La premier Giorgia Meloni è da poco rientrata dalla Cina dove ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping. Tra gli obiettivi dichiarati dell’incontro vi è la ricerca di stabilire nuovi piani economici su livelli “mutualmente” vantaggiosi. Al termine dell’incontro è stata definita una “cornice” di accordo triennale 2024-2027 per rafforzare la cooperazione commerciale, tra cui la più importante concerne la mobilità elettrica.

Dall’uscita della Via della Seta a nuove prospettive

I rapporti economici bilaterali Italia-Cina avviati con l’adesione quadriennale nel 2019 del governo Conte alla Via della Seta (Belt and Road Initiative) non sono stati proficui per l’Italia. Le esportazioni cinesi verso il nostro Paese rappresentano il 5% delle loro esportazioni totali e registrano un costante aumento (soprattutto computer e prodotti tecnologici), mentre le esportazioni delle nostre merci verso Pechino sono diminuite sostanzialmente.

Nel 2023, l’Italia ha esportato in Cina merci per 19 miliardi di euro e ne ha importate per 47,5 miliardi: un rapporto economico squilibrato con un deficit di bilancia commerciale di 28,5 miliardi (fonte Ice). Ora Confindustria punta a recuperare almeno 4.4 miliardi tra beni di consumo e strumentali.

Il mancato rinnovo, a dicembre del 2023, dell’accordo all’adesione del 2019 alla Belt and Road Initiative – di cui l’Italia era l’unico Paese del G7 a farne parte – ha portato a un raffreddamento dei rapporti tra i due Paesi, ma che questo incontro di luglio Meloni-Xi cerca di “ricucire” per migliorare gli scambi economici da entrambe le parti.

Cambio di rotta: cosa prevede il nuovo “piano d’azione” triennale Italia – Cina

L’accordo triennale, siglato con la Cina, si presenta in alternativa a quello antecedente. L’obiettivo per L’Italia è rilanciare i commerci con nuove intese economicamente più sostenibili e per la Cina puntare a stimolare l’economia in difficoltà. La Banca Centrale Cinese, per l’appunto, questo luglio ha tagliato i tassi per la seconda volta.

Auto elettriche cinesi sì, ma prodotte in Italia. La proposta italiana è una collaborazione industriale sulla mobilità green. Le auto elettriche prodotte in Cina stanno invadendo il mercato europeo con prezzi inferiori, stimati in media -35%. Ed è per questo motivo che a Bruxelles i rappresentanti del governo italiano hanno votato a favore dell’imposizione di pesanti dazi “protezionistici” sulle vetture cinesi, aumentati fino al +38%. A seguito dei dazi UE e USA, i produttori cinesi cercano altri mercati in America Latina, Asia e Africa. In questa ottica si inserisce la strategia del nostro Governo per dirottare gli investimenti commerciali e industriali. Il Dragone, dal canto suo, punta politicamente, tramite l’Italia, di fare un ponte tra Cina e Europa.

Per garantire una produzione di veicoli in Italia annua di un milione – necessaria per dare un futuro alla filiera della componentistica auto – l’accordo tra i due Stati prevede linvestimento cinese per la costruzione di stabilimenti di auto green in Italia. Gli accordi, dichiara il Governo, prevedono altresì che l’apertura da parte di produttori cinesi di stabilimenti in Italia sia vincolata all’utilizzo della componentistica italiana.

Aumentare l’export

Al momento l’Italia è, tra i Paesi dell’UE, il quarto come volume di esportazioni in Cina. Per incrementarle è stato chiesto di rimuovere gli ostacoli all’ingresso dei prodotti italiani nel mercato cinese e già si registra una crescita rispetto allo stesso periodo del 2022 nel settore farmaceutico (+192,1%), comparto del tessile e moda (+14%) e quello dei macchinari (+0,9%).

Il “piano d’azione” triennale Cina-Italia segna una ripresa della cooperazione economica tra i due Stati. Obiettivo dichiarato del Governo è passare da un rapporto import/export economicamente sbilanciato ad uno “mutualmente” vantaggioso tramite l’incremento di prodotti Made in Italy sul mercato cinese e investimenti cinesi di qualità in Italia per la mobilità elettrica. La presidente Meloni ha dichiarato, nell’intervento al Buisness Forum Italia-Cina, che il partenariato tra i due Stati si rafforzerà «in modo concreto».

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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