Ogni anno, nel cuore dell’estate, migliaia di ragazzi da ogni parte del mondo si ritrovano al Giffoni Film Festival, in Campania. Non si conoscono, parlano lingue diverse, hanno età, culture e sogni lontanissimi. Ma per dieci giorni diventano una sola cosa: una giuria viva, appassionata, rumorosa.
Dal 17 al 26 luglio 2025, il Giffoni tornerà per la sua 55esima edizione. I film si guardano in silenzio, certo. Ma poi si discutono, si analizzano, si votano. E gli ospiti, attori, registi, scrittori, non salgono su un palco lontano: entrano in dialogo, si siedono accanto ai ragazzi, vengono messi in discussione da chi ha il coraggio di far domande vere.
Ma come funziona questo festival così speciale? E cosa rende Giffoni diverso da tutti gli altri festival di cinema?
Un’esperienza che forma, ispira e dà voce alle nuove generazioni
A Giffoni, i giovani non sono spettatori: sono protagonisti. I partecipanti, divisi in giurie a seconda delle fasce d’età, visionano i film, li votano, li commentano, a volte anche duramente. È uno spazio di confronto libero, in cui le opinioni dei più piccoli contano tanto quanto quelle degli adulti. Il cuore del festival è proprio questo: educare alla visione, alla narrazione, all’ascolto. In un mondo dominato da contenuti veloci, Giffoni rallenta e propone uno sguardo critico. I giurati non si limitano a consumare immagini, ma imparano a leggerle, interpretarle, discuterle.
È un vero e proprio laboratorio permanente di pensiero critico, ascolto e dialogo autentico. «La luce, la bellezza, l’energia positiva che contamina tutti in queste generazioni – ha detto il fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi parlando di una delle edizioni passate del festival – è un forte antidoto alla noia, alle violenze inutili».
Negli anni, sono saliti sul palco del festival nomi come Tim Burton, Richard Gere, Susan Sarandon, Paolo Sorrentino, Ferzan Özpetek, Roberto Saviano e moltissimi altri. Ma a Giffoni, le star non sono intoccabili: si siedono tra i ragazzi, rispondono alle domande, si mettono in discussione, rispondono a domande sincere, ad esempio come il cinema può diventare strumento di inclusione. A tutto questo si affiancano talk, laboratori creativi, incontri con creator, attivisti e aziende. Tutti momenti pensati per stimolare nuove idee, parlare di futuro, ambiente, diritti, lavoro, salute mentale e molto altro.
I ragazzi tra i 3 e i 18 anni possono candidarsi come giurati attraverso il sito ufficiale. La selezione è gratuita ma richiede motivazione, serietà e la voglia di confrontarsi. Il festival fornisce alloggio e vitto ai giurati selezionati dall’estero e da molte regioni italiane. Anche il pubblico può partecipare ad alcuni eventi, concerti e proiezioni serali.
Oltre il Giffoni Film Festival: una piattaforma che lavora tutto l’anno
Giffoni è un progetto educativo che non si ferma solo a luglio, ma porta avanti altre iniziative che si pongono l’obiettivo di alimentare una comunità di giovani impegnata su temi sociali. Negli ultimi anni, ad esempio, ha creato Giffoni Next Generation, per parlare di innovazione e nuove tecnologie con i ragazzi, e Giffoni Impact!, una sezione in cui giovani attivisti si confrontano con istituzioni e imprese su temi chiave della contemporaneità.
Inoltre, grazie a Giffoni Opportunity, nascono durante l’anno eventi satellite, progetti scolastici, incontri internazionali, esperienze di formazione e scambi culturali. Giffoni è una comunità: quella dei ragazzi che hanno partecipato, che tornano, che si sentono parte di qualcosa di più grande. Per molti di loro, questa esperienza diventa una svolta. C’è chi torna come volontario, chi si avvicina al cinema, chi fonda una rivista, chi scrive un cortometraggio, chi semplicemente impara ad ascoltare il mondo con occhi diversi.