Il 12 novembre 2019 e nei giorni successivi un fenomeno di acqua alta eccezionale colpì Venezia e provocò importanti danni alla città lagunare e alle sue isole. Commossi dall’evento, privati cittadini e Istituzioni decisero di contribuire finanziariamente alla ricostruzione e alla messa in sicurezza.

Grazie a questa generosità, Venezia si trova in sicurezza, ha potuto riprendersi e ora può sperare che questo tipo di eventi sia solo un ricordo.

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I danni dell’acqua alta del 2019

Il fenomeno dell’acqua alta è piuttosto frequente per Venezia. La città lo vive come un evento ordinario e passeggero; nel tempo si è attrezzata per poterci convivere. I cambiamenti climatici tuttavia hanno reso gli eventi meteorologici sempre più violenti.

Nella settimana tra il 12 e il 17 novembre l’acqua alta ha superato per quattro volte il livello di 140 cm. In una settimana, Venezia ha sopportato quattro eventi che si collocano tra i venti più alti mai registrati.

In particolare, il 12 novembre la marea ha raggiunto il secondo livello più alto mai toccato dal 1872, anno di inizio delle registrazioni.

Di fronte a un’acqua alta così eccezionale e insistita, Venezia ha patito danni agli impianti elettrici e fognari degli edifici. Molti sistemi di approdo e di trasporto risultavano compromessi.

Le immagini di Venezia danneggiata dall’acqua alta, data la fama della città, hanno fatto presto il giro del mondo. Molte persone hanno voluto attivarsi con una donazione. La protezione civile aveva predisposto un codice IBAN e un numero a cui inviare sms per raccogliere fondi da quanti lo desiderassero. Il Corriere della Sera e TG La7 avevano avviato una iniziativa simile.

L’Unione Europea mise a disposizione più di 50 milioni di euro tramite il Fondo di Solidarietà, i quali si aggiunsero agli 63 milioni già a disposizione.

La ricostruzione dopo l’acqua alta

Quanto raccolto per l’emergenza acqua alta è stato messo a disposizione del Commissario Delegato all’emergenza, il Sindaco Luigi Brugnaro.

Per prima cosa, era necessario fare ripartire la città e rendere nuovamente funzionali le sue strutture dopo l’acqua alta. La maggior parte dei fondi è stata utilizzata per interventi di tipo edile: dal ripristino delle linee elettriche e alla sistemazione delle fognature fino al rifacimento di muretti di contenimento.

Lo spostamento di persone e merci a Venezia è piuttosto complesso. Ecco perché in seguito all’eccezionale acqua alta del 2019 si è scelto di usare un’altra fetta importante delle risorse economiche per il ripristino della viabilità, in modo che le rive, le calli e le strade tornassero a essere utilizzabili. L’intervento ha interessato anche il trasporto marittimo e la cura degli approdi per imbarcazioni.

Ciò che restava ha permesso di riaprire le scuole e gli impianti sportivi e di rendere nuovamente funzionali gli uffici pubblici.

Le famiglie colpite dall’acqua alta, se i danni che avevano subito erano tali da impedire il rientro nella propria abitazione, hanno potuto accedere a un contributo immediato.

Utilizzo dei fondi da parte del Commissario per fronteggiare i danni da acqua alta

Utilizzo dei fondi da parte del Commissario per fronteggiare i danni da acqua alta

L’apporto dei privati ha soccorso il patrimonio umano e culturale della città

Le iniziative private per l’emergenza acqua alta hanno raccolto somme decisamente inferiori rispetto alle Istituzioni, eppure il loro apporto è stato ugualmente indispensabile. Queste raccolte fondi hanno aiutato a restituire vivibilità alla città, mentre l’intervento pubblico si concentrava sulla funzionalità e la sopravvivenza.

La Diocesi di Venezia ha raccolto 81.013,70 euro per il soccorso alle famiglie colpite. Sono stati impiegati per permettere il rientro a casa o il ricovero in strutture private quando questo non era possibile. Altri 21.639,87 euro sono stati dedicate alle chiese danneggiate dall’acqua alta, le quali costituiscono il cuore del patrimonio artistico e spirituale veneziano.

La SIAE ha raccolto complessivamente 213.915,15 euro e li ha versati a ventotto librerie e biblioteche colpite dall’acqua alta. Il Teatro Alla Scala di Milano ha devoluto l’incasso del 29 novembre 2019 a supporto del Teatro La Fenice di Venezia.

Oggi Venezia si è rimessa ormai in piedi e ha meno timore dell’acqua alta, grazie alla messa in funzione del MOSE e le novità in merito alla prevenzione dei fenomeni metereologici estremi.

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Giovanni Pigozzo

Nei modi più vari mi sono sempre occupato di quel che succede nel mondo del Lavoro. Analizzo come è fatta e come evolve l'attività umana che più di tutte occupa le nostre giornate. Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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