I cartoni animati distraggono, divertono ed educano: grazie ad essi, poi, i bambini possono ricevere sin da piccoli insegnamenti utili alla loro crescita psicologica e caratteriale.

L’impatto della televisione sui bambini

La televisione è diventata una parte importante della nostra vita quotidiana e pure per un bambino è oggi molto difficile smettere di guardarla. La TV, dopotutto, ha molti vantaggi, e tanti genitori usano questa “scatola magica” anche come baby sitter sostitutiva per tenere occupati i propri figli nel guardare i loro cartoni animati preferiti.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici

Se parliamo dei fattori positivi dei cartoni animati e della televisione, possiamo certamente individuarne molti. Dopotutto, è un fatto provato che i bambini apprendano più efficacemente utilizzando il metodo audio-video, invece del tradizionale insegnamento mediante libri. Molte ricerche infatti, come scritto anche su altervista.org, hanno dimostrato che i bambini che fanno uso della televisione, sono generalmente meno violenti e più inclini al comportarsi bene nei test o negli studi, rispetto a quelli che non ne usufruiscono.

Inoltre, i bambini che fruiscono di programmi televisivi educativi e informativi, sviluppano più velocemente le loro capacità cerebrali, e imparano concetti nuovi con maggior facilità rispetto a coloro che guardano poco o nulla la televisione. Insomma, la “scatola magica” è un ottimo modo per eliminare stanchezza e affaticamento. Sappiamo tutti, del resto, che i bambini adorano i cartoni animati e, secondo gli studi, questi hanno un effetto calmante e antidolorifico nei loro confronti. Aiutano, dunque, a rimuovere pesantezza mentale e stress.

Gli aspetti educativi dei cartoni animati

Parlando, adesso, delle potenzialità educative dei cartoni animati, è bene precisare che sono legate ad alcune caratteristiche. Come scritto anche su uppa.it, inoltre, ciascuna di queste sarà ancor più significativa con un adulto che, accompagna e spiega al bambino, ciò che è racchiuso in un semplice cartoon. Le caratteristiche, dunque, sono principalmente legate al ricorso alle immagini, che può rendere semplici anche storie che altrimenti sarebbero complesse. Non solo, vi è anche la capacità di rappresentare le emozioni della vita, e di riflettere su di esse. In aggiunta a ciò, vi è pure la forza identificativa e di rispecchiamento nei personaggi delle trame. Il tutto, poi, è reso ancor più efficace dall’arricchimento linguistico, che riguarda tanto la madrelingua quanto la seconda lingua.

I cartoni animati, insomma, non sono nemici, ma elementi ormai radicati nella cultura collettiva nostrana. Contenuti che devono essere “letti” e padroneggiati in modo consapevole, anche e soprattutto, da bambini in età prescolare. Sono, dunque, da incentivare esperienze laboratoriali organizzate da nidi e scuole dell’infanzia, ove è prevista una collaborazione tra educatrici, insegnanti e genitori. L’obiettivo, del resto, è renderli dei prodotti che arricchiscano l’esperienza di vita dei bambini. Non solo, gran parte di questo lavoro, dovrebbe poi favorire il dialogo in famiglia, e promuovere un approccio critico o creativo alla realtà quotidiana.

Cartoni animati: pericolo o opportunità?

Si è spesso portati a pensare che, se c’è un disegno animato, allora si tratta di un cartoon adatto a bambini di qualsiasi età. Ovviamente, non è cosi. Non tutte le serie animate, infatti, sono uguali, e non tutti i cartoni animati sono adatti a bambini o ragazzi in tenera età. Vi sono, del resto, contenuti televisivi a sfondo animato adatti a un pubblico adulto o per lo più grandicello, come ad esempio I Simpson o I Griffin. Come scritto anche su genitoreinformato.com, dunque, tematiche e linguaggio devono adattarsi al meglio con l’età dei bambini, naturalmente al fine di evitare esperienze spiacevoli o casi traumatici.

Per concludere, qualora ci si chiedesse se i cartoni animati rappresentino più un pericolo che un’opportunità di crescita per i bambini, la risposta non può che essere univoca. Non fanno male, e qualora accanto ai bambini ci fosse un adulto consapevole, allora il tutto assume un alto valore simbolico. Una piacevole discussione su quanto appena visto, del resto, potrebbe aiutare il bambino a comprendere meglio i contenuti espressi dalla serie animata. Dopotutto, sviluppare creatività e una propria visione di cosa è giusto e cosa è sbagliato, è la vera mission dei cartoni animati.

Leggi anche:

Generazione Z: quando il più grande obiettivo dei giovani è vivere bene

Barbie: da stereotipo a “personificazione” dell’inclusività

Condividi su:
Avatar photo

Antonio Di Bello

Studente universitario con esperienze lavorative in ambito comunicativo e giornalistico. Amo raccontare tutto ciò che circonda il mondo del calcio, della pallavolo e della Formula Uno. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici