc)
  • la diversificazione delle fonti di approvvigionamento attraverso una piattaforma di acquisti comuni

«La trasformazione verde rafforzerà la crescita economica, la sicurezza e l’azione per il clima a beneficio dell’Europa e dei nostri partner», assicurava Bruxelles presentando RePower EU come la naturale evoluzione di “Fit for 55”, il già ambizioso pacchetto di riforme per il clima e la decarbonizzazione varato nell’estate 2021. Con Repower EU la Commissione propone agli Stati membri di portare dal 9% al 13% l’obiettivo vincolante di efficienza energetica e di alzare dal 40% al 45% la quota impianti fotovoltaici da raggiungere per il 2030.

Per contrastare la lentezza con cui si approvano le autorizzazioni per i grandi progetti rinnovabili, la Commissione ha presentato una raccomandazione agli Stati per accelerare le approvazioni e un emendamento mirato alla direttiva sulle energie rinnovabili per riconoscere l’energia rinnovabile come “un interesse pubblico prioritario”. In questo modo, i governi dovrebbero istituire aree di riferimento dedicate per le energie rinnovabili con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in aree con rischi ambientali limitati. Attualmente ci vogliono almeno “9 anni” per autorizzare progetti che riguardano l’eolico e “più di 4 anni per i progetti che riguardano il solare”, ha spiegato nella conferenza stampa la stampa per l’Energia, Kadri Simson, il Ministro degli affari economici e delle infrastrutture dell’Estonia.

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Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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