Il centro studi Primo Articolo si è fatto promotore, insieme a un gruppo di amici e colleghi del reporter triestino Almerigo Grilz, di organizzare un premio giornalistico in sua memoria. Il riconoscimento è stato presentato lunedì 15 maggio al Palazzo delle Stelline di Milano, in presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa e di una giuria composta da nomi di prestigio del giornalismo italiano come Toni Capuozzo (presidente di giuria), Maurizio Belpietro, Fausto Biloslavo, Giovanna Botteri, Gian Marco Chiocci, Peter Gomez, Mauro Mazza, Gian Micalessin, Gabriele Micalizzi, Gianfranco Peroncini, Gabriella Simoni e Francesco Semprini.

Almerigo Grilz: il reporter italiano commemorato con più di 30 anni di ritardo

Quest’anno Almerigo Grilz avrebbe compiuto 70 anni se il 19 Maggio 1987 in Mozambico, documentando gli scontri tra i guerriglieri della Renamo e i governativi del Frelimo, non fosse stato ucciso da un proiettile di un cecchino. Almerigo aveva solo 34 anni ed è il primo giornalista italiano caduto su un campo di battaglia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

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Nel periodo 1982-1987 ebbe il coraggio di documentare la crudezza di conflitti spesso dimenticati. Almerigo raccontava di terre martoriate, come quelle dell’Afghanistan o dell’Etiopia, con una passione così profonda da sacrificare tutto il resto.

Oggi il suo nome è ricordato nel memoriale di Bayeux, in Normandia, insieme ad altri reporter uccisi mentre svolgevano la propria professione. Il suo nome è inserito anche nel Journalist Memorial del Newseum di Washington e alla Casa del Jazz di Roma nella lapide in memoria delle vittime innocenti delle mafie apposta all’ingresso e nel Pannello della Memoria di Ossigeno per l’Informazione. Al di là di queste menzioni, in Italia il nome del giornalista triestino è rimasto però sostanzialmente poco citato.

Biloslavo: “non è un premio alla sua militanza politica”

Da quest’anno, anche se con più di 30 anni di ritardo, il ricordo di Almerigo Grilz esce dall’oblio: tra un anno, infatti, si consegnerà il premio in sua memoria nella città di Trieste. Il premio giornalistico sarà assegnato a inviati di guerra under 40, che si saranno particolarmente distinti per l’impegno professionale e umano.

Il premio vuole essere anche un incentivo per una nuova classe di giornalisti accomunati dalla passione di raccontare il mondo in modo intelligente e coraggioso, ma soprattutto libero dai condizionamenti politici. “Il messaggio di Almerigo supera le differenze ideologiche, culturali e politiche. È il messaggio di chi per la propria passione è disposto a dare tutto” ha detto il Presidente del Senato alla serata di presentazione. A tal proposito, alla fine della serata, è intervenuto anche il giornalista Fausto Biloslavo per precisare che: “non è un premio alla sua militanza politica”.

Finalmente, dopo 36 anni, il giornalismo italiano si è reso conto di aver rinnegato Almerigo Grilz per quasi 40 anni senza una reale motivazione, motivo per cui, oggi, Grilz è supportato da prestigiose firme della carta stampata e del giornalismo di guerra di ogni fede politica.

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Giulia De Giacinto

Giulia De Giacinto. Appassionata di Motorsport, in particolare di Formula 1; mi piace raccontare le sue connessioni con la sostenibilità e storie di grande ispirazione. Attualmente scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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