Siamo nell’era di un mondo sempre più interconnesso digitalmente, ma in realtà ben distante dalla verità che ci circonda. Volgiamo lo sguardo verso gli smartphone e veniamo avvolti da un oceano di informazioni non sempre corrette. Proliferano, infatti, con molta enfasi notizie false o che mancano di completezza.

Di ciò, ne è ben consapevole Ruben Razzante, docente di Diritto dell’Informazione presso l’Università Lumsa di Roma e di Deontologia Giornalistica alla Pontificia Università Lateranense e editore del sito DirittoDell’Informazione.it, sottolineando come il giornalismo debba contrastare le fake news o l’incompletezza delle notizie.

Come si potrebbe circoscrivere la situazione attuale? Ruben Razzante identifica una situazione di intermittenza nel giornalismo: sono presenti esempi lodevoli del mestiere, ma anche svariati casi di sciacallaggio mediatico, dove la verifica delle informazioni viene a mancare. La notizia stessa è utilizzata come strumento per finalità politiche. Questa situazione crea una distanza marcata tra fatto riportato e verità, rendendo ancora più complesso per i lettori districare l’immenso groviglio di notizie false.

Spesso la realtà che viviamo è filtrata attraverso il punto di vista dell’editore, del direttore o di chi detiene il potere. Ciò rende il giornalismo una forma di propaganda e non un semplice racconto dei fatti. “Un buon giornalista non crea la verità, la scopre” – è con questa affermazione che Ruben Razzante sottolinea l’importanza di riportare i fatti in maniera eticamente corretta.

“L’impatto che hanno le notizie nella società è sempre più ridotto se parliamo del giornalismo professionale, perché ormai con i social sono tutti  giornalisti: tutti scrivono post e informazioni. Non riusciamo a ricondurre ciò che leggiamo a dei giornalisti, bensì a degli autori di testi che spesso giornalisti non sono”.

Quali sono le possibili soluzioni? Il legame tra etica e giornalismo è cruciale nello svolgere questo mestiere in maniera corretta. A tal proposito, Ruben Razzante definisce l’etica relazionata al giornalismo come “bussola che deve orientare il buon agire di un giornalista. L’etica non è un ostacolo alla libertà, ma una luce che guida l’esercizio del diritto di cronaca. Il giornalista deve sempre tener conto di condurre il proprio mestiere seguendo un approccio che sia deontologicamente corretto.

All’interno di uno sguardo eticamente giusto si colloca quello che Razzante definisce una tipologia di giornalismo equilibrato: il giornalismo costruttivo. A tal proposito afferma: “La completezza è uno dei requisiti fondamentali di una corretta divulgazione, se l’informazione non è completa non è neanche corretta. Se c’è il contraddittorio vuol dire che si ascoltano tutti i punti di vista e quindi l’informazione può essere considerata corretta, perché dà una rappresentazione completa della realtà. Quindi, il giornalismo costruttivo per me vuol dire giornalismo equilibrato. È un giornalismo al servizio della persona e della verità sostanziale dei fatti”.

La velocità con cui proliferano notizie incomplete che non riportano possibili soluzioni o eventuali lati positivi connessi al problema presentato, rende ancora più urgente la necessità di giornalisti che sappiano raccontare anche i risvolti positivi di un evento. Solo in questo modo si potrà stimolare la partecipazione attiva dei lettori e migliorare la fiducia nella realtà che ci circonda.

Il giornalismo costruttivo genera maggiore fiducia verso la società

Il giornalismo costruttivo aiuta a formare un’opinione pubblica più consapevole e fiduciosa verso la società: “Credo che bisognerebbe trovare delle nuove forme per rendere fruttuoso questo giornalismo costruttivo e fare in modo che si parli anche delle cose notevoli che compiono tutti i giorni milioni e milioni di persone” – conclude il professor Razzante.

L’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo si occupa proprio di divulgare un approccio maggiormente orientato alle soluzioni. “Ciò è possibile attraverso la formazione e l’apprendimento di nuove competenze in grado di far emergere anche gli aspetti positivi di fatti che in apparenza risultano solo drammatici” – afferma Silvio Malvolti, fondatore e presidente dell’Associazione (lo abbiamo intervistato qui). L’obiettivo è quello di raccontare i fatti nella loro totalità. La completezza di una notizia non si ferma solo agli aspetti negativi.

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Alice Casillo

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