L’Alta Corte di Londra ha recentemente concesso a Julian Assange, fondatore di Wikileaks, un appello contro l’estradizione negli Stati Uniti. Julian Assange rappresenta il simbolo della lotta alla censura della libertà d’espressione. Il suo team legale ha ora diversi mesi per preparare la difesa contro un’estradizione: Assange rischia infatti 18 capi di imputazione per la diffusione di documenti secretati dal governo.

Detenuto dal 2019 a Belmarsh, una prigione del Regno Unito, costituisce un rilevante caso internazionale di detenzione definita “arbitraria” dai suoi sostenitori e vari esperti di diritti umani.

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Le vicende giudiziarie di Julian Assange

Nel 2006 Julian Assange fondò Wikileaks, una piattaforma che raccoglie testimonianze in forma anonima, proteggendo le fonti tramite la crittografia. Grazie a questo sistema, Wikileaks ha raccolto centinaia di migliaia di documenti secretati da governi di tutto il mondo. Un esempio sono gli Iraq e Afghan War Logs, che hanno rivelato i crimini degli Stati Uniti nelle guerre condotte in Afghanistan e in Iraq.

Nel 2010 Assange fu arrestato in Inghilterra per accuse di reati sessuali provenienti dalla Svezia in modo pretestuoso. Uscito su cauzione, nel 2012 chiese asilo politico presso l’ambasciata ecuadoregna a Londra, dove trascorse i successivi 7 anni, sotto una continua e pressante sorveglianza da parte delle autorità inglesi ed ecuadoregne. Assange fece richiesta di asilo politico per sfuggire a quello che denunciò come un pretesto per facilitare la sua futura estradizione negli Stati Uniti.

Nel 2019 l’Ecuador revocò il permesso di asilo. Il giorno stesso la polizia britannica arrestò Assange. Gli Stati Uniti, che hanno negato per anni l’esistenza di indagini su Julian Assange, rivelarono un’accusa per cospirazione risalente al 2018, presentando nel 2019 una richiesta di estradizione per processare Assange.

Come si è arrivati all’appello

La polizia britannica arrestò Julian Assange perché non aveva rispettato i termini della libertà su cauzione. La detenzione prevista era breve, e nel frattempo anche le accuse svedesi erano decadute. La carcerazione proseguì e tuttora prosegue a causa della richiesta di estradizione.

Milioni di persone, con in testa le organizzazioni per i diritti umani e per la libertà di stampa hanno espresso negli anni solidarietà per Assange. Due relatori speciali delle Nazioni Unite hanno denunciato le pessime condizioni fisiche e psicologiche in cui si trova il giornalista, e hanno richiesto al governo britannico di rifiutare l’estradizione.

Nel 2021 un giudice stabilì che a causa della precaria salute mentale, Julian Assange non poteva essere estradato negli Stati Uniti. Nello stesso anno l’Alta Corte ribaltò la sentenza. Il processo è proseguito fino all’udienza del 26 marzo 2024.

L’Alta Corte di Londra ha chiesto al governo statunitense di rispettare determinate condizioni per estradare Assange. Gli USA hanno dato una risposta giudicata “ambigua”. Per questo la Corte di Londra ha decretato che Assange può ricorrere in appello contro l’estradizione negli Stati Uniti.

Wikileaks, una pietra miliare della libertà di espressione

Oltre ai già citati Afghan e Iraq War Logs, Wikileaks ha anche denunciato le violazioni di diritti umani dei detenuti nella prigione di Guantanamo, a Cuba, ma di giurisdizione statunitense. Julian Assange si è sempre posto come portavoce e ricettore di tutte le critiche, le accuse e i procedimenti giudiziari rivolti al lavoro dell’organizzazione.

La piattaforma ebbe anche una grossa influenza sulle presidenziali statunitensi del 2016. Denunciò infatti i tentativi del Partito Democratico di tagliare Bernie Sanders dalla competizione come candidato alle primarie contro Hillary Clinton.

Nel 2017, Wikileaks pubblicò documenti che dimostrarono le attività di spionaggio e ingerenze della CIA condotte su governi stranieri in tutto il mondo.

Sono solo alcuni dei fatti che Julian Assange e Wikileaks hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica. Il giornalista è diventato negli anni un simbolo della lotta per la libertà di espressione. Secondo Reporters Without Borders l’estradizione costituirebbe un pericoloso precedente per giornalisti e informatori negli USA. Ci sarebbe un prima e un dopo la condanna di Assange per la libertà dell’informazione nei Paesi dell’Occidente democratico.

La decisione dell’Alta Corte riaccende le speranze per Assange. Non resta che attendere l’appello per scoprire come questa vicenda giungerà a una conclusione.

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Giovanni D'Auria

Laureato in Lettere Moderne, ha da poco iniziato un percorso formativo per diventare pubblicista con DiventareGiornalista.it.

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