La Toscana è la prima regione d’Italia a consentire l’accesso degli animali domestici negli ospedali e nelle RSA. Un progetto per portare conforto ai pazienti ricoverati. Scopri di più con BuoneNotizie.it e con le nostre interviste esclusive.

La regione Toscana in prima linea per la salute

La regione Toscana si fa pioniera, in Italia, di una serie di progetti innovativi nel campo ospedaliero. Pochi mesi fa è stata la prima regione italiana a proporre un progetto per alleggerire il peso dei Pronto Soccorso, realizzando dei punti di pronto intervento rapido. In queste settimane, la Toscana ha inaugurato un regolamento che consente la presenza degli animali domestici nelle RSA e negli ospedali. Il dottor Alessio Bagonzi, psichiatra fiorentino, approfondisce questo tema.

«Immaginate di essere ricoverati in ospedale e di non avere più il conforto del vostro animale domestico – esordisce il dottor Bagonzi – la sensazione di vuoto può essere davvero violenta sulla psiche, ma anche sul fisico. La regione Toscana, dopo anni di tentennamenti, ha deciso di dare la possibilità ai pazienti di ospedali e RSA di ricevere la visita del loro amico a 4 zampe. Come psichiatra posso certificare il grande beneficio che questo comporta sugli umani, il senso di alleggerimento sul paziente, ma anche la sicurezza per l’animale, che potrà tornare ad abbracciare il suo padrone».

Una visita programmata per gli animali domestici in ospedale

Il regolamento introdotto dall’Asl Toscana Sud Est, consente l’accesso negli ospedali o nelle RSA a cani, gatti e altri animali da compagnia. «La procedura prevede che il paziente comunichi, con almeno 24 ore di anticipo, l’intenzione di organizzare la visitacontinua il dottor Bagonzi – in modo da evitare sovrapposizioni e consentire al personale di organizzarsi. Gli incontri avvengono in sale comuni dedicate e in orari specifici, in modo da consentire la sanificazione degli ambienti e non disturbare gli altri pazienti. I benefici sono davvero molteplici e siamo fieri di essere riusciti a raggiungere questo obiettivo».

L’accesso degli animali domestici sarà limitato in aree sensibili come pronto soccorso, sale per la dialisi, sale operatorie e neonatologia. L’animale dovrà essere microchippato, vaccinato e accompagnato da una persona che ne garantisca il controllo. Rispettati questi requisiti, le persone ricoverate potranno stare in loro compagnia per almeno un’ora, ritrovando la normalità perduta.

Gli animali domestici negli ospedali: l’esempio positivo della Francia

L’esempio positivo della presenza degli animali domestici negli ospedali è stata confermata in Francia. L’ospedale di Villeneuve-Saint-Georges, nell’area regionale di Parigi, da oltre un anno consente l’accesso degli animali domestici negli ospedali, in particolare per i pazienti ricoverati in terapia intensiva. I risultati sono stati davvero positivi: ansia e depressione si sono ridotti di oltre il 60% sui pazienti, che hanno riscontrato una maggior forza mentale e fisica nell’affrontare la loro degenza in ospedale e un maggior sollievo nel vedere il loro animale domestico.

La presenza degli animali domestici negli ospedali renderà così la regione Toscana pioniera di questo importante progetto, che potrebbe essere applicato da altre regioni italiane, ma anche da altri Paesi europei.

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Edoardo Casolo

Edoardo Casolo

Sono appassionato di geopolitica, cinema e cultura, di viaggi e di industria video-ludica. Vicentino ma vivo a Venezia, città che ho amato dal primo momento in cui l'ho vista. Con il laboratorio di giornalismo realizzerò il mio sogno di diventare pubblicista.

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