Dopo alcuni mesi di attesa, è stato firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo per introdurre le Carte risparmio spesa.

A partire da luglio 2023, molte famiglie riceveranno e potranno usare questa carta prepagata che le aiuterà ad acquistare beni di prima necessità.

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Come funzionerà la Carta risparmio

La Legge di Bilancio 2023 aveva previsto di stanziare delle risorse per istituire la Carta risparmio spesa. Finora questi fondi non erano stati utilizzati, in attesa che il Ministero dell’Agricoltura e il Ministero dell’Economia indicassero le modalità con cui spenderli. Con la pubblicazione del decreto attuativo questa misura è pronta per entrare in vigore.

Si tratterà nei fatti di una Carta Postepay ricaricata dallo Stato. L’importo della ricarica è di 328,50 euro a nucleo familiare. I beneficiari e le beneficiarie, per non perdere l’importo a cui hanno diritto, dovranno effettuare almeno un pagamento entro la scadenza del 15 settembre 2023.

La Carta risparmio sarà abilitata ai pagamenti nei negozi che sottoscriveranno i Piani di contenimento dei costi dei generi alimentari di prima necessità. Non sarà comunque consentito usare il plafond per acquistare bevande alcoliche.

Le Carte saranno distribuite dai Comuni sulla base di elenchi forniti dall’INPS. Non sarà necessario dunque inviare nessuna domanda: saranno prese automaticamente in considerazione tutte le famiglie con Isee inferiore a 15mila euro. Sarà ciascun Comune a contattare gli interessati e indicare le modalità di ritiro della Carta presso gli uffici postali.

Non potrà ricevere la Carta risparmio spesa chi già percepisce aiuti economici pubblici. In particolare, resteranno escluse le persone che ricevono il Reddito di Cittadinanza, l’Assegno di inclusione, le indennità per disoccupazione NASPI o DIS-COLL, l’indennità di Mobilità, le integrazioni di Cassa Integrazione o quelle previste dai Fondi di Solidarietà.

La nuova Carta risparmio spesa non deve essere confusa con la Carta Acquisti, che è già in vigore da alcuni anni e ha un funzionamento piuttosto simile.

La Carta risparmio dovrà essere completata con l’attivazione del Reddito Alimentare.

Luci e ombre sulla distribuzione delle Carte

L’introduzione della Carta risparmio sarà senz’altro un importante aiuto per quelle famiglie che finora  – nonostante fossero indigenti – non avevano potuto accedere a nessun’altra forma di sostegno da parte dello Stato.

Particolarmente positiva anche la previsione di fare funzionare questa misura in automatico: spesso la necessità di compilare domande e richieste costituisce un ostacolo, specialmente per i nuclei familiari che hanno una bassa scolarizzazione.

Al suo esordio, la Carta risparmio presenta però anche dei margini di miglioramento piuttosto importanti. Le risorse messe a disposizione sono limitati e perciò le Carte saranno emesse fino a esaurimento fondi.

Ciò significa che non tutti coloro che possiedono i requisiti potrebbero ricevere la Carta risparmio. Tutto dipenderà dalla posizione in graduatoria. Ogni Comune infatti formerà i propri elenchi, dando priorità alle famiglie con ISEE più basso e quelle con almeno tre componenti.

Le risorse per ricaricare le Carte risparmio saranno ripartite tra i Comuni con due criteri.
Il 50% sarà legato alla popolazione residente in ciascun Comune; il restante 50% sarà distribuito in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite medio di ciascun Comune ed il valore del reddito pro capite medio nazionale.

L’ammontare del contributo (328,50 euro) costituirà effettivamente un sollievo per la famiglia che lo riceverà, ma senza dubbio risulterà insufficiente per tutte le necessità quotidiane e non permetterà ai beneficiari di allontanarsi dalla soglia di povertà.

Le Carte risparmio dovranno essere un tampone momentaneo, in attesa di interventi più articolati e incisivi per promuovere l’uguaglianza e il benessere.

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Giovanni Pigozzo

Nei modi più vari mi sono sempre occupato di quel che succede nel mondo del Lavoro. Analizzo come è fatta e come evolve l'attività umana che più di tutte occupa le nostre giornate. Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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