Ultimamente non si sente che parlare di alluvioni o caldo insopportabile. Quello che abbiamo di fronte è indubbiamente una conseguenza del cambiamento climatico che ci impone di cambiare le nostre abitudini, anche a tavola. Che relazione c’è tra quello che mangiamo e ciò che succede al pianeta? Così su due piedi sembrerebbe nulla, ma le due cose sono più vicine di quanto si possa immaginare. La maggior parte delle persone, però, non conosce il vero impatto dei cibi di origine animale perché non viene quasi mai reso noto.

Quali sono gli effetti del cambiamento climatico?

Molto spesso si tende a classificare nubifragi, trombe d’aria, caldo estremo, siccità come mal tempo. Ma quello che stiamo vivendo sono gli effetti evidenti del cambiamento climatico. Questa estate l’Italia si è divisa in due, tra alluvioni e tempeste al Nord e incendi devastanti al Sud. Purtroppo sminuire questa situazione è quello che fanno molti media, d’altra parte invece se ne parla in maniera catastrofica.

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Prendiamo la situazione per quella che è, sicuramente pericolosa. Pian piano questi fenomeni diventeranno la normalità in un’Italia che si sta tropicalizzando e nel mondo. Di certo è una situazione spaventosa, ma anche concreta e ormai sotto gli occhi di tutti. Il cambiamento climatico esiste e col tempo si manifesterà con fenomeni estremi e molto più frequenti.

Secondo la World Meteorological Organization (Organizzazione meteorologica mondiale) che si occupa di meteorologia e che comprende 191 stati membri, nel 2022 la concentrazione di gas serra ha raggiunto livelli record. L’anidride carbonica, fra gli altri, è aumentata del 150% rispetto ai livelli preindustriali. Questo di conseguenza provoca l’innalzamento delle temperature che porta ai fenomeni che abbiamo citato in precedenza, siccità, inondazioni, ma anche estinzione di specie animali, crisi idrica e diffusione di malattie.

Molti animali stanno già cercando di reagire a questi cambiamenti, per esempio alcuni uccelli cambiano il periodo della migrazione oppure molte specie di montagna si spingono sempre più in alto. E l’uomo cosa potrebbe fare?

Cambiamento climatico e alimentazione, vanno di pari passo?

Foto di Robert Bye

L’alimentazione fa davvero la differenza?

L’uomo ha un grosso impatto sul clima del pianeta a causa delle azioni che commette, come ad esempio l’uso massiccio di combustibili fossili, ma non solo. Un’altra importante causa del cambiamento climatico, di cui si parla ancora poco, sono gli allevamenti intensivi. Gli animali, infatti, consumano molte più calorie di quelle che poi producono sotto forma degli alimenti di cui ci nutriamo. Piuttosto che coltivare la maggior parte dei campi per produrre risorse che poi vanno a quest’ultimi, potremmo cibarci direttamente delle risorse vegetali.

Se pensiamo che sempre più persone popoleranno la terra e vorranno mangiare carne, ci rendiamo conto che questo stile di alimentazione non sarà sostenibile sul lungo periodo, perché la terra ne risentirebbe molto. Più carne significa, infatti, più terra dedicata alle coltivazioni per nutrire gli animali, più consumo di acqua, più emissioni di anidride carbonica. La FAO, con i rapporti del 2006 e del 2019, ci informa che  “l’allevamento contribuisce alle emissioni di gas serra per il 14,5% delle attività umane”, percentuale simile a quella delle industrie per creare un termine di paragone.

Ci sono molti altri aspetti di cui si parla poco riguardo all’impatto ambientale che hanno gli allevamenti. Quello della deforestazione è uno di questi: la maggior parte delle foreste pluviali viene abbattuta per creare pascoli per gli allevamenti e non per l’utilizzo di legname come si vuole far credere. Anche quello dello spreco d’acqua è molto attuale: ad esempio, per produrre un solo kg di manzo si consumano fino a 100.000 litri d’acqua. I dati parlano chiaro, gli allevamenti intensivi sono altamente inquinanti. Ma che alternativa abbiamo allora?

Cambiamento climatico e alimentazione, vanno di pari passo?

Foto di Ella Olsson

Alimentazione vegetale, una valida alternativa

Tutti noi possiamo sentirci coinvolti nella lotta al cambiamento climatico, essendo consapevoli delle nostre scelte, anche a tavola. Secondo uno studio condotto dalla rivista Environmental Research and Public Health la dieta vegetale ha impatto del 44% inferiore rispetto a quella mediterranea. Se tutti cambiassero le proprie abitudini alimentari ci sarebbe un intervento più efficace e rapido sull’impatto ambientale totale.  Una scelta facile, concreta e alla portata di tutti, ma di cui si parla ancora poco.

Molti ancora si chiedono come potrebbero approcciarsi a una dieta priva di prodotti animali. I principi dell’alimentazione a base vegetale sono riportati nella piramide alimentare vegana, illustrando quali alimenti consumare e con quale frequenza. Come tutte le piramidi alimentari, anche in questa alla base ci sono gli alimenti da consumare con più frequenza e salendo sono rappresentati quelli da consumare in quantità minore.

Su Internet, inoltre, ci sono molti siti con consigli e ricette da poter sperimentare nella propria quotidianità. Possiamo utilizzarli per migliorare le nostre conoscenze e informarci sull’argomento in maniera più approfondita. Ricordiamoci però di chiedere sempre l’aiuto di esperti specializzati per seguire una dieta sana e senza carenze nutrizionali. La comunità scientifica internazionale e anche il Ministero della Salute Italiano hanno riconosciuto la dieta vegana come salutare e possibile in ogni fase della vita. Diventare vegani non è difficile, basta avere le giuste consapevolezze.

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Eva Ricevuto

Laureata in Arti Tecnologiche e appassionata di cinema, femminismo e sostenibilità. Sono un'aspirante giornalista pubblicista e cinematografica. Collaboro con BuoneNotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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