Lo spreco di cibo è senza dubbio uno dei più grandi problemi della nostra epoca. L’ONU ha dato priorità a questo tema nell’Agenda 2030, infatti uno degli obiettivi è quello di dimezzare il quantitativo di rifiuti alimentari prodotti sia nella fase di produzione, sia di vendita e consumo.

Lo spreco di cibo nel mondo

L’UNEP stima lo spreco di cibo attorno al 17% della produzione alimentare globale. 931 milioni di tonnellate ogni anno (dati relativi al 2019): il 61% proviene dalle famiglie (74 kg pro capite l’anno), il 26% dalla ristorazione (32 kg pro capite/anno) e il 13% dalla vendita al dettaglio (15 kg).

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Secondo l’analisi di Divulga, solo in Italia vengono gettate via o perse 8,65 milioni di tonnellate di cibo l’anno. La buona notizia è che rispetto a un anno fa, lo spreco di cibo nelle case italiane è sceso del 12%: nel 2022, anno di ripresa post pandemia, abbiamo gettato 75 grammi di cibo al giorno, ossia 524 g settimanali, poco più di 27 chili di cibo l’anno a persona.

Le conseguenze dello spreco di cibo sul Pianeta

Sprecare cibo comporta una serie di conseguenze sul Pianeta:

  • contribuisce in modo significativo all’inquinamento globale. Infatti, secondo la World organization for international relations (Woir), lo spreco alimentare è responsabile di 4,8 miliardi di tonnellate di gas serra emessi nell’atmosfera, per un consumo di acqua di 180 miliardi di metri cubi.
  • Non consumare alimenti commestibili, comporta sprecare anche le risorse per produrli (energia, acqua, sfruttamento del territorio, combustibili, forza lavoro).
  • La FAO stima che nel mondo circa 1,4 milioni di ettari di terreno coltivabile siano destinati a produrre cibo che non verrà mai mangiato (si tratta del 28% della superficie terrestre destinata all’agricoltura), e che questo impatti in modo determinante sulla perdita di preziosa biodiversità.

Alcuni progetti italiani che stanno contrastando lo spreco alimentare

Una Comunità Che Agisce Per Il cambiamento

Una Comunità Che Agisce Per Il cambiamento” è un progetto lanciato dai Comuni di Fabriano, Sassoferrato e Cerreto D’Esi, con lo scopo di ridurre significativamente gli sprechi alimentari in queste comunità e a promuovere uno stile di vita più sostenibile attraverso azioni di informazione, coinvolgimento della distribuzione alimentare e formazione degli operatori.

Il progetto, in collaborazione con la Caritas Diocesi Fabriano-Matelica, la Società San Vincenzo de Paoli, l’Ambito Territoriale Sociale n. 10 – Unione Montana Esino-Frasassi, l’Assemblea territoriale d’Ambito ATO 2 Ancona, è stato finanziato dalla Regione Marche, la quale ha messo a disposizione dei Comuni, attraverso la pubblicazione di un bando, le risorse per intervenire sullo spreco alimentare.

L’impegno va oltre il breve termine: si prevede che le attività del progetto produrranno risultati positivi per almeno 6 anni, cambiando definitivamente l’approccio alla gestione del cibo e alla lotta contro lo spreco.

Il progetto mira a sensibilizzare scuole, famiglie e aziende locali all’importanza del recupero delle eccedenze alimentari. La campagna coinvolgerà anche i negozi di alimentari del territorio, in qualità di nuovi soggetti donatori. La formazione riguarderà infine anche gli operatori coinvolti nelle attività di recupero e redistribuzione del cibo.

CiboAmico

CiboAmico” è un progetto di HeraLAB che, dal 2019, collabora con il Comune di Modena, il Consorzio del Mercato Albinelli e il Gruppo Ceis per contrastare lo spreco alimentare e sostenere i soggetti più fragili.

Esso recupera e dona i pasti non consumati dalle mense aziendali del Gruppo Hera. Ha coinvolto alcune mense emiliano-romagnole (Bologna, Granarolo dell’Emilia, Imola, Rimini Ferrara, Ravenna e, da quest’anno, anche Modena e Forlì). Solo nel primo semestre del 2023 ha recuperato più di seimila pasti (tre tonnellate di cibo, pari a quasi 25mila euro) a favore di sei enti no-profit del territorio che assistono circa 180 persone in difficoltà.

Da quando sono partite le attività, il progetto ha già salvato 12 tonnellate di prodotti, per un valore di 35.000 euro, contrastando in modo concreto lo spreco alimentare, ma dando anche supporto a chi, in città, ne ha più bisogno.

Cuki Save the Food

Cuki Save the Food” è un progetto attivo dal 2011 che ha lo scopo di recuperare parte del cibo in eccesso distribuito in supermercati, mense e ristoranti per donarlo a coloro che ne hanno bisogno.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Banco Alimentare, la ONLUS che promuove il recupero delle eccedenze alimentari e che, attraverso il progetto “Siticibo“, si occupa anche del recupero dei pasti non distribuiti nelle mense di ristorazione collettiva e dell’invenduto o cibi non più vendibili nella GDO. In questo contesto Cuki ha messo a disposizione migliaia di vaschette in alluminio per conservare il cibo recuperato e poi redistribuito dai volontari e dagli operatori del Banco Alimentare.

Ad oggi “Cuki Save The Food” ha donato quasi 300.000 vaschette e migliaia di thermobox Cuki. Le città aderenti al progetto sono 128, con 19 catene GDO coinvolte e più di 3.000.000 di porzioni recuperate.

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Giulia De Giacinto

Giulia De Giacinto. Appassionata di Motorsport, in particolare di Formula 1; mi piace raccontare le sue connessioni con la sostenibilità e storie di grande ispirazione. Attualmente scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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