L’ISTAT ha rilevato che nel 2022 in Italia sono diminuiti sia il rischio povertà che la disuguaglianza economica. Lo ha comunicato con uno studio pubblicato lo scorso 23 novembre. In questo rapporto ha messo in evidenza come le politiche sulla famiglia introdotte quest’anno siano andate nella giusta direzione.

In particolare, la disuguaglianza è passata nell’Indice di Gini da 30,4% a 29,6%. Il rischio di povertà invece è diminuito dal 18,6% al 16,8%.

Come calcolare l’Indice di Gini e il rischio di povertà

Per stimare la disuguaglianza e il rischio di povertà in Italia è stato utilizzato l’Indice di Gini. Si tratta di una misura statistica della disuguaglianza economica che descrive quanto la ricchezza di un Paese sia distribuita in maniera omogenea. Più l’indice si abbassa, più il divario tra la popolazione ricca e chi vive in povertà si riduce.

A differenza di altri indicatori, come il PIL, misura i rapporti tra la popolazione anziché una variabile non rappresentativa. Infatti, le statistiche legate al PIL sono state spesso criticate dato che non mostrano i cambiamenti di tutta quanta la popolazione.

Il rischio di povertà invece è pari alla percentuale di persone che vive in famiglie con un reddito disponibile inferiore al 60% della mediana.

In altre parole, se prendessimo tutte le persone che vivono in Italia e le mettessimo in fila in ordine di reddito, la mediana sarebbe la persona che ha tanti italiani davanti a sé quanti dietro di sé. Per conoscere l’indice del rischio di povertà, si contano quante persone hanno un reddito inferiore al 60% del reddito di questa persona.

Perché sono diminuite disuguaglianza e rischio di povertà nel 2022

L’ISTAT ha spiegato che in Italia è avvenuta questa diminuzione di disuguaglianza e rischio di povertà grazie agli interventi sulle politiche familiari applicate del 2022.

Questo è stato possibile innanzitutto grazie all’introduzione dell’Assegno Unico. Questa misura ha riorganizzato e rinnovato il sistema degli aiuti per le famiglie con figli minori o disabili.

Ha funzionato anche la riorganizzazione delle aliquote Irpef. Le tasse sul reddito sono diminuite mediamente dell’1,5%. Il quinto più povero della popolazione ha avuto in questo caso un vantaggio più piccolo rispetto agli altri, perché molte persone che lo compongono percepiscono un reddito così basso da essere esente dalle tasse.

Infine, sono state determinanti anche le indennità una tantum di 200 e 150 euro, i bonus per le bollette elettriche e del gas e l’anticipo della rivalutazione delle pensioni.

ISTAT: la diminuzione della disuguaglianza e del rischio di povertà In Italia nel 2022

ISTAT: la diminuzione della disuguaglianza e del rischio di povertà In Italia nel 2022

 

Dove diminuiscono disuguaglianza e rischio di povertà in Italia

L’ISTAT ha cercato anche di capire tra gli italiani come si sia distribuito il minore rischio di povertà e dove si sia ridotta la disuguaglianza. Per farlo, l’Istituto ha messo la popolazione italiana in ordine di reddito e l’ha divisa in cinque parti di uguale numero.

Le famiglie del penultimo quinto assorbono la maggior parte della diminuzione e hanno visto aumentare del 2,3% il loro reddito familiare. Le famiglie che peggiorano la propria situazione appartengono perlopiù al primo quinto, quello più ricco della popolazione, dove si registra oltre la metà della perdita totale.

L’Istituto ha però rilevato che per le famiglie senza figli o solo con figli adulti il rischio di povertà è rimasto quasi invariato o è addirittura aumentato lievemente. Le prossime politiche che vogliano combattere la disuguaglianza in Italia dovranno tenere conto anche di questa fetta di popolazione, oltre a proseguire le politiche familiari inaugurate nel 2022.

Giovanni Pigozzo

Giovanni Pigozzo

Laureato in Giurisprudenza e abilitato Consulente del Lavoro. Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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