Il 24 aprile si celebra la Giornata internazionale del multilateralismo e della diplomazia per la pace. Nonostante le forti tensioni geopolitiche, in base a un paradosso solo apparente, è necessario mettere ancora più in risalto la sua importanza. Istituita dall’ONU il 12 dicembre 2018 – e celebrata per la prima volta l’anno successivo – tale Giornata ha lo scopo di promuovere nel mondo i valori della politica del multilateralismo: ovvero, l’adesione da parte di più Stati a un progetto comune fondato su norme condivise. L’ONU è infatti l’organismo internazionale che incarna l’essenza del multilateralismo e il suo impegno, volto alla prevenzione dei conflitti, è rimasto – anche “fuori dai riflettori” – sempre costante.

Il terreno su cui esercitare la diplomazia: il multilateralismo

Quello di multilateralismo è un concetto fondamentale per comprendere l’odierna politica internazionale. Spesso, per poterlo definire, lo si contrappone all’unilateralismo e al bilateralismo, poiché indica una forma di cooperazione fra almeno tre Stati. Tali entità scelgono di cooperare in quanto consapevoli che ciò è nel loro interesse, specie quando si tratta di risolvere problemi che non possono fronteggiare singolarmente. Il multilateralismo funziona grazie a una serie di norme elaborate in modo collettivo, che garantiscono a tutti gli attori partecipanti gli stessi diritti e doveri.

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Benché il termine sia nato dopo il Secondo conflitto mondiale, si può dire che sul multilateralismo si siano fondate la diplomazia e la politica di tutto il XX° secolo. Un grande punto di svolta nel suo sviluppo fu l’istituzione della Società delle Nazioni (1919), la prima organizzazione internazionale finalizzata al mantenimento della pace e alla risoluzione delle controversie. Naturalmente, negli ultimi cent’anni tale approccio ha saputo evolversi in maniera costante, adattandosi ai mutamenti degli assetti geopolitici.

Il multilateralismo come politica alla base dell’ONU

Dopo lo scioglimento della Società delle Nazioni, la politica del multilateralismo ha continuato a esser perseguita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), creata nel 1945. La sua Carta o Statuto è uno dei pilastri del sistema internazionale in cui tutt’oggi viviamo. Essa stabilisce che tra i compiti dell’ONU ci sia quello di “adottare misure collettive efficaci per la prevenzione e la rimozione delle minacce alla pace”. Inoltre, un ulteriore obiettivo è “sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni basate sul rispetto del principio dell’uguaglianza dei diritti”.

Tra i risultati tangibili della diplomazia multilaterale va annoverato, in primis, l’aumento del numero dei membri dell’ONU nel corso dei decenni. Infatti, dai 51 Paesi della fondazione si è arrivati ai 193 di oggi – ossia, la maggioranza degli Stati sovrani del mondo. Inoltre, le politiche del multilateralismo hanno portato alla stesura di importanti accordi internazionali per limitare l’accesso agli armamenti, nonché all’eradicazione del vaiolo in ambito sanitario e alla tutela al diritto all’istruzione.

La diplomazia contro la guerra: un cammino condiviso

Come dimostrano il conflitto in corso tra Ucraina e Russia e le crescenti tensioni in Medio Oriente, il multilateralismo non è riuscito a scongiurare tutte le guerre. Tuttavia, non si può negare che il suo obiettivo di promuovere sempre la diplomazia – riducendo la guerra a un’extrema ratio – ha comunque dato i suoi frutti.

Inoltre – in assenza di accordi multilaterali – anche le alleanze tra un numero esiguo di Stati hanno permesso, in molti casi, di gestire le crisi o garantire una temporanea stabilità in alcune regioni. Per questo, la Giornata internazionale del multilateralismo e della diplomazia per la pace è un invito a proseguire il cammino in tale direzione. Per evitare che l’umanità, dimenticando il recente passato, rinunci alle conquiste per la tutela dei diritti e della libertà, battendosi per realizzare un mondo senza guerre.

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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