Il 10 e l’11 giugno si è tenuto a Vienna il Summit Internazionale per la Pace in Ucraina, un vertice organizzato dalla società civile internazionale con l’obiettivo di discutere di pace e agire concretamente per incentivare i governi internazionali a cercare una soluzione al conflitto russo-ucraino.

Dopo due giorni di lavoro e confronto, i delegati riuniti nella capitale austriaca hanno diffuso la “Dichiarazione di Vienna per la pace“, un documento, destinato ai leader politici di tutto il mondo, che invita a ricercare il cessate il fuoco e l’inizio dei negoziati.

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Di cosa si è discusso durante il Vertice di Vienna per la Pace

Il Summit Internazionale per la Pace in Ucraina prevedeva una combinazione di conferenze e gruppi di lavoro. Durante la due giorni sono stati organizzati dei momenti per discutere in concreto della guerra, ma anche per ascoltare la voce dei rappresentanti della società civile dei Paesi della NATO, della Russia e dell’Ucraina. I partecipanti provenienti dal Sud globale, inoltre, hanno condiviso le drammatiche conseguenze che la guerra ha avuto sulle economie e sulle popolazioni dei propri Paesi.

In particolare, nei due giorni di dibattito si è lavorato per costruire un’alternativa politica a una guerra che continua ad impressionare l’opinione pubblica per la sua ferocia e per la sua capacità di distruzione. Gli interventi hanno analizzato le conseguenze di questa guerra in termini di sofferenze, disastri, crisi e rischi di incidenti nucleari. Ma si sono concentrati anche su come solidarizzare concretamente con la popolazione ucraina sotto assedio e bombardamenti da sedici mesi.

Al termine del vertice si è tenuta una marcia verso le ambasciate dei Paesi NATO, quelle di Russia e Ucraina e le organizzazioni internazionali con sede a Vienna, per incontrarne i rappresentanti e consegnare loro laDichiarazione per la pace.

Tra i promotori del Vertice figuravano numerose associazioni internazionali, tra cui spicca in particolare la coalizione italiana Europe For Peace, una rete composta da circa seicento organizzazioni, che nei mesi scorsi ha promosso le manifestazioni nazionali di Roma e le giornate di mobilitazione territoriale per la Pace.

Il 10 e l'11 giugno Vienna ha ospitato il Summit Internazionale per la Pace in Ucraina.

Foto scattate durante la manifestazione “Stop the War” a Trafalgar Square, Londra.

Pace in Ucraina: cosa prevede la Dichiarazione di Vienna

L’invasione russa ha causato numerosi morti e ha provocato gravi sofferenze per il popolo ucraino, distruggendo l’ambiente e le infrastrutture del Paese, ma ha anche dato il là ad un aumento generale dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia, esacerbando la povertà e la fame, soprattutto nel Sud globale, e minacciando il mondo intero con una guerra nucleare.

È ora che le armi tacciano e che la diplomazia inizi a risolvere il conflitto. Dobbiamo contrastare la logica della guerra con la logica della pace.

Dalla Dichiarazione di Vienna emerge come la pace non sia solo un obbiettivo degli Stati e dei diplomatici, ma di come oggi rappresenti un qualcosa che anche la società civile può e deve ricercare. In particolare, gli organizzatori del Vertice chiedono che venga raggiunto un immediato cessate il fuoco e dei negoziati che possano porre fine alla guerra.

Cessare il fuoco“, affermano gli organizzatori, “non significa riconoscere le attuali linee del fronte come confini, ma solo mettere fine alle uccisioni e fermare la distruzione. Non deve essere per i contendenti la scusa per riarmarsi e prepararsi a ulteriori combattimenti ma dovrebbe servire a generare un clima per una soluzione negoziata“.

Allo stesso tempo gli organizzatori sostengono che negoziare non significhi approvare o riconoscere la guerra di aggressione della Russia contro un’Ucraina sovrana, e nemmeno perdere di vista tutti gli antefatti di questa guerra, ma sviluppare percorsi per definire un futuro insieme al tavolo dei negoziati, con la possibile partecipazione attiva di moderatori e mediatori internazionali del Sud Globale.

Il cammino verso la Pace deve basarsi sui principi della sicurezza comune, del rispetto internazionale dei diritti umani e dell’autodeterminazione di tutte le comunità.

Infine, la Dichiarazione di Vienna invita la società civile di tutti i Paesi ad unirsi per la realizzazione di una settimana di mobilitazione globale, da sabato 30 settembre a domenica 8 ottobre 2023, durante la quale avanzare la richiesta per un cessate il fuoco immediato e per l’inizio di negoziati di pace.

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Marzio Fait

Marzio Fait. Mi occupo di comunicazione per il non-profit. Ho partecipato come observer alla COP 27 e alla COP28. Mi occupo di attualità, di diritti umani e di giustizia climatica. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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