Il Parlamento italiano, dopo 15 anni di rimbalzi, ha approvato la legge che garantisce cure mediche davvero a tutti: da oggi, infatti, anche le persone senza fissa dimora potranno ricevere cure dal medico di base. Un grande passo per il nostro Paese, supportato principalmente dall’associazione Avvocato di Strada. Per BuoneNotizie.it abbiamo intervistato Liana Falcon, avvocato e rappresentante dell’associazione Avvocato di Strada di Venezia e Walter Marenda, medico di base piemontese. Scopri di più.

Avvocato di Strada: 15 anni di lavoro per garantire le cure a chi è senza fissa dimora

Il 6 novembre 2024 il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge, firmato da Marco Furfaro, per garantire cure ed un medico di base ai senza fissa dimora. Il provvedimento, già approvato alla Camera, è ora definitivo. Fra i principali sostenitori del progetto, gli avvocati dell’associazione Avvocato di Strada.

Liana Falcon, è avvocato di origini friulane, lavora a Mestre e, oltre ad occuparsi di diritto civile, fa parte dell’associazione. «Il diritto alle cure è alla base della nostra Costituzione – spiega Falcon – per 15 anni, noi dell’associazione Avvocato di Strada ci siamo battuti per garantire questo diritto anche alle persone senza fissa dimora. Qualunque sia stata la loro storia, la loro vita è appesa ad un filo e garantire loro la presenza del medico base, ci rende davvero parte di una democrazia. La garanzia del diritto alla salute per le persone più fragili finora era stata assolta dalle associazioni del terzo settore e, infatti, non erano tutelate dallo Stato nel diritto alla medicina di base: se una persona risultava senza dimora e, quindi, senza iscrizione all’anagrafe comunale, non aveva la possibilità di avere un medico di base, ma solo di accedere alle prestazioni di emergenza presso i pronto soccorso. Ora sarà più semplice, anche se in via sperimentale».

Il medico di base per le persone senza fissa dimora

Walter Marenda è medico di base in provincia di Cuneo. Con il suo impegno come medico farà parte della sperimentazione che inizierà nel 2025.

«A partire dal 2025 sarà attivata una sperimentazione per dare cure mediche alle persone senza fissa dimoraspiega Marenda – Gli interessati si potranno iscrivere all’ASL di 14 città italiane che aderiscono a questi due anni di prova. Le città coinvolte sono Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. In questi due anni ai medici di base verranno assegnati i nuovi pazienti. Grazie a questa legge daremo davvero il nostro contributo per garantire una migliore accessibilità alle cure mediche».

Medici e avvocati in prima linea

I medici e gli Avvocati di Strada sono riusciti a colmare il vuoto normativo che regnava da anni. Fra i prossimi obiettivi vi è quello di ampliare il progetto a tutte le città italiane e garantire le cure anche ai migranti. «Nonostante la grande soddisfazione – continua l’avvocato Falcon – vorremo garantire le cure mediche anche ai migranti. Il disegno di legge è, al momento, destinato solo agli italiani e non coinvolge i cittadini stranieri. Rimaniamo comunque fiduciosi che questo primo passo possa davvero essere l’inizio di un periodo di maggiore umanità, che garantisca il benessere e la salute di tutti».

I medici delle 14 città coinvolte, avranno il supporto da parte dello Stato, nella cura dei nuovi pazienti: è stato stanziato 1 milione di euro e si prevede un risparmio notevole, rispetto alle cure in pronto soccorso. «Poter essere il medico di base anche delle persone senza fissa dimora mi riempie di gioia – conclude Marenda – ogni medico compie il Giuramento di Ippocrate e, da oggi la frase “E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre” sarà davvero realtà».

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Edoardo Casolo

Edoardo Casolo

Sono appassionato di geopolitica, cinema e cultura, di viaggi e di industria video-ludica. Vicentino ma vivo a Venezia, città che ho amato dal primo momento in cui l'ho vista. Con il laboratorio di giornalismo realizzerò il mio sogno di diventare pubblicista.

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