Il 2 dicembre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato alla Conferenza umanitaria internazionale per Gaza (Palestina) tenutasi al Cairo e co-organizzata da Egitto e Nazioni Unite (Onu). L’incontro è stato presieduto dal ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, dalla coordinatrice Onu per Gaza, Sigrid Kaag, e dall’alto commissario di Unrwa, Philippe Lazzarin.

Lo scopo principale del summit è stato quello di rafforzare gli aiuti destinati alla popolazione della Striscia, in particolar modo sotto forma finanziaria, e tenere alta l’attenzione sulla grave situazione che sta vivendo da oltre un anno di conflitto.

La road map dell’Onu: aiuti umanitari, immediata cessazione del conflitto e solide basi per la ricostruzione

“Mentre ci riuniamo al Cairo, l’umanità stessa è messa alla prova”. Ha esordito con queste parole la vice segretaria generale dell’Onu Amina J. Mohammed, durante il suo intervento, pronunciato a nome del Segretario generale António Guterres.

“Come ho detto più volte, – ha osservato – nulla giustifica gli abominevoli atti di terrore di Hamas del 7 ottobre, né la presa di ostaggi. E nulla giustifica la punizione collettiva del popolo palestinese. Eppure le condizioni dei palestinesi a Gaza sono spaventose e apocalittiche”.

Per arginare questa tragica situazione, è necessario prestare il massimo sforzo affinché sia garantita innanzitutto un’immediata ondata di aiuti al popolo palestinese. Inoltre, occorre prepararsi a lavorare ad un potenziale cessate il fuoco, per poi iniziare a gettare le basi per il futuro, con uno sguardo orientato alla ripresa e alla ricostruzione. Questi, i tre obiettivi che si è dato l’Onu sulla Palestina.

L’Italia ha il compito di facilitare il dialogo tra le parti

Antonio Tajani nel corso della conferenza ha avuto modo di ribadire la posizione che l’Italia ha assunto sin dagli attentati di Hamas del 7 ottobre 2023. È necessario arrivare al più presto ad un cessate il fuoco tra l’organizzazione palestinese ed Israele. Intanto, vanno garantiti gli aiuti alla popolazione della Striscia, che è stremata dopo più di un anno di conflitto, ha spiegato.

Posizione che nei giorni scorsi è stata lodata dal presidente della Palestina Abu Mazen, nel corso di un’intervista ad Avvenire (30 novembre), nel quale ha sottolineato l’impegno dell’Italia nel fornire agli aiuti al popolo palestinese. “Ringraziamo il governo amico e il popolo italiano per il suo sostegno nel raggiungimento della pace in conformità alle leggi internazionali, nel rispetto dei diritti legittimi del popolo palestinese”, ci ha tenuto ad affermare il presidente dell’Autorità nazionale palestinese.

Sullo stesso quotidiano (3 dicembre), il ministro Tajani ha ricordato del resto che l’Italia non ha mai smesso di far mancare il proprio sostegno ad Israele. Tel Aviv ha il diritto di difendersi e di rispondere all’attacco terroristico. Tuttavia, il conflitto non può essere infinito, ha ricordato il titolare della Farnesina. “Israele deve ammettere che i suoi obiettivi militari sono stati raggiunti, e che adesso – dopo la tregua in Libano – è possibile fermare le operazioni a Gaza”, ha aggiunto.

L’Onu scommette sul ruolo dell’Italia e sul suo storico rapporto con la Palestina

Sul fronte degli aiuti, il ministro ha ricordato le iniziative messe in campo con il progetto “Food for Gaza”. Quest’ultimo è nato per far fronte a due scopi principali: facilitare il confronto fra agenzie alimentari presenti a Roma (Fao, Pam) e istituzioni sanitarie come la Croce rossa; e, in secondo luogo, raccogliere aiuti alimentari e medicinali da destinare a Gaza.

Nel fare ciò, spiega Tajani, si sono evidentemente coinvolti sia l’Autorità palestinese che Israele. Pur essendo rivali, vi è infatti la concreta speranza che lo sforzo di entrambi, dal punto di vista umanitario, possa far progressivamente riavvicinare le parti. Israele e Palestina saranno infatti chiamati a ricostruire rapporti e infrastrutture, una volta cessata la guerra.

Un buon segnale, da questo punto di vista, è arrivato giovedì 5 dicembre. Hamas ha infatti accettato la proposta egiziana di formare un comitato congiunto per gestire la Striscia di Gaza dopo la guerra in corso. Resta però indispensabile fermare il conflitto, per poi riprendere il confronto politico e diplomatico. L’Italia, come già fatto in altre occasioni, “farà la sua parte”, sottolinea Tajani.

 

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Diego Benedetto Panetta

Giurista con specializzazioni in campo notarile, societario e canonistico. Accanto alle norme, una grande passione per la retta filosofia, senza la quale codici e leggi possono ben poco. Autore di tre libri, collabora inoltre con riviste specializzate e testate online, tra cui BuoneNotizie.it.

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