Basta con l’idiozia dell’Italia come “Paese fanalino di coda”. L’ultima in ordine di tempo è quella riferita al 1° maggio, festa dei lavoratori, in occasione della quale sono stati sproloquiati discorsi sugli infortuni e sulla sicurezza sul lavoro e sui morti di troppo. I dati, se opportunamente analizzati, dicono infatti esattamente il contrario. Ve ne darò un assaggio più avanti in questa newsletter.

Prima di scriverla mi sono fatto un giro su Google. Provate anche voi e digitate “infortuni sul lavoro” o “morti sul lavoro” e poi filtrate solo per le notizie…

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Decine di notizie ogni giorno continuano a darci una percezione errata delle realtà. Anche in questo caso, l’uso improprio della parola “record” contribuisce a fornire una interpretazione sbagliata dei fatti, soprattutto quando non si usano termini di riferimento: record rispetto a cosa? (Ne ho parlato in questo articolo).

Le cose fortunatamente stanno molto meglio di quanto raccontano i giornali. Solo che se parla sempre troppo poco e in modo sbagliato, altrimenti chi li compra? Credo che l’industria dell’informazione sia una delle più assurde: voi comprereste mai qualcosa per farvi stare male?

Veniamo al dunque. Secondo i dati elaborati dall’International Labour Organization raccolti su 96 Paesi, l’Italia non è certamente il fanalino di coda e non compare nemmeno tra i peggiori, come si vede in questo grafico:

Lo conferma anche l’Eurostat, che ha stilato una classifica standardizzata, ovviando al problema dei dati disomogenei rilevati con metodologie diverse da ciascun Paese. Infatti in Italia, il Paese delle meraviglie, negli incidenti sul lavoro finiscono anche i decessi per Covid, come ha stabilito una recente legge, e gli incidenti stradali nel tragitto casa-lavoro.

Ne abbiamo parlato sul numero zero di WhatNow, un esperimento editoriale in cui abbiamo deciso di andare in controtendenza e dove analizziamo fenomeni come questo, da punti di vista completamente diversi. La nuova rivista, per ora in versione digitale, è stata creata dal team di BuoneNotizie.it e sarà riservata ai members e ai donatori dell’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo. Puoi leggerla qui con l’approfondimento sugli incidenti sul lavoro.

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Silvio Malvolti

Ho fondato BuoneNotizie.it nel 2001 con il desiderio di ispirare le persone attraverso la visione di un mondo migliore. Nel 2004 ho costituito l'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, che oggi gestisce questa testata: una sfida vinta e pluripremiata.

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