Intensificare le relazioni politiche tra Italia e Cina. Perseguire una reciproca apertura dei mercati. Rafforzare i rapporti del Paese asiatico con l’Unione Europea. Questi sono alcuni dei temi affrontati durante il viaggio, da poco concluso, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Cina. Le due nazioni sono tornate a confrontarsi dopo l’abbandono dell’Italia, nel 2019, del cosiddetto “accordo della via della Seta”, per discutere non solo dei reciproci rapporti commerciali, ma anche dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente e del dialogo tra il Nord e il Sud del mondo. Un passo avanti nelle relazioni con una delle maggiori economie mondiali e verso una politica multilaterale.

Una partnership economica di grande importanza per la Penisola

Il 12 novembre 2024 si è conclusa la visita di Stato, durata sei giorni, del Presidente Sergio Mattarella in Cina. Da Pechino a Canton, il capo dello Stato italiano si è recato in vari luoghi del Paese asiatico incontrando le più alte personalità locali, tra cui il Presidente cinese Xi Jinping. I temi trattati, nel complesso, sono stati molteplici, ma il confronto con Xi Jinping ha riguardato in particolare le relazioni commerciali tra Italia e Cina. La repubblica Popolare Cinese, infatti, è per l’Italia il primo partner economico in Asia: perciò, è quantomai importante rinsaldare la cooperazione economica tra le due nazioni.

In tale ottica, il Presidente Mattarella ha affrontato alcune questioni che riguardano direttamente l’economia del Bel Paese: in primis la necessità di rimuovere le barriere che impediscono ai prodotti italiani d’eccellenza di accedere al vasto mercato cinese. Inoltre, riguardo agli investimenti, mentre quelli italiani in Cina continuano a crescere, lo stesso non si può dire di quelli cinesi nella Penisola: anche in quest’ambito, dunque, Mattarella ha proposto di riequilibrare la situazione con reciproco vantaggio. Infine, il Presidente ha espresso il suo sostegno nei confronti degli imprenditori italiani che operano in loco, vero “ponte” fra le due economie.

Il lungo percorso dei rapporti politici e culturali tra Italia e Cina

La visita di Stato del Presidente Mattarella è avvenuta nel 20° anniversario dell’istituzione del “partenariato strategico globale” tra Italia e Cina. In sostanza, fin dal 2004, i rapporti diplomatici fra i due Paesi non riguardano soltanto la sfera “bilaterale”, ma ruotano anche attorno alla trattazione di tematiche globali, come ad esempio le relazioni tra la Cina e l’Unione Europea. Inoltre, nel 2020, si è celebrato il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali fra l’Italia e la Repubblica Popolare Cinese.

Un altro tema del viaggio è stato il rafforzamento dei rapporti culturali tra Cina e Italia, dei quali si è parlato soprattutto nell’ambito del “Forum culturale” riguardante i due Paesi. Al termine dell’evento, i rappresentanti dei due Paesi hanno firmato alcuni accordi relativi alla collaborazione fra i rispettivi Ministeri dell’Istruzione e alla traduzione delle opere classiche italiane e cinesi.

Ribadire la necessità di un approccio multilaterale

Per quanto riguarda i conflitti attualmente in corso nel mondo, il Presidente Mattarella, durante la visita in Cina, ha insistito sull’importanza del multilateralismo per raggiungere la pace attraverso la diplomazia. «Vi sono, davanti all’umanità – ha detto il Presidente in un’intervista rilasciata alla televisione cinese – tante sfide globali che nessun Paese da solo può affrontare».

L’Italia, dunque, non vuole “perdere il treno” delle nuove dinamiche economiche mondiali e, per questo, è consapevole dell’importanza di rilanciare il partenariato strategico con la Cina. Inoltre, essendo uno degli Stati fondatori dell’Unione Europea, il Bel Paese può giocare un ruolo di primo piano nell’agevolare le relazioni politiche tra questi due mondi.

 

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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