Dal 4 al 7 settembre 2023, Giacarta, in Indonesia, ha ospitato il 43° summit ASEAN, l’Associazione degli Stati del Sud-est Asiatico, di cui fanno parte Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam.
La regione dell’ASEAN rappresenta ad oggi una delle aree più dinamiche a livello globale e sta acquisendo sempre più importanza grazie alla sua posizione strategica lungo le rotte commerciali marittime e al suo dinamismo economico.
Nel corso del vertice, il dibattito è stato dominato dalla crisi del Myanmar, guidata dal 2021 da un regime militare, oltre che dalle tensioni sulle rivendicazioni di Pechino sul Mar cinese meridionale.

Che cos’è il summit ASEAN

L’ASEAN, l’Association of South East Asian Nations, è un’organizzazione regionale con sede a Giacarta. È stata fondata nel 1967 con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del Sud-Est asiatico e garantire la stabilità della regione, in un periodo storico caratterizzato dalla contrapposizione tra Washington e Mosca.

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Con la fine della Guerra fredda, gli Stati membri hanno intensificato la cooperazione economica con gli altri Paesi dell’Asia e con numerosi Stati europei e americani. Nel 2015, i leader dell’ASEAN hanno creato formalmente una Comunità economica come parte dell’integrazione politica, culturale ed economica.

Sebbene l’ASEAN sia considerato un esempio positivo di cooperazione, le grandi differenze politiche, culturali, economiche e geopolitiche che caratterizzano una regione così estesa, abitata da 650 milioni di persone, rendono accidentato il processo d’integrazione.

La diversità culturale e religiosa, infatti, è molto evidente: si spazia da Paesi a maggioranza musulmana, come l’Indonesia, a Paesi cattolici e buddisti, come le Filippine e la Thailandia.
In termini di benessere e sviluppo economico, ci sono grandi disparità, con Singapore e Brunei che possono vantare tra i PIL pro capite più alti al mondo, mentre quelli della Cambogia e Myanmar arrivano a stento a 1300 euro annui.

Ci sono poi delle grandi differenze a livello politico: Cambogia e Laos possono vantare rapporti molto stretti con la Cina. Altri Paesi, come il Vietnam, hanno invece rafforzato la cooperazione strategica ed economica con Washington, a fronte delle tensioni con la Cina nel Mar cinese meridionale.

I Paesi che fanno parte dell'ASEAN e partecipano al summit.

I paesi che fanno parte dell’ASEAN.

Di cosa si è parlato al vertice

Il vertice di quest’anno, dal titolo “ASEAN Matters: Epicentrum of Growth”, aveva come focus la crescita economica.
Il dibattito, però, è stato dominato dalla crisi in Myanmar e dalle tensioni legate alle rivendicazioni territoriali della Cina nel Mar cinese meridionale.

Per quanto riguarda il Myanmar, i Paesi membri ritengono che i progressi nel piano di pacificazione elaborato dall’ASEAN l’anno scorso siano insufficienti. Il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato che il Myanmar sta affrontando un “peggioramento della situazione politica, umanitaria e dei diritti umani” e ha chiesto alla giunta che rilasci tutti i prigionieri politici.

Inoltre, la recente pubblicazione della nuova mappa della Cina, da parte di Pechino, ha sollevato preoccupazioni tra Vietnam, Malaysia e Filippine per le presunte rivendicazioni territoriali cinesi. Nel corso del vertice si è discusso della possibilità di introdurre un Codice di condotta condiviso nel Mar cinese meridionale attraverso cui ricomporre le dispute di sovranità.

In ogni caso l’ASEAN ha ribadito il proprio impegno nel mantenere e promuovere la regione come epicentro di crescita, utilizzando la cooperazione come strumento per affrontare le sfide emergenti e gli shock futuri.

Nel 2024, la presidenza del summit ASEAN passerà dall’Indonesia al Laos.

Perché il Summit ASEAN è importante anche per l’Occidente?

Dopo la pandemia, la regione del Sud-est asiatico sta tornando a crescere, con previsioni di crescita economica significativa nel prossimo decennio. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, infatti, è previsto che tra il 2020 e il 2030 il PIL totale della regione ASEAN passerà da 3 a 6,4 trilioni di dollari.

Come abbiamo visto, la regione sta acquisendo sempre più importanza nello scenario internazionale, sia a livello economico (l’industria dei semiconduttori dei Paesi ASEAN vale il 22% dell’export mondiale), che a livello strategico per la sfida tra Cina e USA. Al momento, le due potenze stanno portando avanti due strategie diverse, basate rispettivamente sulla promozione del commercio e sul mantenimento della sicurezza.

La Cina mira ad aumentare i legami commerciali con i paesi dell’ASEAN attraverso accordi di libero scambio, come il Regional Comprehensive Economic Partnership Agreement (RCEP). Il RCEP incorpora tutti i membri ASEAN più Giappone, Sud-Corea , Australia, Nuova Zelanda e Cina. Un accordo che ha originato una nuova area commerciale importante nello scenario dei traffici globali: comprende il 30% del PIL mondiale e il 28% dei flussi commerciali globali.

Gli Stati Uniti, invece, sebbene abbiano sottoscritto l’Indo-Pacific Economic Framework for Prosperity, a cui hanno aderito alcuni Stati dell’ASEAN, sembrano molto più interessati a mantenere e a promuovere la sicurezza della regione in funzione anti-cinese, come dimostra la creazione del Quadrilateral Security Dialogue, un’alleanza strategica informale con Australia, Giappone e India.

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Marzio Fait

Marzio Fait. Mi occupo di comunicazione per il non-profit. Ho partecipato come observer alla COP 27 e alla COP28. Mi occupo di attualità, di diritti umani e di giustizia climatica. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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