Il mercato dei mutui in Italia sta vivendo un momento di cauto ottimismo, grazie ad una graduale tendenza al ribasso dell’Euro Interbank Offered Rate (Euribor), l’indice di riferimento per i finanziamenti a tasso variabile. Secondo i dati pubblicati dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ad aprile 2024, l’Euribor a 3 mesi (il tasso calcolato sulla scadenza di 3 mesi) è stato in media del 3,89%, in calo di 11 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023.

Questa prospettiva potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per molti italiani, che nell’ultimo decennio hanno scelto un mutuo a tasso variabile per acquistare la propria abitazione.

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Che cos’è l’Euribor e come incide sui mutui a tasso indicizzato?

L’Euribor è un coefficiente di riferimento utilizzato nel mercato interbancario europeo e rappresenta il tasso di interesse medio al quale le principali banche europee si concedono reciprocamente prestiti a breve termine, in euro. Può salire in due scenari: quando si verifica una crisi di fiducia tra le banche, che richiedono rendimenti più elevati per prestarsi denaro, oppure quando la BCE decide di alzare l’aliquota sui depositi per contrastare l’inflazione, influenzando così i costi dei mutui a tasso variabile.

I mutui a tasso variabile sono una forma di finanziamento in cui l’interesse applicato si adegua periodicamente in base all’andamento dell’Euribor. Ciò significa che l’importo della rata mensile può variare in funzione delle fluttuazioni di mercato: quando l’indice cresce, la rata aumenta, mentre quando scende, l’onere si riduce.

Per calcolare la rata si somma l’Euribor a uno spread, ovvero un margine aggiuntivo determinato dalla banca, che costituisce il suo guadagno. Per esempio, se l’indice è del 3,5% e lo spread della banca è dell’1,2%, l’importo totale da pagare sarà del 4,7%.

Come funziona il mutuo a tasso variabile e quando conviene?

I finanziamenti a tasso indicizzato presentano sia vantaggi che rischi. Tra i vantaggi, vi sono una rata iniziale più bassa e la possibilità di risparmiare in caso di calo degli interessi.

Tuttavia, in caso di rialzo degli interessi, questa opzione può mettere a dura prova il budget familiare; c’è il rischio di perdere l’immobile ipotecato, se le rate aumentano in modo significativo e il mutuatario non riesce a far fronte ai pagamenti. Inoltre l’incertezza riguardo all’importo dei versamenti futuri rende più difficile la pianificazione finanziaria a lungo termine.

In generale la scelta può rivelarsi vantaggiosa per coloro che possiedono una certa solidità economica, tale da consentire di assorbire possibili incrementi dell’importo, da corrispondere mensilmente. Prima di scegliere questo tipo di mutuo, è auspicabile valutare attentamente la propria situazione economica, eventualmente consultando un esperto finanziario.

La tanto attesa discesa dell’Euribor nel biennio 2025-26

Le proiezioni macroeconomiche per il biennio 2025-26, elaborate dagli esperti della Banca d’Italia, sono particolarmente incoraggianti per i mutuatari che hanno scelto un mutuo a tasso variabile. Secondo le previsioni, l’Euribor, dopo essere salito al 3,5% nel 2024, dovrebbe scendere in modo significativo, attestandosi al 2,5% nel 2025 e ulteriormente al 2,3% nel 2026.

Lo scorso 19 gennaio, alla riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE), anche la presidente Christine Lagarde ha prospettato per il 2024 un miglioramento delle condizioni economiche, con una ripresa dei consumi e un rallentamento dell’inflazione. Tuttavia, ha avvertito che la BCE ridurrà gli interessi con gradualità, mantenendo una politica monetaria restrittiva.

Se si è in difficoltà a pagare le rate del muto

In caso di disagio economico, tale da compromettere la capacità di far fronte al debito, esistono diverse opzioni da considerare.

  • Chiedere una sospensione temporanea del mutuo: in questo lasso di tempo si pagano solo gli interessi, senza abbattere il capitale.
  • Passare a un a tasso fisso: l’opportunità è prevista per legge se si ha un mutuo a tasso variabile fino a 200mila euro e un reddito ISEE entro 35mila euro.
  • Ricorrere al fondo di solidarietà : alcuni istituti bancari permettono di adattare l’importo della rata alle capacità economiche del momento del mutuatario. Questa opzione è prevista dal Fondo Gasparrini, un fondo pubblico che si fa carico temporaneamente del debito in casi specifici, come la perdita del lavoro o lo sviluppo di una disabilità.
  • Considerare la surroga del mutuo: nel caso di condizioni più favorevoli, si può trasferire il finanziamento ad un’altra banca senza costi aggiuntivi.

Le banche hanno discrezionalità nell’offrire queste misure, ma devono rispettare i limiti imposti dalle leggi europee sulla vigilanza bancaria. Ad esempio, i debitori con ritardi di pagamento oltre 90 giorni non potranno accedere a queste soluzioni. Inoltre, le banche potranno proporre condizioni agevolate solo se il costo della ricontrattazione non supera l’1% del valore del prestito.

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Cibelle Dardi Da Silva

Navigo costantemente tra parole e numeri per raccontare i cambiamenti nella società e nell'economia, esplorando i temi della finanza personale e della tutela del consumatore. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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