Mi sono addormentato sano e mi sono svegliato malato”. Inizia così l’intervista a Ivan Cottini, ex modello di intimo che, nell’aprile del 2013, a soli 28 anni, è stato colpito da sclerosi multipla. Ivan è nato due volte e in due posti diversi. La prima, quella anagrafica, il 24 giugno del 1985 a Muraglione di Urbania, in provincia di Pesaro Urbino, nelle Marche. La seconda, nel 2015, due anni dopo l’insorgenza della malattia, quando ha riscattato se stesso. E ora vi raccontiamo come.

Ivan ha smesso di vivere per quasi due anni. Poi, un giorno, la svolta.Il richiamo alla vita è stato troppo forte. Ho afferrato quel principio di pensiero che mi balenava nella testa e mi sono detto che sì: si può essere e dare tanto anche senza poter correre”. Infatti, Ivan è su una sedia a rotelle.

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La voce di Ivan non si spezza, la sua tenacia e la sua consapevolezza sono sorprendenti. “Mi sono svegliato una mattina e mi sono reso conto che non mi sentivo bene. Mi sono riaddormentato. Ho pensato di aver esagerato con il lavoro in quel periodo. A distanza di un paio di giorni però non stavo più in equilibrio. Interpellammo il medico di base che ci disse di non sottovalutare la gravità della cosa e che si poteva trattare di un problema neurologico”.

Dopo poco, il responso della risonanza magnetica: si ipotizza malattia demielinizzante a causa di macchie a livello del cervelletto. Ivan ha camminato in bilico su funi sottilissime ed è caduto così tante volte che nemmeno le ricorda. “Ho pensato al suicidio, non mi vergogno a dirlo. Non una, ma dieci, cento, mille volte. Vedevo il mio corpo che stava cambiando, che lentamente non riusciva più a rispondere ai comandi e non ero in grado di sopportarlo”.

Ivan è molto intelligente e parlare con lui è rigenerante. Entra con semplicità in connessione con la persona che ha di fronte e la sua maturità emotiva è tale da mettere persino in imbarazzo. È carismatico, gentile, caparbio e ha sempre tante cose da raccontare. Dall’ultima volta che l’ho incontrato a Milano ha solo qualche tatuaggio in più. Il sorriso, quello, non lo perde mai.

La prigione emotiva nella quale ci si rinchiude dopo il sopraggiungere di una malattia neurodegenerativa può essere molto più brutale di quella meramente corporea. Riconoscere i propri limiti e accettarli con umiltà, imparare a non compatirsi concedendosi, al contrario, rispetto e sostegno, sono passaggi obbligati che portano alla rinascita.

Mi sono aperto al mondo con speranza e fiducia cercando di riconvertire il polo negativo in positivo. Ho iniziato a prendere lezioni di danza e, lentamente, a rieducare il mio corpo al movimento. Ogni giorno provavo a fare qualcosa in più o a fare meglio del giorno precedente – scrive Ivan nel suo libro autobiografico La danza della Farfalla, la mia vita con la Sclerosi Multipla.

Costanza e forza di volontà non si sono fermati alla danza. Nonostante la malattia, Ivan è riuscito a coronare il suo sogno e nel 2016 diventa papà di Viola e lei diventa il suo nuovo significato di vita. “Ho sempre desiderato diventare genitore. Non immaginavo di non poter correre incontro a mia figlia e aspettare invece che lo facesse lei, ma è comunque una gioia immensa viverla e farmi vivere da lei”.

Viola oggi ha 8 anni ed è commovente vederla interagire con il suo papà con una tale naturalezza e maturità da rendere invisibile qualsiasi barriera. La sua è una modalità di interazione adulta, mai insegnata da nessuno, solo percepita con l’osservazione e l’ascolto, quelli veri, sinceri, autentici. Lei ama il suo papà e insieme, ogni giorno, inventano il modo migliore per potersi divertire insieme, confrontandosi e imparando l’uno dall’altra.

È passata più di un’ora dall’inizio dell’intervista e il suo corpo inizia a cedere un po’. Lo comprendiamo entrambi, ma lui non si ferma. È un fiume in piena. Vuole spiegare, vuole regalarmi tutto quello che ha dentro. Gli spasmi muscolari, dovuti alla stanchezza e alla malattia, sono evidenti, ma io, adesso, li percepisco come energia pura, quell’energia che lo pervade, che gli dà forza, e che lo rende unico. 

Io e Ivan abbiamo viaggiato insieme per qualche ora nel suo passato, nel suo presente e anche nel futuro, un futuro che lui aveva per qualche tempo congelato, ma che ora è più presente che mai. Piena di gratitudine lo saluto portandomi a casa la consapevolezza che, sì, è possibile rinascere tante volte nella stessa vita.

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Florinda Ambrogio

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche con specializzazione in Scienze Forensi, amo la cronaca tanto quanto la narrativa. Da sempre impegnata per portare l'attenzione sui sempre attuali temi della crescita personale. Il cassetto mi piace riempirlo fino all'orlo di sogni che sostituisco non appena diventano realtà. Aperta al cambiamento solo se porta a migliorare.

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