Da diversi mesi, la questione degli affitti delle case troppo alti è diventata rilevante per le difficoltà riscontrate da studenti e lavoratori. In particolare per le grandi città, il recente andamento del fenomeno turistico e dell’urbanizzazione ha contribuito all’aumento dei prezzi dei canoni di locazione. Le cause, strutturali o meno, spesso sono comuni tra le città europee.

Nonostante ciò, le politiche residenziali adottate in alcuni casi sono riuscite a risolvere il problema della questione abitativa. Inoltre, alcune città italiane stanno sperimentando nuove progettualità per affrontare il tema delle abitazioni per gli studenti fuori sede.

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Affitti case alti nelle grandi città: dalle cause alle conseguenze

La situazione residenziale di una città è determinata da numerosi fattori. Spesso questi fattori sono di natura strutturale, come ad esempio la quantità degli edifici residenziali costruiti nello scorso secolo e la disposizione configurata nei piani urbanistici comunali. Grazie ai dati del censimento italiano è possibile osservare che, nonostante il calo demografico del Paese, negli ultimi vent’anni i residenti nelle grandi città sono aumentati. Sempre in base ai dati del censimento, si nota che il centro urbano che ha registrato un’espansione edilizia maggiore nello scorso decennio è stato Napoli con una percentuale del 4,5%.

Altro esempio di fattore strutturale è quello legato agli edifici universitari, i quali sono stati costruiti quasi sempre al centro delle grandi città, rinunciando ai vantaggi delle zone più periferiche. Se quindi una parziale spiegazione del fenomeno è rinvenibile nell’aumento della domanda senza un adeguato aumento dell’offerta, d’altra parte ci sono dinamiche come la conversione di alloggi in Bed and Breakfast e la finanziarizzazione del settore.

Da ciò emerge chiaramente che la situazione economica di studenti fuori sede, giovani lavoratori e famiglie è in alcuni casi insostenibile. Secondo un rapporto di Immobiliare.it, i prezzi delle singole stanze sono cresciuti di ben 11 punti percentuali rispetto al 2021. Proprio a fronte di questa situazione, è cresciuta l’attenzione mediatica sul fenomeno e la consapevolezza delle persone sull’argomento.

Il caso di Vienna e le esperienze internazionali

Secondo gli ultimi dati dell’Eurostat, i prezzi degli affitti sono mediamente cresciuti in molte grandi città europee. In casi come la città di Dublino, i prezzi sono quasi raddoppiati in dieci anni. Nonostante questo, alcuni governi locali sono riusciti a contenere il problema adottando politiche abitative strutturali. Uno dei principali esempi è quello della città di Vienna, la quale ha investito strategicamente già dal 1960 nell’acquisto di terreni. La decisione era scaturita dall’espansione urbana avvenuta a cavallo degli anni ’60 e si traduce nel 1973 nella costruzione di grandi complessi residenziali, come il “Trabrenngründe“.

Infografica su Vienna dal report del 2019 "The State of Housing in the EU".

Infografica su Vienna dal report del 2019 “The State of Housing in the EU”.

Il caso di Vienna è particolarmente importante non solo per l’utilizzo di cooperative edilizie “a scopo di lucro limitato” ma anche per la capacità di abbassare il prezzo di mercato dei canoni e di rendere abitabile in tutte le dimensioni sociali un quartiere periferico, attraverso le operazioni di manutenzione e la fornitura di servizi pubblici. A livello europeo esistono altri casi che hanno affrontato positivamente la questione degli affitti case alti.

Francia e Portogallo prevedono la possibilità di scambiare assistenza con alloggio tra anziani e giovani studenti, mentre in Spagna esiste un apposito fondo per sussidi di sostegno agli studenti fuori sede. Infine, nel panorama internazionale, la città di New York ha affrontato la questione tra il 2010 e il 2020 con un pacchetto di sgravi fiscali e semplificazioni burocratiche che ha permesso la costruzione di nuovi immobili a prezzo di mercato.

Alla ricerca di soluzioni per un futuro abitativo migliore

In Italia, il fenomeno del caro affitti è percepito soprattutto tra gli studenti fuori sede e i lavoratori che devono spostarsi nelle grandi città. Città come Napoli, Roma, Milano e Bologna registrano un rapporto basso tra redditi medi percepiti e prezzi medi dei canoni di locazione. In molte di queste città, gli studenti hanno più volte manifestato attraverso l’utilizzo di tende per dormire. Un modo per attirare l’attenzione del governo e delle amministrazioni locali sulla questione degli affitti case alti.

Inoltre, il 14 luglio del 2022 è nato l’Osservatorio nazionale sulle politiche abitative e di rigenerazione urbana, promosso dal Forum Disuguaglianze e Diversità e da diversi atenei e sindacati. Lo scopo dell’iniziativa è quello di “affrontare con urgenza, sistematicità e pragmatismo la questione dell’abitare, mettendo in comune saperi, competenze, punti di vista ed esperienze”. Recentemente, il comune di Milano ha proposto l’ipotesi di mettere a bando e a prezzi accessibili le case popolari sfitte di palazzo Marino. L’edificio in questione è sede dell’amministrazione comunale dal 1861 ed è costituito da numerose stanze da riqualificare e riutilizzare appunto per progetti simili.

In conclusione, il problema degli affitti elevati nelle grandi città è una sfida dovuta a molteplici fattori. Alcuni esempi positivi da Vienna all’Italia indicano un cammino verso soluzioni innovative per un futuro abitativo migliore.

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Giuseppe Palomba

Dottore politologo di matrice napoletana, attualmente studio relazioni internazionali alla Federico II e coltivo la mia ossessione verso l'Unione europea.

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