La proposta costruttiva della compagnia teatrale Anà-Thema Teatro, che si è inventata un originalissimo “vaccino culturale”.

È indubbio che il teatro sia stato tra le categorie più penalizzate durante la pandemia e nei vari lockdown, tuttavia nonostante la chiusura al pubblico, è sempre stato luogo di lavoro degli artisti, che imperterriti hanno continuato a lavorare, sperimentando anche nuove forme che l’attuale contesto pandemico ha obbligato a pensare e a utilizzare. Buonenotizie.it, che ha cercato di dare voce al teatro, durante la pandemia, ha incontrato Luca Ferri, direttore artistico della compagnia teatrale “Anà – Thema Teatro”, per parlare anche di un progetto che da giorni anima il web: portare il teatro negli hub vaccinali.

Come nasce l’idea?

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L’idea trae origine da un desiderio di ripartenza. Come sappiamo, i teatri e i loro uffici sono rimasti chiusi al pubblico ma, all’ interno, hanno continuato a lavorare per creare nuove proposte. La pandemia non ha portato solo la malattia e i sintomi che abbiamo imparato a conoscere, ma anche disagi psichici come l’isolamento e la solitudine. Sulla base di questa riflessione abbiamo sviluppato il concetto di “vaccino culturale”, quello appunto teatrale che cura la parte dell’isolamento e del disagio psicologico.  Quindi abbiamo pensato a questo progetto che realizzeremo per la prima volta il prossimo 3 giugno nell’ hub vaccinale di Udine, dopodiché proseguiremo in tutta la regione.

Qual è la struttura del format teatrale?

Gli spettacoli avranno una  durata di 15 minuti in due ore (dalle 14 alle 16), la durata dell’attesa che le persone devono rispettare subito dopo il vaccino. Si esibiranno un attore e un  cantante, che racconteranno la storia dell’uomo nelle varie pandemie e la rinascita grazie all’ arte.  Tra i classici proposti ci saranno il Decameron di Giovanni Boccaccio e Antonio e Cleopatra e Re Lear di William  Shakespeare. 

La pandemia ha alimentato nuovi modi di fare teatro? Se sì, come?

La nostra compagnia gestisce il Teatro della Corte di Osoppo (UD) e fortunatamente durante il lockdown abbiamo lavorato bene, riuscendo a sostenere gli stipendi del teatro e della compagnia e a lavorare tanto per costruire quello che stiamo proponendo adesso, con un calendario ricco di date  per tutta l’estate (dal 5 giugno al 24 agosto). Il teatro è sicuramente fatto di presenza, ma la pandemia è stata in un certo senso occasione di trasformazione grazie all’ausilio dei nuovi media. Se possiamo aiutare il nostro pubblico con i mezzi online, lo facciamo. Questo periodo ci ha obbligati a sviluppare nuove idee e progetti e affrontare le difficoltà attraverso nuove modalità.

Pensate di portare il vostro spettacolo anche fuori regione? 

Il progetto nasce come regionale e la Regione lo ha accettato subito con grande entusiasmo. Quello di giugno sarà un mese pilota che ci permetterà di sperimentare, osservare l’accoglienza e pensare eventualmente di portare lo spettacolo anche in giro per l’Italia.

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Francesco Bia

Docente di lettere e aspirante pubblicista. Ho collaborato per sei anni con due settimanali locali scrivendo di attualità, cultura, spettacolo, cronaca e sport. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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