Dare oggi una definizione esatta della felicità significa tentare di fare i filosofi. Non serve descriverla. Basta imparare ad essere felici il più possibile. In una società come la nostra in cui domina la paura e l’insicurezza su tutto, si può dire che hanno vita facile coloro che vivono influenzando gli altri. Leggo di molte promesse di una vita felice, soddisfacente all’istante, perché in fondo a nessuno piace conquistare qualcosa… che peccato!

Ma cos’è la felicità? La felicità è innanzitutto creatività. È capacità di vedere nel sole ogni mattina qualcosa di magico, di guardare il mare e meravigliarsi ogni volta dell’immenso spettacolo della natura, di apprezzare un bel prato verde. Tutte cose scontate? Non direi, visto che molta gente guarda il mare solo per fare un bagno d’estate, altrimenti non esiste. E così con tutti gli spettacoli della natura.

Insomma, tutto questo per dire che, se non ci emozioniamo ogni mattina anche solo per il diverso colore del cielo, dobbiamo capire che la nostra capacità di essere felici è messa in un angolo per far posto a mille altri pensieri.

Cosa non è la felicità

Ma quello che di più sbagliato possa esistere è il confondere la felicità con l’ebbrezza, quella condizione simile all’ubriachezza che ci fa sentire grandiosi ed emozionati per una nuova avventura sentimentale o per un viaggio lontano o altro. Invece no, la vera felicità non coincide con l’entusiasmo di fare qualcosa che ci piace. Quella è ebbrezza, è il picco massimo ma dura poco.

La gioia di vivere che accompagna una persona felice, seppur con alcune sfumature, invece è una costante. Non si può essere felici solo quando accade qualcosa di eclatante, altrimenti lo saremmo rarissime volte.

Così come è una felicità effimera, breve e ad alto rischio, quella che affidiamo ad un’altra persona. Questa è la felicità più illusoria: un amore cambia, una persona cambia e ogni cambiamento va inevitabilmente a modificare questo tipo di felicità che poggia, erroneamente, su qualcuno.

La felicità è nostra: se sappiamo o impariamo a saper gioire di noi stessi, abbiamo la capacità poi di condividere questa nostra gioia con gli altri. Parola di una persona che ha fatto della felicità il suo credo.

Tratto dal libro: “La felicità? Ve la do io!

 

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