Nel 2021, con lo smart working divenuto strutturale, si parlerà molto di sicurezza e salute sul lavoro.

Il 2020 è stato un anno difficile per tutti i lavoratori. In molti campi, tuttavia, si è fatta notare la capacità di reazione delle organizzazioni umane, specialmente private. Molto spesso, infatti, le aziende sono arrivate là dove non sono riusciti ad arrivare stati, governi e istituzioni. Uno di questi campi è il mondo del lavoro che, con l’avvento e l’evoluzione dello smart working, ha fatto ritornare al centro le tematiche della sicurezza e della salute sul lavoro.

La salute mentale del lavoratore al centro, l’Oms applaude

Sono molte le iniziative in tema di sicurezza e salute sul lavoro,  ma ce n’è una che spicca più di altre per le grandi aziende che ha mosso e per il convinto e ufficiale sostegno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, ha dato all’azione. L’idea prende il nome di Global Business Collaboration for Better Workplace Mental Health. Si tratta di una squadra di amministratori delegati di altissimo livello, i quali guidano aziende leader mondiali nei loro settori.

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Si è prefissa l’obiettivo di  salvaguardare la salute, il benessere e la sicurezza sul posto di lavoro. Le categorie di lavoratori più sensibili alle quali si rivolge l’iniziativa sono quelle che più hanno risentito del trauma della pandemia. L’iniziativa, prima proposta globale di questo genere, è guidata dalle imprese e progettata per sostenere e accelerare un cambiamento propositivo riguardo la salute mentale sul posto di lavoro.

La collaborazione dei leader globali per tutelare la salute sul lavoro

L’impegno dell’iniziativa è una fitta rete di collaborazione tra grandi amministratori delegati. I soci fondatori sono Noel Quinn di HSBC Bank, ma anche Punit Renjen di Deloitte, azienda di servizi che nonostante la breve storia è già al vertice mondiale del mercato della consulenza. In questo speciale team troviamo Alan Jope, amministratore delegato di Unieliever, Mike Henry della società mineraria BHP, Marc Benioff di Salesforce, amministratore di una società di cloud computing, ma anche Mathew Layton di Clifford Chance, multinazionale di servizi legali. L’influenza e la grandezza di queste società potrebbero dare una grande spinta alle azioni della Global Business Collaboration for Better Workplace Mental Health.

Invitiamo e incoraggiamo altri leader e colleghi di aziende, grandi o piccole che siano, a unirsi a questo movimento per portare avanti la conversazione sulla creazione di un ambiente lavorativo accogliente e di supporto per tutti. Firmando il Pledge si potrà garantire l’incremento di posti di lavoro aperti al dialogo sul benessere mentale e allo stesso tempo si raggiungerà un aumento di produttività“: questa la dichiarazione di intenti dei primi firmatari di questo progetto, il quale ha ricevuto anche il sostegno convinto del World Economic Forum.

Il piano e gli obiettivi di Global Business Collaboration

L’iniziativa mira ad adottare una moderna gestione dei problemi sul posto di lavoro che potrebbero causare stress. A livello pratico ogni società sceglierà quali metodi adottare per investire sulla salute e sicurezza sul lavoro. Ci sarà sicuramente una maggiore flessibilità nei confronti dei dipendenti. Si darà più assistenza: il datore di lavoro si assicurerà che la situazione personale del dipendente sia ottimale e gestibile e il lavoro sarà modulato proporzionalmente alle esigenze personali.

Ci sarà migliore supporto emotivo e sostegno pratico: con la costruzione di scuole dell’infanzia annesse alla propria sede, si darà la possibilità ai dipendenti di gestire la vita privata e i propri figli senza stress mentre sono al lavoro. Si inviteranno i dipendenti a sostenersi a vicenda attraverso incontri che forniranno gli strumenti adatti per eliminare lo stress lavorativo. Si misurerà regolarmente l’impatto degli sforzi. Verranno istituiti corsi di primo soccorso di salute mentale per fornire le competenze giuste per promuovere una cultura aperta sulla salute mentale.

Gli psicologi hanno suggerito delle misure da adottare quotidianamente. Ritengono fondamentale assicurarsi di avere un ponte psicologico tra il lavoro e la casa: invitano i dipendenti ad alzarsi e fare qualcosa per mezz’ora prima di iniziare il lavoro. Inoltre pensano che diminuire le ore passate davanti al computer negli incontri virtuali possa giovare. La nascita di figure di supporto psicologico dentro le aziende, per far maturare a ogni lavoratore il giusto bilanciamento tra le ore di vita e di lavoro, diventerà norma e sarà strutturale.

Parte da Londra, andrà lontano

L’organizzazione Global Business Collaboration for Better Workplace Mental Health, parte da Londra come una charity, una organizzazione senza scopo di lucro. Stante il valore delle adesioni si appresta a diventare un movimento impattante nel mondo del lavoro.

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