I musei del futuro tra realtà e immaginazione.

Uno dei settori più colpiti dagli effetti economici della pandemia da Covid-19 è quello della cultura e dei musei. Fin dai primi lockdown del 2020 sono scattate le chiusure dei luoghi della cultura che, tuttavia, in questi mesi hanno trovato nuove forme di espressione e creato un nuovo presente e nuove strade per il futuro. Ecco, quindi, una fotografia di come sarà andare al museo nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

Negli ultimi mesi le visite a questi luoghi sono diventate totalmente virtuali, ma la forma futura è sicuramente ibrida. “La strategia utilizzata, durante il periodo Covid, ossia, quella di incrementare l’attività digitale attraverso i canali social, ha dato la possibilità agli edifici museali di non chiudere mai”: sono parole di Valentino Nizzi, direttore del museo etrusco di Villa Giulia, intervistato da BuoneNotizie.it sul tema.

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Musei: il virtuale diventerà stabile, l’esperienza mista anche

La maggior parte delle visite virtuali sono gratuite e possono essere vissute sul proprio divano, da casa. Per ora, perché va da se che le visite via web diventeranno a pagamento, anche per assicurare una forma di sostentamento per questi luoghi di cultura e di storia.

In che modo, la situazione attuale inciderà su quella futura?  Verranno a crearsi due categorie di visitatori: quelli fisici e quelli virtuali. In mezzo anche delle esperienze miste di interazione virtuale con le opere nei palazzi museali o dei percorsi che inizieranno a casa (o nelle scuole) per continuare al museo. Infine avremo anche esperienze immersive e di realtà aumentata nei luoghi museali come ulteriore modalità dello stare al museo (quando si potrà, naturalmente).

Soluzioni di progresso, innovazione e tecnologia

La società ETT Solutions, a proposito di interazione, progresso e interattività, ha realizzato delle video guide disponibili in 6 lingue per i musei Civici di Roma. Questa creazione valorizza i musei attraverso contenuti con strumenti multimediali innovativi. Le video guide sono fruibili  già presso i musei Capitolini, dell’Ara Pacis e dei Mercati di Traiano, ma anche nel Museo dei Fori Imperiali.

I visitatori possono godere delle video guide in vari modi: scaricandole in appositi store del museo, sul loro smartphone, oppure, noleggiando i tablet appositi sempre all’interno dello stesso. Questi nuovi strumenti, composti di immagini e video oltre che di spiegazioni, aumentano, a 360 gradi, l’interattività durante la visita e coinvolgono di più persone di qualsiasi età.

In aumento gli strumenti interattivi nei musei

Un altro strumento tecnologico si sta facendo posto nei musei, il suo nome è Beacon. Quest’ultimo serve a coinvolgere il visitatore nei confronti dell’opera d’arte. Come nel caso precedente, anche in questo, ai visitatori basterà scaricare sui propri smartphone un’applicazione. Quest’ultima servirà a dialogare con il beacon posto nelle vicinanze dell’opera d’arte.

“Basta installare un Beacon vicino a un quadro o una statua – scrive Beacon Italia – che essa comincerà subito a dialogare coi visitatori. Descrizioni, cataloghi, audioguide, ma anche quiz e giochi, appariranno sugli smartphone e tablet dei turisti, che potranno così interagire con l’opera. Grazie alle app associate, i visitatori potranno portarsi l’esperienza anche a casa, proseguendo così la visita ben oltre i muri fisici del museo”.

In Europa sono solamente due gli edifici museali a usufruire di questa innovazione tecnologica. Ne sono provvisti il museo di Palazzo Farnese di Piacenza, in Italia, e la casa-museo di Rubens, ad Anversa, in Belgio.

L’ibrido si fa posto nel mondo

La Fabbrica del Vapore, di Milano, che ha riaperto al pubblico il 2 febbraio 2021, riinizia l’attività con un’importante esposizione, quella di Frida Kahlo – Il caos dentro. Quest’ultima è infatti organizzata attraverso, oltre alle opere d’arte, anche al percorso interattivo e sensoriale che intende coinvolgere pienamente il visitatore con la multimedialità. In questo modo verranno ripercorse la vita, la storia e la creatività dell’autrice. Si tratta di un altro esempio di come il museo avvolga il visitatore e “aumenti” la qualità del rapporto con lui. Online e offline.

La Verizon, invece, ha lanciato un progetto per rivoluzionare la concezione del museo. Grazie al 5G, Verizon, in collaborazione con il Museo Smithsonian di Washington, sta già proponendo esperienze di visione tridimensionale di reperti e opere a casa grazie alla realtà aumentata in collaborazione con il museo.

I musei creeranno luoghi di appartenenza e membership con sempre maggiori relazioni con le scuole per istruire, formare e affascinare gli studenti di ogni ordine e grado attraverso programmi ibridi, virtuali e fisici. Il tutto con esperienze immersive nuove e futuristiche dove la tecnologia prenderà sempre più spazio. Per il museo, nel futuro, c’è ancora speranza.

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