Cosa distingue il giornalista da un non professionista? Con la transizione digitale chiunque può prendere un telefono e pubblicare un contenuto informativo. Informarsi nella rete comporta dei rischi, come difendersi? Per Buonenotizie.it, Stefano Tallìa, presidente dell’ODG Piemonte, torna a parlare di giornalismo digitale.

Con la transizione digitale i giornalisti continuano a far fede alle regole deontologiche, mentre a cambiare sono le competenze richieste. Oggi le competenze necessarie sono diverse rispetto al passato: bisogna sapere maneggiare gli smartphone, intendersi di tecniche di ripresa, di montaggio video, avere una maggiore confidenza con le lingue straniere e fare tutto in velocità.

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I rischi dell’informazione digitale

La velocità richiesta dal giornalismo digitale è un rischio per la verifica delle fonti giornalistiche, dunque per la verità. In rete esistono fonti che sono certificate e fonti che non lo sono. Il mercato della fake news può essere scambiato per artigianale ma in realtà non lo è: ci sono delle vere e proprie “centrali” della disinformazione. Questo sottolinea ancor di più il ruolo del giornalista professionista: il rispetto delle regole è il rispetto della verità dei fatti deve essere un impegno costante.

«Un fenomeno del giornalismo sul web è quello di creare la gogna mediaticaspiega il presidente Tallìa Il giornalista ha una grande responsabilità: ha il dovere di scrivere tutte le notizie ma non può rinunciare al ruolo di mediazione e protezione. Il giornalista ha il diritto di informare e il dovere di proteggere e tutelare la presunzione di innocenza di tutte le persone coinvolte. Il lavoro del giornalista non è semplicemente riprodurre tutte le notizie delle quali viene in possesso ma, anche, interpretarle e fornire delle chiavi di lettura. L’algoritmo nel digitale rischia, inoltre, di fare entrare l’utente in una sorta di comfort zone, nella quale sembra che tutti la pensino come lui, così da moltiplicare le convinzioni e creare una bolla informativa in cui arrivano solo un certo tipo di notizie. L’unico modo per uscirne è scardinarla ed esercitare la propria curiosità per cercare le notizie dove ci sono. Non è facile perché l’uomo tende ad appoggiarsi a ciò che lo fa sentire tranquillo, ma uscire dalla bolla permette di sviluppare lo spirito critico. In questo caso informarsi tramite i giornali può avere un ruolo chiave».

Il giornalismo digitale non cambia il principio dell’informazione

Oggi è fondamentale sapersi orientare nel mare magnum della rete, cioè capire chi è che sta parlando e comprendere quali sono i suoi interessi. È fondamentale avere degli strumenti per capire come muoversi sul web: un po’ come avere una patente speciale.

Cambiano gli strumenti e non cambia il principio. Uno dei motivi della crisi delle società di oggi è la perdita dello spirito critico e la creazione di ondate che vengono seguite indiscriminatamente. Lo spirito critico si crea leggendo più opinioni, ascoltando più punti di vista ma, con il rumore di fondo e la molteplicità di fonti informative presenti sul web, è più difficile. Anche il giornalista mantiene il suo ruolo. «Quando consegno le tessere per i nuovi iscritti all’Ordine – conclude il presidente Tallìa – sottolineo sempre che il mondo cambia ma noi dobbiamo tenere la rotta su quelli che sono i nostri principi. Il giornalismo deve essere quella possibilità che hanno i cittadini di conoscere il mondo e compiere delle scelte documentate e consapevoli. Questo è il ruolo del giornalismo, quale che sia la forma attraverso cui si declini».

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Il giornalismo costruttivo come risposta alla crisi dell’informazione

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Alice Pietrella

Sono una webmaster freelance specializzata nella realizzazione siti web con codice CSS ( webopera.it )e un'aspirante giornalista iscritta al percorso dell'associazione italiana di giornalismo costruttivo. Scrivo di Italia e società nei settori del Made in Italy e dello spettacolo. Visita il mio sito web: alicepietrella.it

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