Il cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, è rientrato a Roma dopo i giorni trascorsi in Russia, quale inviato speciale del Papa. La visita del porporato era “finalizzata all’individuazione di iniziative umanitarie, che possano aprire percorsi per il raggiungimento della pace”, si legge nel comunicato della Santa Sede.

Quella di Zuppi in Russia può essere considerata una visita “eccezionale”, se si considera che dal febbraio 2022 – ovvero dall’inizio delle ostilità tra Russia e Ucraina – nessun dignitario occidentale si era mai recato sul suolo russo. Ed è proprio tale eccezionalità a dare valore all’iniziativa, la quale ha avuto il merito di inserire i temi dell’umanità e della sofferenza al centro dell’agenda politica.

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Peskov, gli sforzi del Papa sono finalizzati a depoliticizzare il problema umanitario

Il presidente della Cei durante il soggiorno in Russia ha avuto modo di incontrare l’assistente del presidente russo Yuri Ushakov, il patriarca di Mosca, Kirill e, infine, la commissaria per i Diritti dei bambini, Maria Llova Belova, su cui pende un ordine di arresto della Corte penale internazionale con l’accusa di deportazione illegale di bambini ucraini.

La visita di Zuppi in Russia fa parte della missione esplorativa affidatagli da papa Francesco. Essa avviene dopo il colloquio avuto con il presidente ucraino Zelensky, lo scorso 6 giugno, a Kiev. Nonostante l’assenza di Putin, volato in Daghestan, e il riserbo iniziale del ministro degli Esteri Lavrov, dei segnali incoraggianti sono giunti dal consigliere del presidente russo, Yuri Ushakov . Egli ha affermato “di avere un alto apprezzamento degli sforzi” e delle “iniziative del Vaticano nella ricerca di una soluzione pacifica alla crisi ucraina”, come riporta la Tass.

Sempre Ushakov ha aggiunto che tra lui e il card. Zuppi vi è stato “uno scambio di vedute utile per entrambe le parti”, tuttavia “non è stata avanzata alcuna idea specifica”. Il consigliere del Cremlino ci ha comunque tenuto ad aggiungere che la Russia sostiene l’intenzione del Papa e  di “depoliticizzare” il problema umanitario.

Zuppi in Russia, la Chiesa non si rassegna e cerca di dare compimento all’attesa di pace

Il card. Matteo Maria Zuppi durante il colloquio con il patriarca di Mosca Kirill

Zuppi fa visita a Kirill e invoca l’unione delle chiese per la pace

Il viaggio di Zuppi in Russia ha permesso all’inviato del Papa di fare visita al patriarca Kirill, finito nei mesi scorsi al centro delle polemiche. Il patriarca ha espresso l’auspicio “che tutte le forze del mondo si uniscano per prevenire un grande conflitto armato”. Egli ha poi invitato le chiese a lavorare assieme per servire la causa della pace e della giustizia in Russia, riporta l’Ansa.

Appello accolto e riconfermato dal presidente della Cei. Questi, giovedì 28, ha presieduto una solenne concelebrazione insieme ad un gruppo di sacerdoti, nella cattedrale dell’Arcidiocesi della Madre di Dio, a Mosca. Alla cerimonia erano presenti ambasciatori e rappresentanti del ministero degli Affari esteri.

La Chiesa è madre, ha sottolineato l’inviato del Papa, ed è per questa ragione che essa lavora affinchè tra Russia e Ucraina regni la pace: ecco [questo] è l’unico motivo della missione che viviamo in questi giorni, voluta dal successore di Pietro che non si rassegna e cerca fare di tutto perché l’attesa di pace che sale dalla terra trovi presto compimento”, ha affermato nell’omelia.

Dopo la visita di Zuppi in Russia, Lavrov dispone il ritorno dei bambini in Ucraina

Intanto il ministro degli Esteri Lavrov, all’indomani della visita di Zuppi in Russia, ha affermato che “i bambini “evacuati” dalle zone dell’Ucraina occupate dalle forze russe possono tornare dai genitori, se lo richiedono” (Adnkronos).

È un primo segnale importante, il quale dimostra come l’accento umanitario voluto dal Pontefice attraverso l’indizione di una missione speciale, abbia colto nel segno. Naturalmente è un primo passo significativo, a cui devono seguirne degli altri. Ma l’importanza dell’iniziativa diplomatica risiede proprio nell’aver aperto uno spiraglio umanitario depoliticizzandolo.

Ed è proprio questa la finalità a cui ambisce la Santa Sede. E cioè quella di individuare iniziative umanitarie tendenti a spogliare il conflitto dal suo volto astratto e puramente bellicista, per gettare luce sull’umanità sofferente.

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Diego B. Panetta

Giurista con specializzazioni in campo notarile, societario e canonistico. Accanto alle norme, una grande passione per la retta filosofia, senza la quale codici e leggi possono ben poco. Autore di tre libri, collabora inoltre con riviste specializzate e testate online, tra cui BuoneNotizie.it.

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