200 anni di Gustave Flaubert, lo scrittore che sconvolse la critica con la sua Madame Bovary: una donna che è moderna anche oggi. Ecco perché.

Il 12 dicembre 1821 nasceva Gustave Flaubert, lo scrittore che 200 anni fa sconvolse la critica con uno dei suoi romanzi più celebri: Madame Bovary. Emma Bovary è una ragazza benestante che spera di vedere esaudite le sue fantasticherie romantiche nel matrimonio con il marito Charles. Ma, delusa dalla monotonia della vita borghese e sempre più in preda a un incurabile bovarismo, Emma intraprende – nel corso del romanzo – due relazioni extraconiugali, mentendo sovente al marito  fino a un tragico suicidio.

Come è facile immaginare, il romanzo scosse l’opinione pubblica a tal punto che Flaubert venne messo sotto processo per “offese alla morale pubblica e religiosa”. Scrivere di adulterio ai danni di un uomo era sufficiente per scandalizzare anche gli intellettuali dell’epoca. Questo, solo 200 anni prima dell’obiettivo numero 5 dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile: raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione della donna.

200 anni di Flaubert: il peso della sua opera letteraria

Gustave Flaubert nasce 200 anni fa da una famiglia abbiente e ha frequentazioni altolocate. La letteratura per lui è quindi qualcosa a cui dedicare la propria vita senza pressioni di tipo economico. Anche (probabilmente) per questo, Flaubert non crede all’impegno né a una missione pedagogica della letteratura. Ma, nonostante ciò, getta le basi per qualcosa di più significativo di quanto lui stesso avrebbe potuto immaginare: crea un personaggio femminile che fa quello che potrebbe fare un personaggio maschile. Così, senza differenze particolari (Emma ne fa una tragedia ma questo è riconducibile all’indole del personaggio piuttosto che al suo genere), Flaubert crea un personaggio femminile che – sebbene sia infarcito di ideali romantici e alla ricerca dell’amore come scopo di vita – fa “quello che fanno gli uomini”, giusto o sbagliato che sia. E ha un successo incredibile.

Flaubert, assolto infine dalle accuse, farà da apripista a una serie di romanzi, più o meno celebri, retti da storie di donne infedeli: Anna Karenina di Lev Tolstoj, Il velo dipinto di William Somerset Maugham, Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado, L’amante di Lady Chatterley di D. H. Lawrence ecc. Se la letteratura esercitava – o esercita – una sorta di influenza sul pubblico, questo potrebbe essere stato l’inizio di qualcosa di importante, almeno in ambito letterario.

Flaubert: provocatore incosciente o femminista inconsapevole?

Nel 2014, Emma Watson tenne un discorso alle Nazioni Unite sulla parità di genere. Parlò di quelli che sono i “femministi inconsapevoli”, ovvero coloro che trattano gli uomini e le donne allo stesso modo, in modo naturale, senza filtri o preconcetti artificiali. Sebbene Flaubert fosse rivoluzionario già solo per essersi in qualche modo distaccato dalla corrente letteraria del realismo, è possibile che fosse anche uno di questi femministi inconsapevoli (seppur a uno strato embrionale)?

L’obiettivo numero 5 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile parla di “porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze” e di “adottare e intensificare una politica sana e una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le bambine, a tutti i livelli. La promozione di questi obiettivi passa anche attraverso l’intrattenimento e lo spettacolo, che dovrebbero avere – tra gli altri – un ruolo di educazione sociale.

Sono passati due secoli dalla nascita di Gustave Flaubert, che forse oggi potrebbe essere ricordato come uno scrittore “femminista inconsapevole”: colui che ha scosso l’opinione pubblica dando a Emma Bovary un ruolo che non si addiceva a una donna e che ha scritto del diverso aprendo la strada a una concezione nuova del personaggio femminile.

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