Il riciclo dei rifiuti rappresenta un pilastro fondamentale della green economy adottata nel più ampio contesto degli obiettivi del Green Deal europeo. Il riciclo dei rifiuti non è soltanto l’atto di recuperare, ma anche di generare nuove risorse e tutelare l’ambiente evitando inutili sprechi di energie. Tra i Paesi europei più virtuosi l’Italia sembra essere ai vertici e, in questo scenario, si inseriscono nuove aziende: le green startup.

Gestione, smaltimento e riciclo dei rifiuti: l’Italia ai vertici europei

Il Bel Paese è tra le nazioni europee a registrare le migliori performance nelle pratiche di riciclo. Secondo il Rapporto “Il Riciclo in Italia 2023“, patrocinato dal MASE, nel 2020 l’Italia ha raggiunto tassi del 72% a fronte di una media europea che si attesta intorno al 53%: questa media si sta mantenendo nel primo quadrimestre 2024. Ruolo fondamentale nel riciclo dei rifiuti è svolto dalla raccolta differenziata urbana e, anche in questo settore, l’Italia è in linea con gli obiettivi prefissati dall’UE. 

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Grazie ai fondi messi a disposizione dal Green Deal e dal PNRR, le startup che trasformano i rifiuti in risorse green risultano essere sempre più numerose. La Camera di Commercio di Milano afferma che le green startup italiane iscritte al Registro delle Imprese sono circa 2.000. Per far fronte comune e coltivare aziende che sostengono la natura, linfa del futuro della nostra specie e del mondo” numerose aziende si sono unite a Green Startups: iniziativa no-profit sviluppata con l’obiettivo di supportare l’ecosistema delle nuove imprese che sfidano il Climate Change.

Riciclo dei rifiuti: l’Italia delle green startup è tra i paesi leader in UE

Fonte: Rapporto rifiuti urbani 2023 – ISPRA

Riciclo dei rifiuti: l’Italia delle green startup è tra i paesi leader in UE

Fonte: Rapporto rifiuti urbani 2023 – ISPRA

Le green startup italiane che stanno rivoluzionando il settore del riciclo dei rifiuti

Tutte le startup offrono modi alternativi e spesso ingegnosi, per tracciare, smaltire e recuperare i rifiuti. Come il caso del cestino intelligente Hoooly, di Ganiga Innovation, che attraverso la geolocalizzazione e l’IA, permette di essere individuato e utilizzato. Ad ogni scarto virtuoso il cestino carica dei punti sull’app collegata che sono tramutati in sconti, presso punti vendita convenzionati. Altre soluzioni sono in grado di sfruttare energie rinnovabili per ricaricarsi e per smaltire i rifiuti urbani in autonomia. Il robot “mangia rifiuti” Pixies, dell’omonima startup romana, riconosce i rifiuti a terra e li raccoglie in modo differenziato. Inoltre è così green da ricaricarsi all’aperto utilizzando una panchina smart, alimentata a energia solare.

Grazie alla green startup Ogyre inizia a farsi strada anche in Italia la pesca dei rifiuti marini o Fishing for litter. Una comunità di pescatori consapevoli che tra Italia, Brasile e Indonesia ha già recuperato 499.201 kg di plastica con l’obiettivo di raggiungere 1 milione di kg per il 2024.

L’IA e il riciclo

Anche nel settore del riciclo degli apparecchi elettrici ed elettronici l’innovazione delle green startup italiane ha raggiunto buoni risultati. La piattaforma Sfridoo, ad esempio, aiuta le aziende a smaltire, vendere e trovare partner che hanno necessità di massimizzare i propri RAEE in maniera ecosostenibile. Hiro Robotics, invece, si occupa di creare nuove tecnologie a servizio degli impianti di trattamento dei RAEE. Attraverso l’utilizzo dell’IA, della visione artificiale e della robotica recupera i metalli pesanti presenti nelle schede elettroniche. Luna Geber Engineering, d’altra parte, si occupa di green elettronics, recuperando materiali elettrici di base per crearne dei nuovi innovativi e sostenibili applicati all’elettronica grazie alla IoT.

Nonostante gli ottimi risultanti raggiunti che fanno emergere un’Italia già competitiva, nel riciclo dei rifiuti tanto si può e si deve ancora fare. Tecnologia, informazione, consapevolezza, innovazione e best practice vanno però viste in un’ottica globale di sensibilità, considerando i rifiuti come risorse da sfruttare e riutilizzare e non più come problemi da risolvere.

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Marco Russo

Laureato in Scienze, Culture e Politiche della Gastronomia seguo e studio il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Aspirante giornalista pubblicista tratto inoltre temi legati all'attualità, all'arte e allo sport. Seguo il corso di giornalismo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo.

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