A metà gennaio, durante la plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, Ursula Von Der Leyen ha annunciato l’impegno della Commissione Europea in merito alla riforma dei trattati. La necessità di riformare i trattati dell’UE è emersa in maniera particolare negli ultimi dieci anni. Finora sono stati fatti importanti progressi riguardo alla proposta di revisione e il contenuto di quest’ultima fa ben sperare in merito ai miglioramenti che verranno probabilmente apportati.

La proposta di revisione dei trattati dell’UE

Lo scorso anno, al Parlamento europeo, è stata annunciata una nuova proposta di revisione dei trattati dell’Unione europea. La proposta è stata elaborata e presentata da cinque eurodeputati co-relatori. La conferenza sul futuro dell’Europa è stata l’iniziativa chiave per riavviare il processo di riforma.

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Il testo della revisione è stato poi elaborato dalla Commissione per gli Affari Costituzionali (AFCO). Dopodiché è stato approvato a novembre scorso durante la sessione plenaria del Parlamento europeo. Le principali proposte contenute all’interno del testo riguardano il potenziamento del ruolo del Parlamento europeo e il superamento della regola dell’unanimità in alcuni settori.

Altre modifiche inserite nella proposta sono relative alla formazione della Commissione e all’aumento delle competenze dell’Unione europea. Un particolare riferimento riguarda la politica estera e di sicurezza comune, la quale attualmente riveste un ruolo predominante in seno agli Stati membri.

Il percorso storico delle revisioni dei trattati dell’UE

Quando si parla dei trattati dell’UE ci si riferisce a due trattati specifici: il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) e il Trattato sull’Unione Europea (TUE). Questi ultimi, sono i due principali trattati dell’Unione e regolano il funzionamento, la natura e i poteri di questa. In particolare, il TUE è anche definito come trattato di Maastricht ed entrato in vigore il 1º novembre 1993. Mentre il TFUE risale al trattato di Roma, stipulato nel 1957. Successivamente, questi due sono stati modificati da trattati di revisione che assumevano di volta in volta nomi diversi ma che di fatto modificavano gli stessi testi di base.

I principali trattati dell'UE negli ultimi 30 anni. Fonte: Wikipedia.

I principali trattati dell’UE negli ultimi 30 anni. Fonte: Wikipedia.

La revisione dei Trattati, disciplinata dall’articolo 48 del Trattato sull’Unione Europea (TUE), si articola attraverso due tipologie di procedure: quella ordinaria – riguarda il caso in questione – e quelle semplificate. Il procedimento coinvolge, in maniera diversa, tutte le principali istituzioni europee nel processo.

La nomina di una convenzione è parte integrante di questo procedimento, e il suo ruolo è centrale nella discussione e formulazione delle modifiche proposte. Infine, l’accordo risultante dalla revisione richiede la ratifica da parte degli Stati membri per essere effettivamente implementato.

Le opportunità per i cittadini europei e per gli Stati membri

Le opportunità offerte dalla revisione dei trattati dell’Unione Europea si estendono sia ai cittadini europei che agli Stati membri. Per i cittadini europei, la revisione rappresenta un’opportunità di partecipazione più attiva e diretta al processo decisionale dell’Unione. Il potenziamento del ruolo del Parlamento europeo, proposto nella revisione, comporterebbe una maggiore rappresentatività democratica.

Questo avverrà consentendo agli elettori di esprimere le proprie preferenze attraverso un organo legislativo più influente. Ciò rafforzerebbe la legittimità delle istituzioni europee e contribuirebbe a colmare il divario percepito tra i cittadini e l’Unione Europea.

Dal punto di vista degli Stati membri, la revisione offre l’opportunità di una maggiore coesione e di una maggiore solidarietà. Il potenziamento della politica estera e di sicurezza comune, con il passaggio a competenza concorrente, consentirebbe all’Unione Europea di agire in modo più coeso sulla scena internazionale.

In sintesi, la revisione dei trattati dell’Unione Europea offre opportunità tangibili per i cittadini europei, rafforzando la coesione tra gli Stati membri e aumentando la capacità dell’Unione di affrontare le sfide attuali e future in modo più efficace.

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Giuseppe Palomba

Dottore politologo di matrice napoletana, attualmente studio relazioni internazionali alla Federico II e coltivo la mia ossessione verso l'Unione europea.

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