L’editoria si è trasformata in un’arena di discussione e azione per la sostenibilità, evidenziando la centralità della filiera del libro. Durante “Più libri più liberi“, la fiera della piccola e media editoria indipendente, tenutasi al centro convegni “La Nuvola” di Roma dal 6 al 10 dicembre, e contemporaneamente alla COP 28 di Dubai, l’attenzione si è concentrata sulle pratiche sostenibili adottate, promuovendo un’evoluzione verso un modello più eco-compatibile.

La carta: cuore dell’editoria e della sostenibilità

La carta, pilastro dell’editoria, ha assunto un ruolo cruciale nel dibattito sulla sostenibilità. Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta, ha sottolineato il legame intrinseco tra la carta e la sostenibilità culturale ed industriale della filiera libro. «L’invenzione stessa della carta ha risposto all’esigenza di rendere la cultura, l’industria, la stampa più sostenibili. La carta ha un grande vantaggio, quello di provenire da una fonte naturale e rinnovabile, che è la foresta, e ha saputo nel tempo ottimizzare questa tecnologia con il riciclo» ha spiegato Massimo Medugno.

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Secondo i dati di Assocarta, infatti, le materie prime utilizzate dalla filiera libro sono fibre rinnovabili e riciclabili per il 53,7%, per un totale di 5.394.000 tonnellate; fibre vergini per il 31,7% – oggi quasi interamente dotate di certificazione forestale FSC o PEFC e vediamo sempre più queste certificazioni anche sui libri –; e materie prime non fibrose per il 14,6%. Al primo posto tra gli impieghi della carta abbiamo la fabbricazione di cartone ondulato (45%), poi gli imballaggi (23,2%) – che per l’85% vengono riciclati – a seguire il settore editoriale (20%), gli usi igienico-sanitari (7,5%) e altri utilizzi (4%). L’industria cartaria ha registrato progressi significativi verso la sostenibilità, con un focus sul riciclo che ha ridotto l’impatto energetico e sulle politiche per ridurre i consumi energetici e idrici.

La sostenibilità lungo la filiera del libro: esempi di pratiche sostenibili nel mondo dell’editoria

«Il riciclo comporta di per sé un abbattimento dell’impatto energetico e quindi delle emissioni. Altre misure adottate finora nell’industria della carta riguardano la riduzione di un terzo dei consumi energetici negli ultimi venticinque anni, conseguenza delle politiche energetiche europee, ma anche di quelle che le aziende stanno attuando, e l’impiego dell’acqua che è stato dimezzato» conclude Medugno. La filiera del libro sta spostando l’attenzione verso la riduzione degli sprechi. Le innovazioni tecnologiche hanno permesso una produzione più mirata, stampando copie più vicine alla domanda effettiva, riducendo così il consumo di carta.

Gli sforzi dell’industria editoriale italiana evidenziano una diminuzione relativa della carta utilizzata per i libri. Inoltre, l’accento sulle certificazioni ecologiche per la carta e sulle pratiche di riduzione degli imballaggi è diventato una tendenza in crescita. Nel 2010, sempre secondo i dati raccolti da Assocarta, si stampavano 213,5 milioni di copie, oggi siamo a 198 milioni. Per contro, solo tra il 2019 e il 2022 c’è stata una crescita delle vendite pari a 13,2 milioni di copie.

L’innovazione tecnologica come la stampa digitale ha dato la possibilità di poter stampare un titolo in un numero minore di copie più vicine effettivamente al numero di copie vendute. Inoltre la filiera del libro, attraverso l’opera di diversi editori medio-piccoli, sta abbracciando pratiche eco-sostenibili.

Oltre a pratiche sostenibili nella realizzazione del prodotto, alcuni si sono impegnati a dedicare collane o singoli titoli alle tematiche ambientali, aumentando la consapevolezza del lettore.

Legislazioni e prospettive future: la sostenibilità lungo la filiera del libro

Enrico Turrin della Federazione degli editori europei ha enfatizzato l’impegno crescente dell’industria verso la sostenibilità, evidenziando che la carta continua a rappresentare l’84% del fatturato degli editori di libri. La consapevolezza ambientale è in aumento, con molti editori che stanno attivamente adottando pratiche sostenibili. Tuttavia, le sfide rimangono. Gli editori hanno identificato il consumo di carta come uno dei principali ostacoli, insieme alla distribuzione e alle emissioni. La necessità di un supporto delle autorità pubbliche è stata segnalata come un punto chiave per superare queste barriere.

La fiera del libro si è conclusa sottolineando l’impatto previsto dei prossimi sviluppi legislativi sull’industria editoriale. Tra queste, il Regolamento deforestazione del 2025  che prevede di vietare l’ingresso nel mercato europeo di prodotti provenienti da aree di deforestazione, richiedendo una tracciabilità dettagliata della carta utilizzata.

La filiera del libro si sta muovendo verso una filiera del libro più sostenibile. Attraverso pratiche come l’uso di carte certificate, la riduzione degli sprechi, l’adozione di politiche eco-friendly e la consapevolezza crescente, si sta plasmando un futuro dove la produzione di libri e la sostenibilità vanno di pari passo, assicurando un impatto ambientale ridotto e un settore editoriale all’avanguardia.

Una scelta alternativa al cartaceo potrebbero essere l’e-book e gli audiolibri, il cui mercato è in forte crescita negli ultimi anni, garantendo la riduzione dei costi di produzione e stampa.

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Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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