Analisi dei report sull’acqua sul territorio nazionale

Bonus idrico: cos’è e come ottenerlo? Diventato operativo dallo scorso 17 giugno, dopo l’approvazione della Legge bilancio, 2021, il bonus idrico è il riconoscimento di un credito d’imposta fino a 500 euro per l’acquisto di depuratori d’acqua nella propria abitazione, con lo scopo di ridurre le bottigliette di plastica destinate per l’uso d’acqua potabile.

Bonus idrico: cos’è e come ottenerlo?

Si tratta di un riconoscimento di un credito d’imposta pari al  50 % della spesa sostenuta dal 1°gennaio 2021 al 31 dicembre 2022 fino a un massimo di 1.000 euro a unità immobiliare per cittadini e un massimo di 5.000 euro per attività commerciali e istituzionali. Il bonus viene riconosciuto solo comunicando all’Agenzia delle entrate la spesa sostenuta entro il 28 febbraio dell’anno successivo. Quindi per i depuratori installati nel 2021 entro il 2022, mentre per le installazioni dell’anno prossimo si avrà tempo fino al 28 febbraio 2023. La spesa deve essere documentata tramite fattura elettronica o documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale di chi richiederà il credito d’imposta. Tra l’1 e il 28 febbraio 2022 sarà possibile presentare la domanda attraverso il sito dell’Agenzia delle entrate, compilando il modulo di “comunicazione delle spese per il miglioramento dell’acqua potabile” per le spese sostenute nel 2021. L’ operazione potrà essere eseguita, sempre sul sito dell’Agenzia delle entrate, da un CAF o un commercialista al quale il contribuente deciderà eventualmente di rivolgersi. Una volta presentata la comunicazione, l’Agenzia entro 5 giorni rilascerà una ricevuta nell’area riservata, che comunicherà  la presa in carico o il rifiuto, con le eventuali motivazioni.

Bonus idrico: quanto costa l’acqua?

Dal recente report dell’ Osservatorio sulle tariffe del consumo d’acqua realizzato da Cittadinanza attiva, emerge che la spesa media di acqua a famiglia nel 2020 è stata di 448 euro con aumento del 2,6 % rispetto al 2019. Dall’analisi dei dati si apprende che Frosinone è tra le più costose ( 845 euro) contro la più economica Milano con 156 euro. Isernia, che nel 2019, deteneva il podio della città più economica, ha registrato gli incrementi più elevati ( +27, 5%). Elevate (circa 600 euro a famiglia) seppur con evidenti differenze, le regioni centro-meridionali: dalla cara Toscana (710 euro) all’economica Molise (181 euro). In Sicilia c’è una differenza di 509 euro tra Enna e Catania.  In riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani emerge che a livello nazionale va dispersa il 42% dell’acqua immessa, con evidenti differenze fra le aree geografiche e le singole regioni: si va da oltre il 48% sia al Sud e isole che al Centro, a circa il 35% al Nord. Con un uso più consapevole e razionale di acqua, che può essere quantificato in 150mc invece di 192mc l’anno, una famiglia spenderebbe 328€ anziché 448€,con un risparmio medio di 120€circa a livello nazionale.  Tra gli accorgimenti consigliati per evitare sprechi ci sono: la sostituzione del bagno con la doccia, la riparazione rubinetto, usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico e chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti.

Servizio idrico: famiglie soddisfatte e “griglie” di valutazione

Dal report Istat sull’acqua, emerge che nel 2020 le famiglie italiane che hanno dichiarato di essere allacciate alla rete idrica comunale sono l’87,4 %, valore stabile rispetto al 2019. Il livello di soddisfazione risulta variabile sul territorio: sono molto  soddisfatte per oltre il 90% le famiglie residenti al Nord, oltre l’80% quelle del Centro e oltre il 75% quelle del Sud. Le famiglie valutano la fornitura di acqua potabile sotto vari aspetti: interruzioni della fornitura, livello di pressione, odore, sapore e limpidezza, frequenza di lettura dei contatori e della fatturazione, comprensibilità delle bollette. Nel 2020, così come nell’anno precedente, il giudizio su questi aspetti del servizio resta piuttosto moderato.

Sensibilità ambientale: giovani più attenti degli anziani 

Sempre dal report dell’ Istat sull’acqua si registra la crescita della sensibilità ambientale ma restano forti differenze sul territorio: nel 2020, il 40,6% delle persone over 14 si è preoccupata per l’inquinamento delle acque.  Sul territorio nazionale maggiore preoccupazione si evince al Nord (42,7 %) e minore nel Mezzogiorno (37,4 %).  Anche l’età sembra incidere sull’interesse per l’inquinamento dell’acqua, infatti negli anziani over 75  si riscontra minore sensibilità rispetto al resto della popolazione.  Significativo e in costante incremento la preoccupazione per i cambiamenti climatici ed effetto serra,  che  preoccupano il 72,2% degli abitanti del Nord, il 70,8% di quelli del Centro e il 67,5% dei residenti nel Mezzogiorno. Nel 2020 il 67,4% degli intervistati over 14 dichiara di essere attento a non sprecare l’acqua, confermando la consapevolezza di quanto sia importante la corretta gestione, anche a livello individuale, delle risorse naturali della Terra. 

L’acqua e l’insieme dei servizi a essa collegati, come il bonus idrico, sono elementi fondamentali per il benessere dei cittadini, la sostenibilità ambientale e la crescita economica. Monitoraggi regolari e azioni tempestive sono importanti  per sviluppare un’attenta  gestione della risorsa idrica e quindi  realizzare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU (Sustainable Development Goals – SDGs), in particolare il Goal 6 (“Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie”) e il Goal 14 (“Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”).

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