Cinema e sostenibilità, due facce di un’unica medaglia, anzi, di uno specifico protocollo: il Green Film. Tale iniziativa nasce niente poco di meno che in Italia, precisamente in Trentino. La finalità del progetto pone le basi per una svolta epocale del grande schermo: confrontare i rispettivi impatti ambientali di varie produzioni cinematografiche, tra il 2021 e il 2022.

Da una parte, le produzioni condotte senza tener conto delle risorse ecosostenibili a disposizione, dall’altra, invece, le opere basate interamente sui criteri rispettosi dell’ambiente. I dati sono stati dichiarati all’European film market (Efm) di Berlino, con risultati davvero incoraggianti, evidenziando quali azioni concrete potrebbero attuarsi in futuro, rivoluzionando l’industria cinematografica.

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Green Film: la genesi del progetto in Italia

Il protocollo “Green Film” muove i suoi primi passi grazie alla Trentino Film Commission, nel 2017, in collaborazione col gruppo Punto 3, società di consulenza per progetti ed imprese ecosostenibili. Per verificare l’impatto ambientale di un lungometraggio, Punto 3 ha optato per un’analisi LCA (Life-Cycle Assessment), metodo riconosciuto a livello internazionale per codificare gli effetti di un determinato prodotto sul nostro pianeta.

Tra realizzazione delle pellicole e studio dei dati, gli elementi necessari a emettere un verdetto hanno visto la luce all’European film market (Efm) di Berlino, tenutosi tra il 16 ed il 22 febbraio. Durante la cerimonia, infatti, il Green Film Research Lab ha evidenziato i vantaggi derivanti dalle produzioni ecosostenibili, suddividendo l’analisi in quattro punti principali. Il primo riguarda il risparmio del 96% di emissioni di Co2, grazie all’utilizzo di energie rinnovabili.

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Leggermente inferiore, ma comunque altissimo, il risparmio generato dall’acqua da rete idrica, rispetto alle classiche bottigliette di plastica (93%). Infine, l’eliminazione delle comunicazioni cartacee e la raccolta differenziata porterebbero rispettivamente ad un risparmio del 75% e dell’85%.

Oltre alle produzioni, però, vanno presi i numeri legati alle spese dei produttori stessi: anche in questo caso, fortunatamente, l’analisi porta buone notizie. Le pellicole certificate Green Film, infatti, consentirebbero un risparmio del 45% nel consumo delle bottigliette d’acqua, del 100% nelle comunicazioni cartacee e del 54% nella raccolta differenziata. Per le fonti rinnovabili, d’altronde, l’aumento dei costi corrisponderebbe ad un semplice 2%.

La diffusione del marchio Green Film

Gli standard del protocollo Green Film, però, non hanno fatto breccia solo a Berlino e nel Trentino. All’iniziativa hanno aderito regioni come l’Emilia Romagna ed il Veneto, quest’ultima comunicandolo alla Mostra del Cinema di Venezia, il network europeo di Fondi regionali per l’audiovisivo Cineregio, l’Italian Film Commissions, alla quale sono legate 20 commissioni italiane, e fondi europei come Wallimage (Belgio), Mallorca Film Commission (Spagna) e Zefyr (Norvegia). Per ottenere la certificazione, come indicato sul sito stesso di Punto 3, bisogna:

  • In fase di application la società può scegliere di adottare il disciplinare GREEN FILM indicando, nella checklist scaricabile dal sito green.film, quanti green point intende raggiungere.
  • In fase di produzione e a fine lavori la società sarà in contatto con un Organismo di Verifica idoneo. La valutazione segue una verifica sul set e una verifica documentale, come previsto dal Disciplinare GREEN FILM.
  • A riprese ultimate il soggetto gestore del Marchio assegna la certificazione GREEN FILM al film.

Cinema e ambiente più uniti che mai

Il legame tra cinema e sostenibilità, quindi, si rafforza di anno in anno, mostrando come il grande schermo possa essere un prezioso alleato nella salvaguardia del pianeta. L’esempio di Green Film è uno dei molteplici episodi registrati in questi anni. Diversi attori e attrici hanno sposato da tempo la questione ambientale, contribuendo economicamente e professionalmente alla causa. Tra questi, si possono citare esempi come Leonardo Di Caprio, produttore di vari documentari al riguardo, ed Emma Watson, dal 2014 tra le ambasciatrici del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP). L’ulteriore salto di qualità, dunque, potrebbe appartenere di diritto agli addetti ai lavori.

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Francesco Cretella

Innamorato della comunicazione in ogni sua forma, specialmente se cinematografica e sportiva. Scrivo per passione e ambizione, rifacendomi ai sei elementi più importanti dell'umanità: chi, cosa, quando, dove, come e perché.

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