La Biennale di Venezia vola verso il futuro. A pilotare questo cambiamento per la 61esima edizione della Biennale d’arte di Venezia 2026 sarà la nuova direttrice: Koyo Kouoh. Lo stesso avverrà nell’imminente edizione della Biennale di Architettura 2025, dove l’architetto Carlo Ratti, avrà come obiettivo quello di rendere l’Italia sempre più competitiva a livello internazionale. Scopri i loro progetti e come crescerà la fama del Bel Paese nel settore dell’arte e dell’architettura contemporanea nei prossimi due anni.
I numeri della Biennale di Venezia: un nuovo futuro
Cosa significa Biennale? Ogni due anni l’arte e l’architettura trovano spazio a Venezia, che apre le porte ad artisti di tutto il mondo, che presentano nuove sfide per migliorare il nostro modo di vedere e agire. Per BuoneNotizie.it abbiamo partecipato alla conferenza stampa che ha visto protagonisti Koyo Kouoh, Carlo Ratti e il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco. Proprio Buttafuoco ha sostenuto che: «I curatori della Biennale di Architettura 2025 e della Biennale d’Arte 2026 cambieranno Venezia e l’Italia. Carlo Ratti creerà una connessione fra l’Italia e l’innovazione, mentre Koyo Kouoh unirà l’Italia al Mondo. Con la loro guida, saremo la casa del futuro».
I numeri della Biennale d’arte 2024 hanno mostrato quanto Venezia stia incrementando le visite degli appassionati di arte contemporanea nel nostro Paese. La città ha registrato oltre 700mila visitatori, a cui si aggiungono 27966 presenze durante la pre-apertura. I dati hanno rivelato che il 59% dei visitatori proviene dall’estero e il 41% è italiano. Con questi numeri Venezia presenta un giro d’affari degno di Londra, Tokyo e New York e i nuovi direttori non vogliono essere da meno.
Koyo Kouoh: fra le 100 persone più influenti al mondo per cambiare l’Italia
Koyo Kouoh, dal 2014 al 2022, è stata nominata ogni anno una delle 100 persone più influenti nel mondo dell’arte contemporanea. Il suo progetto è quello di rendere la Biennale di Venezia un punto di riferimento per l’arte contemporanea, facendo crescere la fama italiana in questo settore. La sua presenza valorizzerà e farà crescere il Bel Paese.
La prima donna africana a dirigere la Biennale di Venezia è cresciuta tra il Camerun e la Svizzera, parla quattro lingue ed è direttrice dello Zeitz Museum of Contemporary Art Africa a Città del Capo. Il presidente Pietrangelo Buttafuoco ha aggiunto: «Il suo sguardo di curatrice e studiosa incontra le intelligenze più raffinate, giovani e dirompenti. Con le sue capacità ha trasformato Città del Capo, rendendola un punto di riferimento per l’arte contemporanea africana. Lo stesso accadrà a Venezia, che diventerà l’emblema italiano per gli appassionati di arte». Con l’apertura del Giubileo a Roma, il Salone del Mobile a Milano e la Biennale di Arte e Architettura di Venezia, si prevede una notevole crescita economica per il Paese.
La Biennale di Venezia. Appassionati di tutto il mondo per celebrare l’arte e l’architettura.
La Biennale di Venezia è sempre più globale
Quella che un tempo era considerata la Biennale più rilevante del mondo occidentale, oggi si riconferma come un evento sempre più aperto al panorama globale, capace di attirare il pubblico di tutto il mondo, che vede in Venezia un centro proiettato verso l’innovazione e in cui investire.
Il direttore della Biennale di Architettura di Venezia, Carlo Ratti, lo sa bene e ha dichiarato che: «Per affrontare un mondo in fiamme, l’architettura deve riuscire a sfruttare tutta l’intelligenza che ci circonda». Per questo motivo, il 10 maggio 2025 assisteremo ad un grande cambiamento per Venezia, con l’arrivo di architetti da tutto il mondo pronti a cambiare il volto della città. La Biennale ha quindi come obiettivo quello di legare Venezia e l’Italia al mondo, facendo emergere giovani artisti e architetti che si proietteranno sempre di più verso la crescita e il cambiamento del nostro Paese.