L’11 e il 12 maggio scorsi si sono svolti a Roma gli Stati Generali della Natalità: due giorni di confronto nazionale sul tema del crollo delle nascite in Italia e sulle possibili azioni di sostegno alle famiglie. Tra i vari interventi in programma, si è parlato di welfare aziendale come strumento di supporto alla genitorialità.

Il calo delle nascite in Italia

I dati Istat dimostrano che in Italia si fanno sempre meno figli: nel 2022 sono nati 7.651 bambini in meno rispetto al 2021, 27.486 in meno rispetto al 2019 e 184.061 rispetto al 2008. Le cause del fenomeno sono molteplici e talvolta connesse tra loro: il protrarsi dei tempi della formazione, le difficoltà di ingresso e l’instabilità del mondo del lavoro, le difficoltà di acquisto delle abitazioni, il timore per l’insostenibilità dei costi, la carenza di servizi alle famiglie. A queste motivazioni di natura prevalentemente economica, si aggiungono anche altri possibili fattori di natura socio-culturale.

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Welfare aziendale come possibile sostegno alle famiglie

Agli Stati Generali della Natalità hanno preso parte le massime cariche politiche di Governo e alti esponenti dell’industria italiana. Tra questi Sergio Marullo di Condojanni, CEO di Angelini Industries, azienda proprietaria di marchi molto noti nei mercati della Salute e del Largo Consumo. Il suo intervento ha messo in luce l’importanza del welfare aziendale come insieme di iniziative, beni e servizi che un’impresa può mettere a disposizione dei propri dipendenti, per aumentare il loro benessere e favorire la conciliazione tra vita privata e professionale.

Una politica di welfare aziendale ben strutturata può rappresentare un importante sostegno alle famiglie e quindi alla genitorialità, perché prevede benefit economici e agevolazioni varie a vantaggio del dipendente e del suo nucleo familiare. Facciamo qualche esempio:

  • previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa
  • polizze assicurative
  • estensione del congedo parentale
  • flessibilità oraria oltre quella contrattuale
  • smart working
  • servizi per i figli (interni all’azienda o in convenzione), come asili e scuole materne, centri estivi/invernali, dopo scuola, baby sitter
  • rimborso libri di testo e materiali didattici
  • riconoscimento del merito (premi, borse di studio)
  • convenzioni con servizi trasporto locale
  • viaggi, soggiorni, esperienze ricreative

Ottimi segnali dalle piccole e medie imprese italiane

Secondo l’ultimo Rapporto Welfare Index PMI del 2022, nel nostro Paese il welfare aziendale è un fenomeno che continua a crescere, non solo nelle grandi aziende ma anche tra le microimprese. Tra queste ultime, quelle che prevedono un livello elevato di servizi, benefit e sostegni alle famiglie sono raddoppiate dal 2017 al 2022. L’incremento è dovuto in buona parte alla semplificazione delle normative e alle risorse pubbliche stanziate per la protezione sociale: misure che hanno incoraggiato le aziende.

Dal rapporto emergono due annotazioni di particolare rilievo: il welfare aziendale è fortemente correlato alla possibilità delle donne di occupare posizioni lavorative di responsabilità (incide positivamente anche sulle pari opportunità di genere); le imprese con un livello di welfare molto alto hanno risultati migliori in termini di redditività.

All’indagine 2022 di Welfare Index PMI hanno aderito 6.532 imprese italiane. Tra queste, il Rapporto stesso segnala alcuni casi di eccellenza in tema di welfare aziendale. Ne riportiamo alcuni come testimonianze di realtà imprenditoriali italiane che dimostrano una sensibilità superiore alla media nei confronti dell’esigenza di conciliare lavoro e vita familiare:

  • la Cooperativa Sociale Baobab, che opera nel campo dei servizi alla persona, prevede che le dipendenti mamme possano usufruire di percorsi per l’accompagnamento durante la gravidanza e di reinserimento dopo la maternità, con un rientro calibrato per monte ore e flessibilità oraria;
  • Maps, azienda di digital transformation, prevede un orario di lavoro ridotto a 6 ore per le mamme fino al terzo anno di vita del bambino.

Vantaggi a sostegno delle famiglie ma anche delle imprese

Il welfare aziendale è adatto ad aziende di qualsiasi settore e dimensione. I suoi vantaggi sono molteplici e vanno a beneficio sia del dipendente sia dell’azienda, perché premia le performance, fidelizza i collaboratori e incrementa la produttività. Inoltre, un piano di welfare completo è in grado di ottimizzare i costi aziendali, grazie alle possibilità di defiscalizzazione, all’incremento dei livelli di engagement, alla riduzione dei tassi di assenteismo e di turnover. Infine, il welfare aziendale è in grado di mitigare l’impatto dell’inflazione offrendo sostegni mirati alle famiglie dei lavoratori che ne hanno maggior bisogno. Ci si augura che iniziative come quelle suddette vadano sempre più promosse e incentivate.

Leggi anche:

Welfare aziendale: quali sono i benefit più richiesti dagli impiegati?

 

 

 

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Maria Ciraolo

Professionista nel mercato della GDO e della farmacia, osservo il mondo con un occhio di riguardo per le dinamiche sociali, economiche e relazionali. Guardo ai fenomeni considerando soprattutto i loro impatti diretti sulla famiglia. Grazie al Laboratorio di Giornalismo Costruttivo sto scoprendo un nuovo modo (possibile) di fare informazione.

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