Dal 2000 la mortalità infantile nel mondo è diminuita del 51%, con punte del 75% in Cambogia, Malawi, Mongolia e Ruanda. Tale mortalità in Italia è molto bassa. Crescono inoltre a livello globale il tasso di istruzione e le tutele sociale.
Il 20 novembre di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, istituita per permetterci di sviluppare una maggiore consapevolezza sui diritti dei bambini.
L’iniziativa, voluta nel 1954 dall’ONU, ci consente di riflettere su come migliorare il benessere nell’infanzia e nell’adolescenza. Milioni di bambini nel mondo sono, infatti, vittime di variegate forme di violenza, come sfruttamento, tratta, reclutamento alle armi, induzione al matrimonio, mutilazione genitale.
L’UNICEF ha evidenziato gli effetti controproducenti sull’infanzia e sull’adolescenza causati dai rapidi mutamenti globali, come quelli ambientali, demografici e tecnologici. Cambiamenti che, insieme ai conflitti bellici, rischiano di compromettere seriamente i diritti dei bambini, come quello alla salute. Alla richiesta dell’Organizzazione di esprimere un desiderio per il 2050, i ragazzi auspicano un mondo sicuro, senza malattie, guerre e pericoli climatici.
C’è spazio, comunque, per essere ottimisti.
Cala la mortalità, cresce l’istruzione
L’UNICEF, con l’ultimo rapporto “The State of the World’s Children 2024”, ha esortato i Governi ad agire per salvaguardare i diritti di bambini e adolescenti. “Sono esposti a molteplici crisi, dagli shock climatici ai pericoli online”, ha dichiarato Catherine Russel, Direttrice Esecutiva dell’Organizzazione. Che ha puntualizzato: “Serve un’azione concreta per non vanificare i progressi compiuti da decenni”.
Tra i miglioramenti riscontrati emerge che nel 2022 sono state circa 100.000 le vite di bambini, sotto ai 5 anni di età, sottratte alla morte rispetto al 2021. Anche il diritto alla scolarizzazione sta progredendo: l’istruzione primaria, garantita nel 2000 all’80% dei bambini, attualmente è assicurata all’89% di loro, che si prevede saranno il 96% nel 2050.
Occorre, però, ridurre il divario tecnologico tra Paesi, migliorando così il diritto dei bambini di accedere alle competenze digitali, indispensabile nell’istruzione e, successivamente, nel lavoro. Infatti, agli inizi del 2025 negli Stati poveri solo il 26% della popolazione disporrà di internet, mentre in quelli ricchi il 95%. Per ridurre il citato gap risulterà strategico realizzare infrastrutture e formare i giovani all’uso consapevole della tecnologia, addestrandoli anche a come comportarsi di fronte a contenuti potenzialmente dannosi.
Aumentando protezione sociale e diritti dei bambini
Per l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), UNICEF e Save the Children, nel mondo vivono 1,4 miliardi di ragazzi con meno di 15 anni d’età, i cui familiari non beneficiano di alcuna di forma protezione sociale, come assegni e crediti d’imposta. L’assenza di sostegni economici amplifica l’esposizione alla povertà dei bambini, ripercuotendosi sui loro diritti.
Tali organizzazioni hanno, quindi, creato una piattaforma di monitoraggio online (Global Child Benefits Tracker), per colmare il divario tra Paesi poveri e ricchi, ove il tasso di protezione sociale è, rispettivamente, del 9% e dell’84,6%. Fortunatamente l’incremento su scala mondiale delle tutele sociali, passate dal 20% nel 2009 al 28,1% nel 2023, ha contribuito a rendere meno precarie l’alimentazione, l’istruzione e la salute nelle famiglie, ove pure il rischio per i bambini di ammalarsi è diminuito. Ciò ha inciso anche sul drastico calo della mortalità infantile nel mondo (-52% negli ultimi 20 anni).
Diritti dei bambini al primo posto. Priorità al loro benessere (foto di Ben White da Unsplash).
I diritti dei bambini al primo posto
Sul benessere dei bambini è stato incentrato il 79° Congresso pediatrico italiano, tenutosi a Firenze dal 20 al 23 novembre 2024. Per Annamaria Staiano, accademica e Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), negli adolescenti crescono i sintomi di depressione e ansia (ecco alcuni rimedi per contrastarla).
Inoltre, il 5% dei ragazzi avverte disturbi causati dall’interazione intestino-cervello, gestibili grazie alla ricerca ed estendendo l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età, promuovendo nelle scuole l’educazione sanitaria e rafforzando le reti pediatriche, già all’avanguardia. Newsweek, infatti, ha incluso 13 ospedali italiani tra le eccellenze mondiali nel curare i ragazzi: sono prevalentemente strutture pubbliche, ubicate dal Friuli-Venezia Giulia alla Campania.
Noi tutti, impegnandoci a vari livelli a sostenere i diritti dei bambini, possiamo contribuire a preservarli da fame, malattie, guerre e violenze di ogni tipo. In questo modo, faremo un investimento sul nostro bene più prezioso, poiché i giovani sono il futuro dell’umanità. I progressi finora conseguiti, come su mortalità infantile e scolarizzazione, potrebbero incoraggiare a raggiungere ulteriori miglioramenti, concretizzando l’esortazione rivolta da Antonio Guterres, Segretario Generale ONU, ai governanti: “Mettete i diritti dei bambini al primo posto”.