Sono circa 65 mila gli istituti ispirati al metodo Montessori nel mondo, soprattutto in Germania, America e Paesi Bassi. Maria Tecla Artemisia Montessori è ricordata come la prima donna a laurearsi in medicina, specializzandosi in neuropsichiatria, in Italia, nel 1896, alla Sapienza di Roma. La filosofa dedica interamente la sua vita allo studio dei più piccoli e alla loro formazione, elaborando un sistema educativo che favorisce il loro apprendimento.

Il motto montessoriano “Aiutami a fare da solo” esplicita chiaramente i principi su cui si basa il metodo: il bambino chiede aiuto all’adulto, ma al contempo si sottolinea che vuole “fare da solo” e l’educatore dovrà solo supervisionare le sue azioni, senza interferire, ma aiutandolo ad emanciparsi e a imparare a essere autonomo.

Le novità introdotte dalla celebre pedagoga riscuotono tuttora grande successo. Stupisce che le scuole Montessori siano più numerose all’estero rispetto all’Italia, in particolare negli Stati Uniti, in Germania, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito. Se ne contano diverse anche in Asia, Africa e Oceania, difatti il metodo è tra i più diffusi a livello internazionale.

Le scuole Montessori in Italia

In Italia, le scuole a differenziazione didattica sono complessivamente 14 secondo l’Opera Nazionale Montessori (ONM), istituzione preposta alla diffusione del pensiero montessoriano. Negli ultimi anni si è registrato un leggero aumento dei numeri grazie a una promozione crescente di tale metodologia educativa, come si evince dalla sperimentazione nazionale delle medie Montessori, che coinvolge 24 istituti di 6 regioni, di cui 12 situati in Lombardia. “Stiamo facendo la storia della scuola italiana – afferma entusiasta Milena Piscozzo, preside della prima media montessoriana pubblica d’Italia e promotrice della rete nazionale – Ci hanno già contattato anche docenti delle scuole secondarie di secondo grado e questa contaminazione è una vera rivoluzione”.

Umbria e Marche ospitano la maggior parte delle scuole Montessori italiane: si tratta perlopiù di materne ed elementari, poche sono invece le medie e le superiori.  Confrontando il dato di 144 istituti con quelli a livello mondiale, è tuttavia evidente una singolare battuta di arresto rispetto all’estero, dove invece l’interesse suscitato per il metodo è notevole.

La sua lenta diffusione nel nostro Paese fu causata anche dall’avvento del fascismo, visto che, a un’iniziale spinta da parte dello Stato per promuovere il metodo, con la creazione in quegli anni dell’Opera Nazionale Montessori, segue una rottura tra la filosofa e il Duce, che portò la Montessori a lasciare il Paese nel 1934, senza farvi più ritorno e gestendo il suo lavoro dall’estero.

La scelta della pedagogista è legata alla sua personalità forte e determinata. Il suo pensiero fondato sulla libertà di espressione mal si integra con l’autoritarismo fascista e con l’educazione ispirata ai principi dell’idealismo di Gentile, critico anche nei confronti di un apprendimento scientifico che caratterizza il metodo montessoriano.

In Europa sono 3000 gli istituti d’ispirazione Montessori

A livello estero, il successo del sistema risale agli inizi del secolo scorso: basti pensare che già nel 1929 nacque in Danimarca l’Association Montessori Internationale (AMI), in presenza di rappresentanti di 43 paesi diversi. Tuttora sono tantissimi gli Stati, tra cui Mongolia, Kazakistan, Messico, Colombia, Bielorussia e Pakistan, a esserne affiliati, da cui traggono principi e punti di riferimento per la costituzione di istituti scolastici.

Solo in Europa si contano ben 2800 scuole, di cui circa 1100 in Germania e altrettante in Russia. Una maggiore concentrazione di istituti ufficialmente montessoriani si trova nel  nord Europa, in particolare nei paesi anglosassoni e scandinavi, da sempre attratti dagli ideali d’educazione che ispirano il metodo montessoriano, tanto che i duchi di Cambridge hanno scelto di istruire il piccolo George in una Casa dei Bambini.  In Olanda, dove la scienziata visse l’ultimo periodo della sua vita, tuttora un terzo degli istituti è ispirato al metodo da lei sviluppato.

Contro un’educazione rigida: le scuole Montessori nel mondo

La fortuna del sistema educativo Montessori non è visibile solo in Europa: il numero crescente di scuole in Asia e Africa conferma come il metodo sia uno dei più diffusi a livello internazionale. Nel continente africano le scuole Montessori rappresentano l’eccellenza nel percorso dell’istruzione e sono presenti in Sud Africa, Ruanda, Tanzania, Marocco, Senegal, Nigeria e Tunisia. Una menzione speciale va all’organizzazione non governativa Montessori for Kenya, MfK, nata da oltre 30 anni con l’obiettivo di diffondere l’istruzione nelle aree più interne del paese e di promuovere progetti di tutela dei bambini.

Nel 1911 il metodo Montessori divenne noto anche negli Stati Uniti d’America, ma l’affermarsi dei principi di John Dewey, principale riformatore negli USA in materia di istruzione, frenò la sua diffusione, che tornò poi in auge nel 1960 con la nascita dell’American Montessori Society. Ad oggi negli USA si stima vi siano oltre 3000 scuole, di cui 2.139 private e 530 pubbliche, mentre in Australia e Nuova Zelanda si registrano circa 30 mila istituti presenti.

La mappa globale delle scuole ispirate agli studi della Montessori dimostra quanto sia stato rivoluzionario un sistema che ha cura del rapporto dei più piccoli con l’ambiente, con i materiali e con le lezioni, sostituendolo ad un’educazione fortemente rigida, austera e nozionistica, presente ancora oggi e diffusa in maniera capillare in Italia e nel mondo dalla metà dell’800.

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