Biden ha giurato e ha firmato i primi provvedimenti, che vanno a toccare temi nodali: dal clima, alla pandemia, all’inclusione. Ma non solo.

Il 20 gennaio 2021 sarà ricordato come il giorno del giuramento del 46imo presidente degli Stati Uniti d’America. Il democratico Joe Biden, all’età di 78 anni, ha ora tutti i poteri come Presidente degli Stati Uniti. Davanti a John Roberts, presidente della Corte Suprema, con la mano destra alzata e la sinistra su un’antica Bibbia tenuta dalla moglie Jill, ha detto: “Giuro solennemente di adempiere con fedeltà all’ufficio di presidente degli Stati Uniti e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione al meglio delle mie capacità. Che Dio mi aiuti”. Poche ore dopo, Biden, raggiunta la Sala Ovale, ha firmato i suoi primi 17 provvedimenti.

I primi ordini esecutivi di Biden di fatto rovesciano la politica ambientale e anti-immigrazione della presidenza Trump. Tra i punti chiave: affrontare la pandemia di Covid-19, risollevare l’economia in forte crisi e ripristinare le caratteristiche proprie di un Paese multietnico e tollerante.

Pandemia e salute pubblica

Fra i provvedimenti che portano la firma del 46imo Presidente, Joe Biden, il primo riguarda le due principali norme anti-Covid: mascherine e distanziamento. Il primo ordine esecutivo di Joe Biden rende infatti obbligatorio indossare la mascherina nelle aree di giurisdizione federale, dai palazzi governativi ai mezzi di trasporto, e di mantenere l’ormai noto distanziamento sociale.

Biden ha inoltre istituito il ruolo del Coordinatore della risposta al COVID-19, affidandolo al funzionario governativo e dirigente d’azienda Jeffrey D. Zients. Questi riferirà direttamente al Presidente, organizzerà la campagna vaccinale e coordinerà direttamente tutti gli sforzi contro la pandemia.

Un repentino cambio di rotta riguardo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che l’uscente Presidente Trump aveva avviato lo scorso luglio. Biden ha scelto il dottor Anthony Fauci come capo della delegazione nazionale presso l’OMS.

Immigrazione

Cambiamenti anche verso la politica di immigrazione. Joe Biden ha infatti deciso di rafforzare il “Deferred Action for Childhood Arrivals” (DACA) istituito nel 2012 da Obama e ostacolato da Trump. Il programma permette ad alcuni minorenni (“dreamers” – sognatori) entrati negli USA in maniera illegale, di ricevere un rinvio dell’espulsione dal Paese di due anni, rinnovabile, e in certi casi li rende idonei a ottenere un permesso di lavoro.

Joe Biden, tra i primi 17 provvedimenti, ha immediatamente annullato il noto “travel ban”. Il Presidente ha così cancellato le limitazioni alla concessione di visti per l’ingresso negli Stati Uniti d’America, in favore dei cittadini di alcuni stati africani e a maggioranza musulmana. Il Dipartimento di Stato ha inoltre già ricevuto l’ordine di proporre delle forme di risarcimento alle persone danneggiate dalle precedenti restrizioni di Trump.

Tra i primi provvedimenti di Biden compare anche lo stop al muro con il confine messicano. Il nuovo Presidente ha ritirato la dichiarazione dello stato di emergenza relativo all’immigrazione, bloccando il finanziamento che permetteva la costruzione del muro.

Uguaglianza e diversità

Biden, nelle prime ore passate nella Sala Ovale, ha revocato l’ordine esecutivo di Trump riguardo le limitazioni delle agenzie federali (e anche alle aziende che vi collaborano) di tenere corsi sulla diversità e sull’inclusione. Il 46imo Presidente ha inoltre chiesto l’istituzione di un’agenzia che si occupi proprio di combattere il razzismo all’interno delle organizzazioni federali.

Un altro ordine esecutivo emanato da Biden rafforza invece una legge del 1964, che vietava al Governo federale di discriminare le persone sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Clima e ambiente

L’amministrazione Trump nel novembre 2019 aveva avviato la procedura per uscirne, Biden, nei suoi primi 17 provvedimenti, ne ha avviato invece la richiesta di reintegrazione: parliamo, naturalmente, del trattato di Parigi. Uno dei più importanti trattati, siglato da più Stati negli ultimi anni, per contrastare sensibilmente le emissioni di anidride carbonica e ridurre il surriscaldamento globale. Obama lo aveva sottoscritto nel dicembre 2015; ora il processo di reintegrazione dovrebbe richiedere 30 giorni.

Un’altra inversione di marcia riguarda i lavori dell’oleodotto “Keystone XL”: bloccati dall’ex presidente Barack Obama, ripresi da Trump e ora nuovamente in stallo. L’oleodotto di Keystone, il cui progetto prevede di attraversare Montana, South Dakota e Nebraska, per collegare il Canada al Golfo del Messico, era molto contestato dalle organizzazioni ambientaliste.

Biden, inoltre, ha chiesto a diverse agenzie federali di bloccare e riconsiderare oltre 100 decisioni prese dall’amministrazione Trump in materia di clima e ambiente.

Biden: provvedimenti per la ripartenza

Il neo Presidente è pronto a far ripartire l’America, e ha dichiarato che “non c’è miglior momento per iniziare che questo”. Per questo nei suoi primi 17 provvedimenti, Biden, ha esteso la sospensione degli sfratti in seguito alla crisi economica determinata dalla pandemia di Covid-19. Un forte segnale ha voluto darlo anche agli studenti: sospeso, almeno fino a settembre di quest’anno, anche il pagamento del debito universitario federale.

Non per ultimo, anche alla luce delle proteste dei sostenitori di Trump e della presa del Campidoglio, Biden, nei suoi primi provvedimenti ha stabilito delle regole etiche che dovranno seguire tutti coloro che lavorano nella sua amministrazione. L’obiettivo principale, ha dichiarato lo stesso Presidente, è di “riguadagnare e conservare la fiducia nel Governo”. Joe Biden, visti i primi 17 ordini esecutivi, ha dunque iniziato il suo mandato fedele alle promesse elettorali.

 

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