La “Regina delle vie” è ufficialmente patrimonio dell’umanità! Il Comitato del Patrimonio Mondiale, durante l’ultimo convegno tenutosi a Nuova Delhi a fine luglio, ha sancito l’ingresso della via Appia antica nella lista dei luoghi di interesse del patrimonio Unesco. Per l’Italia è il 60esimo sito a ricevere il riconoscimento, rafforzando così la sua posizione in cima alla lista dei 168 Paesi finora inclusi nell’organizzazione, seguita dalla Cina. Ma siamo modesti.

“È un punto di partenza -commenta il ministro della Cultura Sangiuliano- e non di arrivo: inizia una grande opera di valorizzazione con le amministrazioni locali affinché questo riconoscimento sia un’occasione di sviluppo socio-economico per le tante comunità che vivono su questi territori“. Vedremo. I vantaggi di questa nomina sono tanti, con qualche insidia lungo il percorso a cui stare attenti.

Via Appia antica: ieri e domani

Patrimonio dell’umanità, la via Appia antica lo è stata sempre. Gli stessi antichi ne avevano compreso il valore  soprannominandola Regina viarum, regina delle strade. Oltre a essere una delle più grandi opere di ingegneria dell’antichità, era l’arteria pulsante del tessuto economico dell’intera società romana dell’epoca classica. Lì transitavano gli scambi con il sud Italia, che, all’epoca, era il mercato economico di maggior interesse. Da lì passava tutta la cultura e l’innovazione prima di entrare a Roma. Persino San Paolo, vi fece sosta prima di entrare per la prima volta nell’Urbe.

Oggi la via Appia antica è uno dei siti di maggior rilievo storico al mondo. I 1000km di strada romana che collegano Roma a Brindisi sono disseminati di reperti di enorme interesse archeologico che devono essere preservati.

Con l’ingresso nella lista del patrimonio Unesco, l’Italia potenzia l’opera di tutela del sito avviata nel 2016 con l’istituzione del Parco archeologico dell’Appia antica, l’ente che cura e promuove solo un tratto di via, lungo i confini della regione Lazio. È evidente che era necessario un coinvolgimento di più ampio respiro, internazionale, anche nell’interesse dello sviluppo economico-turistico dei 74 Comuni e dei 14 parchi naturali coinvolti.

Patrimonio Unesco e Italia, solo vantaggi?

La strada che unisce il Patrimonio Mondiale, quale ente, e l’Italia è lunga 45 anni. Un percorso di collaborazione che ha portato all’Italia numerosi vantaggi. Innanzitutto come valido aiuto nella tutela e nella conservazione nel lungo periodo dei beni culturali e naturalistici, obiettivo principale dell’organizzazione, che in Italia sono numerosissimi e hanno bisogno di costose cure e continua manutenzione. Un onore e un onere i cui costi, altrimenti, graverebbero sui singoli enti territoriali, come Comuni e Province.

L’altro vantaggio è il riverbero internazionale che l’Unesco garantisce e rende i nostri borghi, i nostri monumenti e i nostri parchi naturali mete altamente attrattive, come dimostrano i dati che vedono il turismo in Italia in costante crescita.

Dietro questa serie di benefici si nascondono insidie legate al fenomeno dell’overtourism, al troppo turismo che se non controllato, rischia di minacciare il nostro patrimonio culturale e artistico e l’ambiente che lo circonda. È la stessa Unesco a mettere in guardia i Paesi Unesco esortandoli ad attenersi a precise linee guida e, soprattutto, esercitare politiche attive in questo senso.

Le soluzioni per far convivere turismo e rispetto dei beni culturali esistono. Alcune sono state proposte per la nostra Venezia, capitale d’arte simbolo del sovraffollamento turistico: guida, piuttosto che controllo degli ingressi, del flusso turistico attraverso app dedicate che evitano che una grande quantità di persone sia ammassata in un singolo luogo lo stesso giorno alla stessa ora.

Non è la soluzione definitiva ma è un inizio. Dev’essere in primo luogo il nostro buon senso la maggiore tutela possibile. Un turismo etico e sostenibile per difendere ciò che è nostro, ossia di tutti.

Condividi su:
Avatar photo

Andrea Pezzullo

Redattore, autore e conduttore radiofonico. Lo sguardo ben puntato su ciò che succede oggi intorno a noi. Mi occupo di attualità, economia e lavoro. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici