I fenomeni meteorologici estremi sono in aumento a causa della crisi climatica. Recentemente la Toscana ha affrontato un evento di precipitazioni intense attribuito al cambiamento climatico. Queste trasformazioni ambientali stanno generando, oltre a danni economici importanti, una crescente preoccupazione. Si parla di ecoansia. È importante considerare strategie e azioni per preservare sia l’ambiente che la salute mentale di tutti.

Piogge mai così forti in Toscana, conseguenza del cambiamento climatico?

I fenomeni meteorologici estremi rischiano di diventare molto frequenti. Per fare un esempio recente, la tempesta extratropicale atlantica Ciaràn, che ha sferzato l’Europa, è passata da tempesta tropicale a ciclone tropicale di Categoria 5 nel giro di 12 ore. Nelle aree più colpite della Toscana sono stati registrati in sole 3 ore quasi 200 millilitri di pioggia.

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Il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, afferma senza riserve che gli eventi accaduti in Toscana sono indiscutibilmente correlati al cambiamento climatico. Inoltre, lancia un appello urgente affinché si intraprendano azioni immediate e coinvolgenti da parte di tutti.

Queste perturbazioni traggono nutrimento dal calore e dall’energia che si accumulano nell’atmosfera. In un mondo che continua ad aumentare la sua temperatura a causa delle crescenti emissioni di CO2 (anidride carbonica) e di altri gas responsabili del cambiamento climatico, i ricercatori prevedono un inevitabile aumento nella frequenza e nell’intensità dei fenomeni atmosferici estremi, come tempeste e eventi climatici disastrosi.

La crisi climatica influisce sulla salute mentale

Il cambiamento climatico oltre a generare disastri ambientali e danni economici può causare uno stato di disagio emotivo che può condizionare la vita di tutti i giorni. Si parla di ecoansia (o ansia climatica). Ossia la paura costante della crisi climatica e delle sue ripercussioni sugli esseri viventi e sul pianeta.

Nei casi più gravi può portare a panico o sindromi depressive. Secondo indagini recenti ne soffre un decimo della popolazione, tuttavia le persone che dichiarano di essere preoccupate a causa del cambiamento climatico sono molto più numerose.

Philippe Conus, responsabile del Dipartimento di psichiatria generale del Centro ospedaliero universitario del Canton Vaud (CHUV), segnala un aumento dei casi e ritiene che il problema non stia ricevendo l’attenzione necessaria. Ha lanciato quindi una petizione per affrontare rapidamente la questione con il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità al fine di preservare la salute mentale della popolazione.

Quali strategie adottare per la psiche?

L’uomo moderno, soprattutto occidentale, vive da sempre con il desiderio di mantenere il controllo nei confronti di ciò che accade. Quando l’ambiente circostante non offre più quel senso di sicurezza e prevedibilità l’uomo ecoansioso entra in crisi. In questa ricerca di benessere ci sono alcune strategie da poter adottare.

Primo fra tutti cercare notizie positive sugli interventi messi in atto contro la crisi climatica e non concentrarsi sulla cronaca nera. La seconda è quella di ritagliarsi spazi per apprezzare quello che la natura ha da offrire, infine adattarsi.

In un articolo sul New Yorker Jia Tolentino, psicoterapeuta esperta di climate therapy, ha raccontato gli sforzi per far trovare ai propri pazienti uno spazio mentale di preoccupazione sostenibile, cercando di metterli più a proprio agio anche nell’incertezza.

Fondamentale sia per contrastare l’ansia che per fare qualcosa di concreto per l’ambiente, è essere parte attiva alle iniziative pro clima.

Strategie efficaci per combattere la crisi climatica

Milano è la città italiana che, secondo un rapporto del Consulcesi Group, registra la maggiore incidenza di ecoansia. In risposta a questa problematica Consulcesi, azienda  che offre supporto consulenziale per i professionisti sanitari, ha avviato un’iniziativa collettiva chiamata “Aria Pulita“. L’iniziativa ha un duplice obiettivo: chiedere un risarcimento collettivo a seguito dell’inquinamento atmosferico e incitare i decisori politici a prendere con coraggio misure definitive per affrontare il persistente problema dell’aumento delle emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Se da un lato la strategia europea per la biodiversità propone la piantumazione di miliardi di alberi in Europa, in Italia i vivai forestali sono inadeguati a soddisfare la domanda nazionale e i vivai privati si concentrano su scopi ornamentali o da frutto.

Ma la ripiantumazione è essenziale per la protezione delle foreste e dell’ambiente e per far fronte alla strategia europea sono già tante le aziende italiane che investono nella produzione di alberi più forti e resistenti alla crisi climatica.

Insomma, dal coinvolgimento sociale delle azioni sostenibili, alle possibilità lavorative legate all’ambiente, dai materiali innovativi alle app utili per avere un basso impatto ambientale, dall’importanza degli oceani per la vita sulla terra al basso impatto dell’alimentazione vegana, dal guerrilla gardening ai nuovi regolamenti del verde verso la tutela degli alberi: sono tante le iniziative che si stanno popolando anche in Italia.

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Carlotta Vercesi

Parlo della nostra società e di come essa comunica. Il mio obiettivo è di scardinare la narrazione catastrofista e di raccontare le buone idee senza dimenticare i piani politici, sociali, economici. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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