A livello globale, la biodiversità sta attraversando una fase critica, con un crescente numero di ecosistemi che mostrano segni d’indebolimento. Un fenomeno generato da molte cause, come pratiche agricole intensive, deforestazione e cambiamenti climatici. Secondo l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, tutto ciò ha finora condotto 44.000 specie animali a rischio d’estinzione, in gran parte anfibi (41%) e mammiferi (26%), con analoghe conseguenze anche sul mondo vegetale. Un’emergenza che si riflette direttamente anche sulla qualità della vita dell’uomo.

Tuttavia, in questo contesto, le comunità internazionali stanno lavorando per trovare soluzioni attraverso varie iniziative, come sostenere progetti di conservazione o incentivare pratiche agricole sostenibili. La sfida è la riduzione delle emissioni di CO2 – una delle principali cause dei cambiamenti climatici – cercando di creare un equilibrio tra crescita economica e tutela ambientale.

Cambiamenti climatici e biodiversità: l’impegno delle Nazioni Unite e dell’Europa

In risposta a questa emergenza, la comunità internazionale si sta adoperando con diverse iniziative, come nel caso delle Nazioni Unite. Infatti, grazie anche al supporto economico fornito da numerosi fondi d’investimento, la FAO sta mettendo in atto delle strategie mirate a rallentare la perdita di biodiversità in diverse aree del mondo. Tra le iniziative più rilevanti, emerge il Finance for Biodiversity Pledge, un documento sottoscritto da vari istituti bancari e finanziari per sostenere progetti di conservazione, tramite fondi destinati a imprese e attività locali che promuovono la sostenibilità ambientale.

Importante è anche il progetto SPRING (Supporting and Promoting Integrative Approaches to Biodiversity Conservation), promosso dall’Unione Europea insieme a organizzazioni non governative e istituzioni scientifiche. Queste realtà si sono unite per condurre campagne di sensibilizzazione e al contempo attirare investimenti nella conservazione della biodiversità, creando una rete fra governi, comunità locali e centri di ricerca.

Anche la Banca Europea si è mossa, attraverso l’ideazione dei Green Bond, attraverso i quali sta finanziando progetti mirati alla conservazione della biodiversità, che altrimenti avrebbero difficoltà nel reperimento dei fondi necessari. Grazie a questi prodotti finanziari – che si inseriscono tra gli impegni presi dagli Stati membri con la sottoscrizione dell’Agenda 2030 – si registra tra gli istituti bancari una crescita nell’adozione di criteri di valutazione delle aziende che considerano anche l’impatto ambientale, la responsabilità sociale e la governance aziendale (i cosiddetti ESG – Environmental, Social, Governance).

Biodiversità e neutralità carbonica

All’interno dell’Unione Europea, la tutela della biodiversità costituisce uno degli obiettivi del piano della neutralità carbonica bilanciamento tra le emissioni di anidride carbonica (CO₂) prodotte e quelle eliminate dall’atmosfera . Questo significa che, entro il 2030, gli Stati membri dovranno ridurre le proprie emissioni di CO₂ fino al punto da bilanciare quelle rimanenti con interventi di compensazione. La questione è divenuta ancora più urgente con la crisi energetica scaturita dalla guerra in Ucraina, evidenziando la necessità di ridurre la dipendenza europea dai combustibili fossili e di puntare su fonti rinnovabili per garantire la sicurezza energetica e la sostenibilità ambientale.

Inoltre i contesti naturali con un elevato grado di biodiversità svolgono un ruolo centrale, avendo la capacità di assorbire il carbonio presente nell’atmosfera e immagazzinarlo nel suolo e nelle piante. Questi processi sono rilevanti perché creano una sinergia di aiuto alla riduzione delle emissioni dirette di anidride carbonica, dove ancora non si riesce a sostituire quelle prodotte da settori inquinanti come l’industria e i trasporti.

Per questi motivi, vengono condotti sempre più progetti di conservazione e riforestazione, con l’obiettivo di proteggere i contesti naturali esistenti, ripristinare aree boscate degradate e realizzare nuovi spazi verdi. Interventi che aumentano la capacità di ridurre l’anidride carbonica nell’aria e, al contempo, favoriscono la biodiversità.

La biodiversità come componente del futuro

I temi dei cambiamenti climatici e della biodiversità sono finalmente sul tavolo della comunità internazionale. Organizzazioni, governi e grandi aziende si stanno coordinando in modo sempre più concreto per la protezione delle risorse naturali, ma il lavoro da fare è ancora tanto e il tempo a disposizione sembra essere sempre meno.

I progetti condotti da queste realtà andranno monitorati per valutare la loro reale efficacia, ma i segnali di un cambiamento di rotta ci sono. L’equilibrio fra rispetto della natura ed esigenze economiche è possibile.

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Enrico Morichelli

Adoro le montagne, lo sport e i luoghi selvaggi, gli angoli remoti e poco conosciuti del mondo. Trovo gioia nel conoscere persone nuove e imparare da ciascuna di esse, così come da ogni viaggio che intraprendo. Sono un aspirante pubblicista del percorso formativo DiventareGiornalista.it.

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