Il 17 e il 18 aprile si è tenuto a Bruxelles il Consiglio europeo straordinario[1], a seguito dei rilevanti avvenimenti internazionali accaduti in Medio Oriente. Riuniti nella capitale belga, i Capi di Stato e di governo dei Paesi membri hanno espresso il loro sostegno all’Ucraina e la ferma condanna del bombardamento iraniano ai danni di Israele.

Al centro della due giorni si è discusso inoltre anche di importanti temi di politica interna. Si è espresso, tra le altre cose, l’auspicio di rafforzare l’industria europea e l’autonomia strategica dell’Unione. Aspetti non più rimandabili, in un contesto geopolitico sempre più teso e polarizzato. Un’Europa forte e coesa appare essere l’unica soluzione per rispondere ai venti di crisi che scuotono il globo.

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Il Consiglio europeo straordinario dopo l’attacco iraniano

Sabato 13 aprile centinaia di droni e missili sono stati scagliati contro Israele dalla Repubblica Islamica dell’Iran. Teheran ha rivendicato l’attacco, in risposta “all’incursione senza precedenti” ­(Affari Internazionali, 2 aprile), condotta da Israele contro l’ambasciata iraniana a Damasco il 1° aprile. L’attacco mirato israeliano ha provocato l’uccisione di 13 persone, tra cui l’ufficiale iraniano più anziano in servizio in Siria, Mohammad Reza Zahedi.

La risposta iraniana non ha provocato vittime né danni, grazie al sistema di difesa antimissile Iron Dome (Cupola di Ferro) e al sostegno di alcuni Stati occidentali e arabi. Inevitabilmente, però, ha sortito le reazioni di condanna da parte dell’Ue, degli Stati Uniti e appelli alla moderazione e alla de-escalation da parte di Russia e Cina. Il Consiglio europeo straordinario ha riaffermato la condanna del bombardamento iraniano, ribadendo “l’impegno a favore della sicurezza di Israele e della stabilità regionale”.

Peraltro, il vertice dei Capi di Stato e di governo non ha mancato di affrontare la situazione presente a Gaza. A tal fine, l’attuazione della risoluzione 2728 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata lo scorso 25 marzo, costituisce per il Consiglio europeo un punto imprescindibile. Nella risoluzione si chiede l’impegno di Israele ad un “cessate il fuoco” su Gaza e si invita Hamas al rilascio immediato degli ostaggi. Deve essere inoltre garantito – secondo il Consiglio europeo – “un accesso pieno, rapido, sicuro e senza restrizioni agli aiuti umanitari (…) ai palestinesi che ne hanno bisogno”.

Potenziamento dell’industria europea e ricerca di autonomia strategica

Dopo aver affrontato il capitolo Ucraina – sottolineando l’importanza di fornire alle truppe di Kiev armi di difesa aerea – il Consiglio europeo straordinario si è occupato di politica interna. A tal fine, l’ex premier italiano Enrico Letta ha presentato il suo rapporto sul mercato unico dell’Unione europea.

All’interno del documento si legge che è necessario per l’Europa rafforzare la sua industria europea, vettore di autonomia strategica. Una particolare attenzione, in proposito, meritano l’energia e le reti di connessioni con Paesi extra-Ue, senza dimenticare il problema demografico, tra le cause dell’arretramento dell’economia dell’Unione e principale fattore di rischio per la sostenibilità del futuro.

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni si è detta d’accordo sulle sfide presentate dal suo predecessore a Palazzo Chigi. Inoltre, ha aggiunto di aver affrontato la questione migratoria con la presidente Von der Leyen, comunicandole i significativi risultati raggiunti grazie all’accordo con la Tunisia. Paese visitato dalla premier proprio nella mattinata d’inizio vertice, poco prima di giungere a Bruxelles.

Non resta che raggiungere gli obiettivi prefissati

Il Consiglio straordinario europeo, l’ultimo dell’attuale legislatura, conferma sostanzialmente gli obiettivi già dichiarati in precedenza dall’Ue. L’Unione è chiamata a confrontarsi con una situazione internazionale sempre più friabile. Ed è impensabile che lo faccia con le sole armi della diplomazia, peraltro spesso discordanti tra loro. Per tale motivo è inconcepibile pensare di avere un’Europa geopoliticamente competitiva senza una forte industria europea alle spalle, senza avere un’autonomia strategica e una voce quanto più univoca su una comune politica estera. Tutti temi sui quali dovrà ragionare la nuova Commissione che uscirà dalle votazioni del prossimo giugno. Intanto, non possiamo che registrare positivamente il fatto che delle linee direttive da percorrere siano state tracciate. Adesso, non resta che passare ai “fatti”.

Fonti:

[1] Riunione straordinaria del Consiglio europeo (17 e 18 aprile 2024) – Conclusioni

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Diego B. Panetta

Giurista con specializzazioni in campo notarile, societario e canonistico. Accanto alle norme, una grande passione per la retta filosofia, senza la quale codici e leggi possono ben poco. Autore di tre libri, collabora inoltre con riviste specializzate e testate online, tra cui BuoneNotizie.it.

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