Gli adulti trovano molta più difficoltà a imparare una lingua straniera rispetto ai bambini. Il Metodo-Birkenbihl® parte proprio da questa constatazione. A seguito di studi scientifici sul funzionamento del cervello, l’approccio nell’insegnamento delle lingue straniere ai principianti è stato modificato completamente. Ideato dalla psicologa Vera F. Binkenbihl, il metodo si basa sull’apprendimento della lingua prescindendo dallo studio della grammatica. Utilizzato con gran successo nei Paesi di lingua tedesca, ora il Metodo-Birkenbihl®, approda all’Università Roma Tre presso il CLA – Centro Linguistico Ateneo.

Il Metodo-Birkenbihl®: imparare le lingue straniere senza studiare le regole

Il metodo di insegnamento della lingua ai principianti è basato sulla constatazione che, nella prima infanzia, la lingua madre si apprende senza sapere nulla delle sue regole. Solo più tardi a scuola, nelle classi primarie, si inizia a studiare l’analisi grammaticale. Paradossalmente, in età adulta, quando si vuole apprendere una nuova lingua straniera, si comincia “dalla fine” e si viene forzati all’apprendimento con l’analisi grammaticale, sintattica e logica. In questo modo comincia a crearsi un muro di gomma tra capire una regola e saperla usare con immediatezza.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

Alla base di questo approccio innovativo, vi è lo studio del funzionamento del cervello, nell’ambito delle neuroscienze e della psicologia cognitiva, che spiega l’apprendimento attraverso la corretta attivazione dei “neuro-meccanismi” innati nell’uomo. L’impostazione metodologica parte dall’uso di tecniche brain-friendly, in italiano “modalità neuro-gentili”.

L’attendibilità della didattica del metodo è stata verificata da studi scientifici, che hanno confermato come il Metodo-Birkenbihl® aumenta la reattività del cervello, sviluppa la memorizzazione neurolinguistica e che il ricorso del metodo alle “ripetizioni” facilita le connessioni neuronali.

Il metodo è stato verificato per la prima volta da Vera F. Birkenbihl (1946-2011) in USA negli anni Settanta. Quindi, la stessa autrice lo ha portato in Germania. Dopo quarant’anni di sperimentazione, oggi questo approccio metodologico è usato con ampio successo nei Paesi di lingua tedesca, dove l’autrice, considerata in patria una vera leggenda, ha venduto più di tre milioni di libri.

Le quattro fasi del metodo

L’insegnamento ai principianti si divide in quattro fasi: la decodifica, l’ascolto attivo, l’ascolto passivo e le attività. Il primo stadio dell’apprendimento è focalizzato sulla decodifica: sotto al testo in lingua straniera lo studente trova la traduzione “parola per parola”, posizionata in modo perfettamente allineato.

Esempio di decodifica della frase

Esempio di decodifica della frase

Si parte quindi dalla lettura. Facendo il confronto tra le due lingue si riesce a visualizzare da subito la sintassi sconosciuta, in quanto diventa immediatamente trasparente la struttura della lingua straniera. Segue la seconda fase, l’ascolto attivo, la corretta esposizione uditiva alle sonorità della lingua straniera. L’insegnate legge a voce alta, lentamente e ripetendo più volte la stessa frase. Mentre si sente il tedesco si legge il testo decodificato, per ottenere che suono straniero e significato tradotto “si incollino nella memoria lunga”. Successivamente, ci si concentra solo sul tedesco. Nella terza fase, l’ascolto passivo, si ascolta la frase disponibile su MP3, a velocità standard, come sottofondo mentre si sta facendo altro. Seguono quindi le attività di produzione orale ideate da Vera F. Binkerbilhl.

In questo primo stadio dell’apprendimento non vi è alcun esercizio di verifica, in quanto il cervello astrae le regole della grammatica da solo, a livello inconscio, grazie alle modalità e tecniche brain-friendly. Il risultato è che in età adulta si apprende la lingua straniera nello stesso modo in cui si è appresa la lingua madre nell’infanzia.

Il metodo sperimentato all’Università Roma Tre

A portare il metodo in Italia nel 2017 è stata la germanista Christina M. Zum Felde, certificata in Svizzera e in Germania, prima referente Birkenbihl in Italia e docente presso il CLA, Centro Linguistico Ateneo dell’Università Roma Tre. La germanista chiarifica che: “L’impostazione metodologica è da mettere sullo stesso piano di un corso di pianoforte, dove si impara a suonare senza ancora saper solfeggiare. Si scavalca la distanza tra teoria e pratica usando le regole di grammatica con immediatezza“. La modifica dell’approccio alla grammatica, prescindendo da essa, è stata attuata all’Università Roma Tre nei corsi workshop di tedesco (livello A1-B1) e di inglese (A1-A2).

L’entusiasmo degli studenti: l’apprendimento incidentale precede quello intenzionale

I discenti dell’Ateneo hanno riscontrato risultati più che soddisfacenti: confermano l’efficacia dell’apprendimento di interiorizzazione della lingua straniera, senza dover prima studiare la grammatica. Grazie alle molteplici tecniche di apprendimento brain friendly, la lingua risulta più facilmente assimilabile, rispetto alle aride lezioni frontali che obbligano a mero nozionismo. Come dichiara uno studente dei corsi per principianti: “Finalmente il tedesco non fa più paura ed è avvincente parlarlo con immediatezza“.

Condividi su:
Lucia Massi

Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collaboro con BuoneNotizie.it.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici