La guerra Russia-Ucraina ha provocato un sincero e doveroso interesse verso una tematica che, spesso e volentieri, il grande schermo ha saputo riprodurre in maniera estremamente accurata.

Proprio per questo, il cinema è sempre stato un valido alleato nella comprensione di alcuni eventi storici, talvolta troppo dispersivi e profondi per poterne valutare gli aspetti fondamentali.

Da lungometraggi autobiografici a veri e propri documentari, ecco le pellicole più rappresentative dell’attuale conflitto tra russi ed ucraini.

Winter on fire, Ukraine’s fight for freedom (2015): gli albori della guerra Russia-Ucraina

Evgeny Afineevsky, israeliano naturalizzato statunitense, è il regista di un documentario contenente un momento chiave del conflitto Ucraina-Russia.

La pellicola narra dei 93 giorni, tra il 2013 ed il 2014, nei quali pacifiche manifestazioni studentesche si tramutarono in vere e proprie proteste nazionali.

Quasi un milione di persone chiesero a gran voce le dimissioni del Presidente della Repubblica, accusato di capeggiare un regime politico corrotto e insensibile alle richieste di integrazione europea.

Frost (2017): quando la vita conta più delle idee

Il regista Šarūnas Bartas racconta la storia di Rokas ed Inga, due giovani lituani che si uniscono ad un convoglio umanitario diretto in Ucraina.

Il viaggio svela una doppia dimensione: quella materiale, rappresentata dalla guerra vera e propria, e quella umana, dove non esistono più bontà e cattiveria, ma solo sofferenza nuda e cruda. Ognuno ha il proprio punto di vista, apparentemente ferreo e incorruttibile ma, se paragonato ai drammi personali dei vari personaggi, puramente astratto.

In Frost il vero campo di battaglia sono le emozioni, messe in primo piano rispetto alla guerra in Donbass, che fa da terribile sfondo.

guerra russia-ucraina spiegata sul grande schermo

Donbass (2018): la regione simbolo della guerra Russia-Ucraina

La regione del Donbass è diventata, suo malgrado, protagonista indiscussa di notiziari e comunicazioni delle ultime settimane. Nonostante ciò, in pochi sanno le vere origini del conflitto in questa zona orientale dell’Ucraina.

Nel 2014, in seguito all’annessione della Crimea da parte di Putin, milizie filorusse diedero il via a diversi scontri di matrice separatista. Luhansk e Donetsk, entrambe interne al Donbass stesso, ottennero de facto la condizione di Stati a riconoscimento limitato.

Sergei Loznitsa, regista del film, contrappone perfettamente i nazionalisti ucraini e i sostenitori della Repubblica popolare di Donetsk, scegliendo come genere quello del black humor.

Vincerà il premio per la miglior regia al Certain Regard di Cannes 2018.

Atlantis (2019): le possibili conseguenze della guerra Russia-Ucraina

Le intenzioni fantascientifiche del regista Valentyn Vasyanovych, ad oggi, sembrano più realistiche che mai. Il film è ambientato nel 2025, cioè un anno dopo la fine del conflitto tra russi e ucraini.

Per la pellicola, Vasyanovich ha scelto soldati e veterani veri, uomini legati ad un mondo che, se non vissuto in prima persona, risulta assai difficile da metabolizzare.

Tra sindromi traumatiche e un senso di guerra mai veramente conclusa, il lungometraggio sarà premiato come miglior film nella sezione Orizzonti dell’edizione 2019 della Mostra di Venezia.

Bad Roads (2021): la guerra Ucraina-Russia nella vita di tutti i giorni

Se in Donbass Sergei Loznitsa poneva il mondo militare al centro delle proprie idee, in Bad Roads, di Natalia Vorozhbit, i riflettori sono puntati sulla società civile, travolta e impotente di fronte a un destino più grande di lei.

La percezione umana della normalità crolla sotto incertezze e paure, fattori onnipresenti nelle vite di persone completamente in balia della guerra.

La pellicola è tratta da uno spettacolo teatrale della stessa regista ucraina.

Francesco Cretella

Francesco Cretella

Giornalista praticante, innamorato della comunicazione in ogni sua forma. Cinema e sport le mie più grandi passioni, oltre ad una formazione biennale in ambito SEO e Copywriting.

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