L’ISTAT, l’ente di ricerca statistica italiano, ha pubblicato il rapporto Bes 2023 (acronimo per Benessere equo e sostenibile). Un compendio di tutto ciò che, sempre su base statistica, va bene o male in Italia e riassume il livello attuale di qualità della vita. Il 2023, oggetto d’analisi del documento, viene arricchito di un duplice paragone: il confronto con l’anno passato (come al solito), ma anche con i dati del 2019, anno pre-COVID, per darci una panoramica il più esaustiva possibile dei cambiamenti di tendenza in corso.

Il quadro di insieme si rivela abbastanza buono. Nei 129 indicatori dove è possibile il confronto troviamo che la metà dei risultati rispecchiano un miglioramento, sia in confronto al 2019 che al 2022, quasi il 19% dei risultati analizzati è stabile e circa il 29% peggiore.

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Bes, cos’è e a cosa serve

Il Bes è un elaborato statistico redatto annualmente, che raccoglie i dati sui maggiori indicatori che rispecchiano il benessere di un Paese. Essi sono salute, istruzione, occupazione, lavoro in rapporto allo stile di vita, patrimonio paesaggistico e culturale, oltre che ambiente e sicurezza, benessere generale e soggettivo, qualità dei servizi. Un documento importante sia per chi osserva sia per chi prende decisioni, che analizza livelli, tendenze e diseguaglianze economico-sociali nel nostro Paese. Un vero e proprio specchio che dà suggerimenti e poi chiama all’azione proprio in base al confronto.

Secondo l’analisi ISTAT[1] la qualità della vita degli italiani è migliorata sensibilmente nel 2023 rispetto all’anno precedente e, in alcuni casi, nettamente rispetto ai livelli pre-pandemia. Ne è un esempio il dato sull’occupazione e sulla conciliazione del lavoro coi tempi di vita. Cresce infatti il numero di occupati tra i 20 e i 64 anni: l’1,8% in più rispetto al 2022 che corrisponde a circa 400mila lavoratori.

A fronte della maggior occupazione e della qualità dell’impiego (il 51% degli occupati si dichiara molto soddisfatto del proprio lavoro, l0 0,8% in più rispetto al 2022), aumentano le persone che valutano come molto alta la soddisfazione per la loro vita nel complesso, che raggiunge i livelli più alti di sempre (46%, +3,4 rispetto al 2019), e chi si aspetta un miglioramento di vita nei prossimi 5 anni, sia tra gli occupati (37,5%) sia tra coloro che ancora sono in cerca di impiego (37,7%).

Come migliorare? La qualità della vita per il futuro

Un maggiore ottimismo quindi, che però deve fare i conti con alcune carenze, spesso ataviche, per cui il confronto con l’Europa può servire da stimolo al miglioramento. Esse riguardano in special modo istruzione e formazione, dove l’Italia si posiziona più in basso rispetto alla media Ue, e nell’ambito dell’innovazione e ricerca, al netto dei 26 miliardi spesi dall’Italia nel settore.

Il Bes 2023 evidenzia come il livello di istruzione sia fondamentale anche in rapporto ad una migliore salute, principio assoluto se si parla di benessere complessivo. Certi tipi di mortalità, definita evitabile se prevista o trattata con tempestività, hanno un’incidenza del 2,1% in più tra la popolazione meno istruita. Come a sottolineare che l’istruzione sia profondamente legata alla prevenzione.

Altri indicatori su cui si è registrato un peggioramento di qualità della vita nel 2023 sono strettamente legati a fattori esterni, quali cambiamento climatico e stabilità politica. L’Italia per fronteggiare queste sfide prende parte a vari progetti di cooperazione internazionale, alcuni dei quali prevedono un periodo di attuazione anche di ampio respiro. Ad esempio l’Agenda Onu 2030, che pone al centro proprio il benessere equo e sostenibile; Next generation Eu, di cui fa parte il nostro PNRR (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) che proprio su questi temi pone maggiore attenzione e intende agire. Le prossime elezioni europee, che vedranno un nuovo equilibrio nell’Europarlamento, definiranno quale direzione prenderemo.

Fonti

[1] Rapporto Bes 2023

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Andrea Pezzullo

Redattore, autore e conduttore radiofonico. Lo sguardo ben puntato su ciò che succede oggi intorno a noi. Mi occupo di attualità, economia e lavoro. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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